Il Papa fragile: “Vive i malanni con disinvoltura. È un modello per gli anziani”
di Elena Dusi«Papa Francesco è una persona fragile, non c’è dubbio. Ma vive la sua condizione di 87enne con naturalezza. Mi stupisce la disinvoltura con cui appare in sedia a rotelle». Evaristo Ettorre, professore di geriatria all’università Sapienza di Roma e al Policlinico Umberto I, avrebbe molti punti deboli su cui soffermare il suo occhio clinico, se il Papa fosse suo paziente. Ma ammira il suo modo di vivere la vecchiaia come un vestito che calza con disinvoltura.
A cosa si riferisce?
«Quando ha rotto gli occhiali è uscito dal Vaticano per comprarne di nuovi. È un modo per mostrare le proprie debolezze senza vergogna. Fa lo stesso quando si presenta in sedia a rotelle nelle occasioni importanti».
È un esempio per i suoi coetanei?
«Incontro spesso pazienti restii a usare la sedia a rotelle e gli porto il Papa come esempio. Meglio apparire in sedia a rotelle che chiudersi in casa. Lui, accompagnato dalle sue fragilità, svolge comunque i suoi impegni. Un consiglio che do spesso ai miei pazienti…
«Papa Francesco è una persona fragile, non c’è dubbio. Ma vive la sua condizione di 87enne con naturalezza. Mi stupisce la disinvoltura con cui appare in sedia a rotelle». Evaristo Ettorre, professore di geriatria all’università Sapienza di Roma e al Policlinico Umberto I, avrebbe molti punti deboli su cui soffermare il suo occhio clinico, se il Papa fosse suo paziente. Ma ammira il suo modo di vivere la vecchiaia come un vestito che calza con disinvoltura.
A cosa si riferisce?
«Quando ha rotto gli occhiali è uscito dal Vaticano per comprarne di nuovi. È un modo per mostrare le proprie debolezze senza vergogna. Fa lo stesso quando si presenta in sedia a rotelle nelle occasioni importanti».
È un esempio per i suoi coetanei?
«Incontro spesso pazienti restii a usare la sedia a rotelle e gli porto il Papa come esempio. Meglio apparire in sedia a rotelle che chiudersi in casa. Lui, accompagnato dalle sue fragilità, svolge comunque i suoi impegni. Un consiglio che do spesso ai miei pazienti è provare comunque a uscire, andare a Pasqua dai parenti, assistere alla primavera in giardino, vivere la propria socialità anche se ci sono difficoltà da superare o limiti da rispettare. Come fa il Papa, in fondo».
Domenica scorsa Francesco ha saltato l’omelia. Tanti avrebbero trovato imbarazzante quel lungo silenzio di fronte alla piazza piena.
«Sembrava avesse il fiato corto. Forse un problema fisico lo limitava nella lettura, ma il silenzio non sempre rappresenta un handicap. A volte, anzi, è una manifestazione di forza, comunica più della parola. Forse Francesco voleva anche centellinare le forze in vista di una settimana impegnativa come quella di Pasqua».
Giovanni Paolo II acquistava carisma man mano che cresceva la sua sofferenza fisica.
«La sofferenza suscita pietas ed empatia. Può essere una lezione per tutti, in un’epoca in cui il canone da seguire è quello di forza e bellezza».
A ogni défaillance c’è chi si chiede che futuro avrà il Papa.
«Impossibile dirlo. Età biologica e cronologica non coincidono mai e i fattori psicologici giocano un ruolo importante. Gli anziani hanno risorse che sorprendono spesso anche noi medici».