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L’intervista a Sara Marinaccio: “Voglio un figlio anche se sarò da sola. Assurdo che in Italia le single non possano ricorrere all’eterologa”

Sara Marinaccio 
L’ex ballerina oggi insegnante di pilates ha le idee chiare: “È questa la vera libertà per le donne”
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“L’ho fatto per sentirmi libera”. Sara Marinaccio ha 40 anni, è una ex ballerina oggi insegna pilates. Un anno fa, nel marzo del 2023, ha deciso di congelare i suoi ovociti all’ospedale Humanitas di Milano e di rendere pubblica la sua scelta sui social, ma anche sul sito della Fondazione Veronesi. “Voglio far conoscere alle donne e soprattutto alle ragazze l’importanza di preservare la fertilità».

Sara Marinaccio, cosa c’è dietro il suo social freezing?

“Avevo 38 anni e un grande amore finito. Ho avuto il timore che nell’attesa di una nuova storia avrei perso l’ultima possibilità di diventare madre. I quarant’anni, lo sappiamo, sono la frontiera della fertilità per le donne”.

Conosceva altre donne che avevano fatto il social freezing?

“In Italia no, all’estero sì, però me ne aveva parlato la mia ginecologa. Così ho deciso. Mi sono informata, ho trovato la struttura giusta. E mi sono sentita felice”.

Nel senso che potrà ancora scegliere di diventare madre?

“Sì, anche senza un uomo. M…

“L’ho fatto per sentirmi libera”. Sara Marinaccio ha 40 anni, è una ex ballerina oggi insegna pilates. Un anno fa, nel marzo del 2023, ha deciso di congelare i suoi ovociti all’ospedale Humanitas di Milano e di rendere pubblica la sua scelta sui social, ma anche sul sito della Fondazione Veronesi. “Voglio far conoscere alle donne e soprattutto alle ragazze l’importanza di preservare la fertilità».

Sara Marinaccio, cosa c’è dietro il suo social freezing?

“Avevo 38 anni e un grande amore finito. Ho avuto il timore che nell’attesa di una nuova storia avrei perso l’ultima possibilità di diventare madre. I quarant’anni, lo sappiamo, sono la frontiera della fertilità per le donne”.

Conosceva altre donne che avevano fatto il social freezing?

“In Italia no, all’estero sì, però me ne aveva parlato la mia ginecologa. Così ho deciso. Mi sono informata, ho trovato la struttura giusta. E mi sono sentita felice”.

Nel senso che potrà ancora scegliere di diventare madre?

“Sì, anche senza un uomo. Mi spiego: non volevo che il mio desiderio di maternità mi spingesse a scegliere un compagno di cui non fossi veramente innamorata. Nello stesso tempo il mio desiderio di un figlio è sempre stato forte. Così non mi sono rassegnata. Conosco tante donne che ritrovandosi da sole alla mia età hanno rinunciato alla maternità e poi se ne sono pentite”.

Lei però ha congelato i suoi ovociti da grande, a 38 anni, quando la fertilità, dicono i ginecologi, è già compromessa.

“E’ vero, ma siamo in Italia e del social freezing non parla nessuno, anche io l’ho scoperto soltanto grazie ad amiche all’estero. Altrimenti avrei congelato i miei ovuli quando ero più giovane. Per questo cerco di fare informazione e racconto la mia storia. Il social freezing è una occasione di libertà, non sempre si riesce a fare un figlio nell’età giusta, quella in cui tutto avviene naturalmente”.

Ecco, l’età.

“Sono una ballerina, insegno pilates, curo molto il mio corpo, quindi sarei in grado di avere una buona gravidanza anche tra qualche anno. Forse accadrà. Forse no. Però ne ho la possibilità”.

Parlava di avere un figlio da sola, con la banca del seme. In Italia per le donne single è vietato dalla legge 40.

“Un altro assurdo paletto. Se non dovessi incontrare un compagno andrò all’estero. dove le leggi sono più umane e farò un’eterologa, con i miei ovociti e il seme di un donatore. E diventerò madre”.

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