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Messa del giovedì santo con i sacerdoti, il Papa: “No all’ipocrisia e ai giudizi sprezzanti su chi non crede”

(afp)
Francesco, che nei giorni scorsi aveva la voce flebile quale postumo di una bronchite, ha letto integralmente l’omelia. Questo pomeriggio apre il triduo pasquale con una celebrazione a Rebibbia e la lavanda dei piedi a 12 detenute
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Papa Francesco esorta i sacerdoti a evitare “ipocrisia clericale”, atteggiamenti di “superiorità”, “asprezza di giudizio”, “durezze e recriminazioni”, “egoismi e ambizioni”, “rigidità e insoddisfazioni”, nella messa crismale del giovedì santo, raccomandando di assumere non “giudizi sprezzanti su chi non crede, ma amore e lacrime per chi è lontano”.

La bronchite alle spalle

Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, nei giorni scorsi aveva la voce flebile, postumo di un’influenza con bronchite che si è protratta un paio di settimane, ma da ieri ha recuperato in pieno le forze. Questa mattina ha letto integralmente la lunga omelia che aveva preparato per la celebrazione tradizionale del giovedì santo, durante la quale i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento dell’ordinazione. Nella basilica vaticana, questa mattina, hanno assistito alla messa del Papa 1800 preti, oltre a numerosi vescovi e cardinali.

Lavanda dei piedi alle detenute

Questo pomeriggio alle 16 il Pontefice argentino celebre…

Papa Francesco esorta i sacerdoti a evitare “ipocrisia clericale”, atteggiamenti di “superiorità”, “asprezza di giudizio”, “durezze e recriminazioni”, “egoismi e ambizioni”, “rigidità e insoddisfazioni”, nella messa crismale del giovedì santo, raccomandando di assumere non “giudizi sprezzanti su chi non crede, ma amore e lacrime per chi è lontano”.

La bronchite alle spalle

Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, nei giorni scorsi aveva la voce flebile, postumo di un’influenza con bronchite che si è protratta un paio di settimane, ma da ieri ha recuperato in pieno le forze. Questa mattina ha letto integralmente la lunga omelia che aveva preparato per la celebrazione tradizionale del giovedì santo, durante la quale i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento dell’ordinazione. Nella basilica vaticana, questa mattina, hanno assistito alla messa del Papa 1800 preti, oltre a numerosi vescovi e cardinali.

Lavanda dei piedi alle detenute

Questo pomeriggio alle 16 il Pontefice argentino celebrerà la messa in coena Domini, che commemora l’ultima cena di Gesù e apre il triduo pasquale, nella sezione femminile del carcere di Rebibbia, dove, replicando il gesto di Cristo con i 12 apostoli, laverà i piedi a 12 detenute.

“Guai alle lamentele!”

“Cari fratelli, a noi, suoi pastori, il Signore non chiede giudizi sprezzanti su chi non crede, ma amore e lacrime per chi è lontano”, ha detto questa mattina il Papa. “Le situazioni difficili che vediamo e viviamo, la mancanza di fede, le sofferenze che tocchiamo, a contatto con un cuore compunto non suscitano la risolutezza nella polemica, ma la perseveranza nella misericordia. Quanto abbiamo bisogno di essere liberi da durezze e recriminazioni, da egoismi e ambizioni, da rigidità e insoddisfazioni, per affidarci e affidare a Dio, trovando in lui una pace che salva da ogni tempesta. Adoriamo, intercediamo e piangiamo per gli altri: permetteremo al Signore di compiere meraviglie. E non temiamo: lui ci sorprenderà. Il nostro ministero ne gioverà. Oggi, in una società secolare, corriamo il rischio – ha insistito Francesco – di essere molto attivi e al tempo stesso di sentirci impotenti, col risultato di perdere l’entusiasmo ed essere tentati di tirare i remi in barca, di chiuderci nella lamentela – guai alle lamentale! – e far prevalere la grandezza dei problemi sulla grandezza di Dio. Se ciò avviene, diventiamo amari e pungenti, sempre sparlando, sempre trovando qualche occasione per lamentarsi. Ma se invece l’amarezza e la compunzione si rivolgono, anziché al mondo, al proprio cuore, il Signore non manca di visitarci e rialzarci”.

Cos’è la messa crismale

Quella della mattina del giovedì santo, celebrata in ogni chiesa cattedrale, è detta messa crismale perché vengono benedetti gli olii che vengono usati nel corso dell’anno: l’olio degli infermi, l’olio dei catecumeni e l’olio del crisma. Nella sua omelia, il Papa ha augurato ai sacerdoti il dono delle lacrime, non per “piangersi addosso”, ma per “piangere su se stessi”. Francesco ha usato “una parola forse desueta, ma che credo ci faccia bene riscoprire: la compunzione”, la consapevolezza dispiaciuta dei propri errori, “antidoto alla sclerocardia”, la durezza del cuore. “Come la goccia scava la pietra, così le lacrime lentamente scavano i cuori induriti: si assiste così al miracolo della tristezza che conduce alla dolcezza”, ha detto il Papa, secondo il quale “è bene che avvenga il contrario rispetto alla vita biologica, dove, quando si cresce, si piange meno di quando si è bambini. Nella vita spirituale, invece, dove conta diventare bambini, chi non piange regredisce, invecchia dentro, mentre chi raggiunge una preghiera più semplice e intima, fatta di adorazione e commozione davanti a Dio, matura”. Da qui l’invito del Papa a vigilare su ogni difetto, a partire dalla “ipocrisia clericale”, perché “chi si compunge nel cuore si sente sempre più fratello di tutti i peccatori del mondo, senza parvenza di superiorità o asprezza di giudizio, ma con desiderio di amare e riparare”. Il sacerdote, per il Papa, “anziché adirarsi e scandalizzarsi per il male compiuto dai fratelli, piange per i loro peccati”, ed è così capace di “portare la misericordia di Dio ai fratelli e alle sorelle del nostro tempo”.

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