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Papa Francesco legge tutta la catechesi dell’udienza. Il saluto ai due amici israeliano e palestinese che hanno perso le figlie

(afp)
Jorge Mario Bergoglio entra in aula senza la carrozzina. E scherza con i fedeli: “Fuori piove, grazie per la vostra pazienza”. Nei prossimi giorni i riti della Settimana santa. La raccomandazione ai fedeli a sopportare le persone moleste e la preghiera per la pace
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Entra sulle sue gambe, senza carrozzina, legge per intero la catechesi, dedicata alla virtù della pazienza, saluta i fedeli, improvvisa a braccio. Papa Francesco, che nei giorni scorsi ha mostrato qualche segno di stanchezza, ha presieduto l’udienza generale con spigliatezza e voce ferma e a tratti squillante. Jorge Mario Bergoglio ha incontrato un israeliano e un palestinese che hanno entrambi perso le figlie uccise l’una da un attentato suicida palestinese e l’altra da un proiettile dell’esercito israeliano.

Gli appuntamenti pasquali

Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, nei giorni scorsi aveva la voce flebile, postumo di una influenza con bronchite che si era protratta per un paio di settimane a partire da fine febbraio. Più volte, nelle scorse udienze generali, il Papa ha rinunciato a leggere di persona la catechesi, facendo leggere il testo a un collaboratore. Uno stato di salute che in Vaticano ha creato qualche incertezza sulla modalità con cui si svolgerà il tour de force dei riti d…

Entra sulle sue gambe, senza carrozzina, legge per intero la catechesi, dedicata alla virtù della pazienza, saluta i fedeli, improvvisa a braccio. Papa Francesco, che nei giorni scorsi ha mostrato qualche segno di stanchezza, ha presieduto l’udienza generale con spigliatezza e voce ferma e a tratti squillante. Jorge Mario Bergoglio ha incontrato un israeliano e un palestinese che hanno entrambi perso le figlie uccise l’una da un attentato suicida palestinese e l’altra da un proiettile dell’esercito israeliano.

Gli appuntamenti pasquali

Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, nei giorni scorsi aveva la voce flebile, postumo di una influenza con bronchite che si era protratta per un paio di settimane a partire da fine febbraio. Più volte, nelle scorse udienze generali, il Papa ha rinunciato a leggere di persona la catechesi, facendo leggere il testo a un collaboratore. Uno stato di salute che in Vaticano ha creato qualche incertezza sulla modalità con cui si svolgerà il tour de force dei riti della Settimana santa presieduti dal Pontefice, che, comunque, non sono mai stati messi in dubbio dal Vaticano.

“Sarete un po’ ammucchiati...”

"Oggi l’udienza era prevista in piazza ma per la pioggia è stata trasferita qui dentro”, ha detto Jorge Mario Bergoglio ai fedeli, che lo hanno accolto con cori e ripetuti applausi: “E’ vero che sarete un po’ ammucchiati, ma almeno saremo non bagnati... e grazie della vostra pazienza”.

Uniti nel lutto

Meditando sulla importanza di saper sopportare i mali, il Papa ha voluto salutare pubblicamente Bassam Aramin e Rami Elhanan, due uomini uno palestinese e l’altro israeliano, le cui figlie sono state uccise, rispettivamente, da un soldato israeliano, nel 2007, e da un attacco suicida di Hamas, nel 1997, e che, in Italia per testimoniare la loro storia, hanno partecipato questa mattina all’udienza del Papa. Aramin e Elhanan fanno parte della nota organizzazione Parents Circle che riunisce famigliari di israeliani e palestinesi vittime del conflitto impegnati dal 1995 nel promuovere la riconciliazione e la pace tra i due popoli. Al Papa, che li ha voluti ricevere privatamente per cinque minuti prima dell’udienza, hanno regalato il libro Apeirogon dello scrittore irlandese Colum McCann (Feltrinelli) che narra la loro storia ed ha vinto il premio Terzani nel 2022. “Ci ha detto che io sono ebreo, Bassam è musulmano e lui è cristiano”, ha riferito Elhanan, “siamo tutti umani e possiamo essere fratelli anziché continuare ad ammazzarci a vicenda”. A fine catechesi il Papa ha voluto salutarli dinanzi a tutti i fedeli: “Ambedue hanno perso le loro figlie in questa guerra”, ha detto Francesco, “e ambedue sono amici: non guardano l’inimicizia della guerra ma guardano l’amicizia di due uomini che si vogliono bene e che sono passati per la stessa crocifissione. Pensiamo a questa testimonianza tanto bella di queste due persone che hanno sofferto nelle loro figlie la guerra della Terra santa. Cari fratelli – ha concluso rivolgendosi ai due uomini – grazie per la vostra testimonianza”.

“Sopportare le persone moleste”

Proseguendo un ciclo di catechesi dedicato alle virtù cristiane, Francesco ha incentrato la sua meditazione odierna sulla “forza mite della pazienza”: "Ne abbiamo bisogno come della vitamina essenziale per andare avanti”, ha detto, “ma ci viene istintivo spazientirci”. I cristiani dovrebbero “andare controcorrente rispetto alla mentalità oggi diffusa, in cui dominano la fretta e il tutto e subito. Dove, anziché attendere che maturino le situazioni, si spremono le persone, pretendendo che cambino all’istante”. Dio “è amore, e chi ama non si stanca, non è irascibile, non dà ultimatum, ma sa attendere”, ha detto il Papa, che ha raccomandato ai fedeli, in particolare, “quell’opera di misericordia tanto nota quanto disattesa: sopportare pazientemente le persone moleste, e non è facile”.

La “martoriata” Ucraina

Alla fine della catechesi, il Papa ha pregato “per la pace: che il Signore ci dia la pace, nella martoriata Ucraina, che sta soffrendo tanto sotto i bombardamenti, anche in Israele e in Palestina: che ci sia la pace nella Terra santa, che il Signore ci dia la pace, a tutti, come dono della sua Pasqua”.

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