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Migranti,dall’evacuazione umanitaria all’abbandono nel centro di accoglienza: da oltre un anno in Italia ma per loro è ancora tutto fermo

Arrivarono a fine novembre del 2022 con un volo dalla Libia. Spesi già 70mila euro ma non è stato avviato alcun percorso di integrazione
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Tirati fuori dai lager libici dall'Unhcr, portati in Italia in aereo con una evacuazione umanitaria con tanto di calorosa accoglienza a Fiumicino da parte dei ministri dell'Interno Piantedosi e degli Esteri Tajani, e poi incredibilmente abbandonati da un anno e mezzo senza documenti né status in un centro di accoglienza in Calabria.

Tutto fermo

È l'assurda storia di quattro migranti provenienti dal Sud Sudan e dal Sudan, tutti con i requisiti per ottenere lo status di rifugiato, emblema dello stato totalmente approssimativo dell'accoglienza in Italia. Persino per chi, come questi quattro, in Italia è arrivato non su un barcone ma in aereo e su iniziativa del governo italiano. A cui, solo per dare un ordine di grandezza, le spese di mantenimento di queste quattro persone sono già arrivate a 70.000 euro senza che, da un anno e mezzo a questa parte, abbiano neanche potuto iniziare il loro percorso di integrazione. Non una lezione di italiano, non un corso di formazione, niente lavoro, c…

Tirati fuori dai lager libici dall'Unhcr, portati in Italia in aereo con una evacuazione umanitaria con tanto di calorosa accoglienza a Fiumicino da parte dei ministri dell'Interno Piantedosi e degli Esteri Tajani, e poi incredibilmente abbandonati da un anno e mezzo senza documenti né status in un centro di accoglienza in Calabria.

Tutto fermo

È l'assurda storia di quattro migranti provenienti dal Sud Sudan e dal Sudan, tutti con i requisiti per ottenere lo status di rifugiato, emblema dello stato totalmente approssimativo dell'accoglienza in Italia. Persino per chi, come questi quattro, in Italia è arrivato non su un barcone ma in aereo e su iniziativa del governo italiano. A cui, solo per dare un ordine di grandezza, le spese di mantenimento di queste quattro persone sono già arrivate a 70.000 euro senza che, da un anno e mezzo a questa parte, abbiano neanche potuto iniziare il loro percorso di integrazione. Non una lezione di italiano, non un corso di formazione, niente lavoro, come prevede il decreto Cutro per chi, non avendo lo status di rifugiato, è ospitato nei centri di accoglienza e non nel sistema Sai. Ma ecco la loro storia denunciata dall'Arci che da alcuni mesi sta cercando di aiutarli.

L’arrivo

I quattro migranti atterrano a Fiumicino il 30 novembre 2022 con una evacuazione umanitaria dalla Libia, il primo del governo Meloni, accolto con tanto di conferenza stampa a cui partecipano i ministri Piantedosi e Tajani. Fanno parte di un gruppo di persone scelte, per i loro requisiti, dall'Unhcr. Dunque di loro il Viminale sa tutto, la concessione dello status di rifugiato è scontata. I quattro lasciano le loro impronte alla polizia di frontiera e vengono portati in un Cas in provincia di Cosenza.

La richiesta di aiuto e l’attesa

E li, a parte vitto e alloggio, nessuno si occupa più di loro né dà loro notizie. Ad agosto scorso, telefonano al numero verde di Arci e chiedono aiuto. Dopo 9 mesi nessuno ha fatto loro neanche formalizzare la richiesta di asilo. L'Arci si muove e nel giro di un paio di settimane riesce ad ottenere almeno il primo appuntamento. Presentata la richiesta, i quattro attendono la convocazione da parte della commissione territoriale per l'asilo. Mai arrivata.

"Una situazione incredibile che la dice lunga sullo stato del sistema di accoglienza in Italia - denuncia Filippo Miragli di Arci nazionale - queste persone che il governo italiano ha scelto per un ingresso legale e protetto sono abbandonate, senza permesso non possono avere un conto in banca, un contratto di lavoro, un affitto di casa.

Soldi buttati

Il loro percorso di integrazione dopo un anno e mezzo non è neanche cominciato. Solo soldi buttati dal governo Meloni che continua la sua propaganda elettorale sulla pelle delle persone. Questo per loro significa favorire gli ingressi legali in Italia?"

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