“Per una volta – dice Luca Casarini – è andata come dovrebbero andare tutte le missioni. Massima collaborazione con la guardia costiera, vite salvate, assegnazione in tempi rapidissimi del porto sicuro più vicino e altrettanto rapido via libera per la nave. La Mare Jonio è pronta a ripartire”.
In tempi di continui sequestri di navi Ong e con l’equipaggio di Mediterranea nel mirino della magistratura di Ragusa, la felice conclusione della prima missione dell’anno per la Mare Jonio, unica ong italiana, diventa una notizia.
Ripartita da Trapani dove era ferma dopo esser stata colpita, tra ottobre e novembre, dall’applicazione del fermo amministrativo in seguito al rifiuto di collaborare con le cosiddette autorità libiche, sabato la Mare Jonio, con richiesta di intervento da parte dell’aereo EAGLE 1 di Frontex, trovava una barca in ferro sovraffollata all’inverosimile, alla deriva con il motore in panne e con una linea di galleggiamento ridotta ormai pericolosamente a qualche centimetro. Iniziava a coordinarsi con la sala operativa di Lampedusa e con la motovedetta della stessa Guardia Costiera italiana, facendo anche da ponte radio e cooperava con la Guardia Costiera iniziando ad alleggerire la barca con il trasferimento dei primi superstiti sulla motovedetta.
Una volta completata l’operazione con il soccorso di 59 persone, la Mare Jonio riprendeva la sua rotta verso sud in direzione della zona SAR di fronte alle coste della Libia. Alle 15.38 dello stesso sabato 23 riceveva la segnalazione di una nuova imbarcazione in pericolo da parte di Seabird, aereo civile di osservazione di Sea-Watch. Dopo due ore di ricerca, quando ormai si era fatto buio, la Mare Jonio individuava la barca in pericolo. Alle 21.45 tutti i naufraghi erano recuperati in sicurezza: 55 persone soccorse, tra cui diversi minori non accompagnati.
Poco dopo le autorità italiane comunicavano l’assegnazione del porto di Pozzallo per lo sbarco dei naufraghi. Nella notte però, un nuovo Sos veniva lanciato da Alarm Phone. Dopo una intensa attività di ricerca durata quattro ore l’imbarcazione veniva finalmente individuata: una barca in ferro stracarica di persone provenienti dalla Libia, stremate da tre giorni di navigazione e a rischio di rovesciarsi da un momento all’altro. Si procedeva perciò al soccorso di 58 persone tra cui di cui 4 donne e 12 minori: tra di loro tre bambini sotto i dodici anni, di cui un maschietto di anni 2 e due bambine rispettivamente di 3 anni e 20 giorni di età, in assoluto la più giovane naufraga mai soccorsa dalla Mare Jonio. Le operazioni di sbarco delle 113 persone soccorse si sono concluse sul molo di Pozzallo alle 00.45 di oggi.