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Venezia, davanti Palazzo Ducale spuntano 12 sculture ‘ingombranti’. La polemica: “La città usata come vetrina per fare soldi”

L’opera di Manolo Valdés resterà per i prossimi 3 mesi. Il Comune: scelta in Conferenza dei servizi con l’approvazione della Soprintendenza
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La libertà creativa dell’artista non si tocca, ma vale anche quando le opere sono in uno spazio pubblico, magari in una delle piazze più fotografate del mondo? La domanda è sorta in molte persone questa mattina quando Venezia si è svegliata con le dodici sculture di Manolo Valdés, posizionate in fila nella piazzetta davanti a Palazzo Ducale. Le sculture in bronzo, alte 170 cm con lo sguardo rivolto verso la Torre dell’Orologio e le spalle verso il Bacino di San Marco, riprendono il tema delle Las Meninas (le damigelle) di Diego Velázquez e rimarranno esposte fino a metà giugno, durante il periodo della Biennale di Venezia e del salone Nautico.

Gli accordi presi dall’amministrazione

Si sapeva che le sculture sarebbero arrivate, ma questa mattina l’impatto non è stato accolto bene da tutti, un po’ com’era accaduto anni fa per l’albero di Natale contemporaneo dell’artista Fabrizio Plessi. Italia Nostra ha criticato l’operazione accusando l’amministrazione di trattare Venezia come una vet…

La libertà creativa dell’artista non si tocca, ma vale anche quando le opere sono in uno spazio pubblico, magari in una delle piazze più fotografate del mondo? La domanda è sorta in molte persone questa mattina quando Venezia si è svegliata con le dodici sculture di Manolo Valdés, posizionate in fila nella piazzetta davanti a Palazzo Ducale. Le sculture in bronzo, alte 170 cm con lo sguardo rivolto verso la Torre dell’Orologio e le spalle verso il Bacino di San Marco, riprendono il tema delle Las Meninas (le damigelle) di Diego Velázquez e rimarranno esposte fino a metà giugno, durante il periodo della Biennale di Venezia e del salone Nautico.

Gli accordi presi dall’amministrazione

Si sapeva che le sculture sarebbero arrivate, ma questa mattina l’impatto non è stato accolto bene da tutti, un po’ com’era accaduto anni fa per l’albero di Natale contemporaneo dell’artista Fabrizio Plessi. Italia Nostra ha criticato l’operazione accusando l’amministrazione di trattare Venezia come una vetrina, ma il Comune ha replicato di aver avuto l’approvazione della Soprintendenza e che le opere sono state scelte in Conferenza dei servizi.

Qualche giorno fa la Giunta del sindaco Luigi Brugnaro ha infatti approvato una delibera in cui si accettava la donazione alla città da parte dell’artista spagnolo della scultura Reina Mariana (172 x 126 x 78) dal valore stimato di 500 mila euro che verrà consegnata all’amministrazione dopo l’esposizione delle dodici damigelle a San Marco, dodici come le Marie della festa del Carnevale. Non è stato il solo accordo stipulato dall’amministrazione che ne ha inoltre siglato uno commerciale del valore di 122 mila euro tra la Galleria Contini, promotrice dell’artista, e la società partecipata che organizza i maggiori eventi in città, Vela.

L’ironia

I turisti guardano incuriositi le opere, scattandosi qualche selfie, mentre sui social fioccano già le battute: «Prima di leggere le didascalie ho pensato che fossero valigie» o «se volevano mettere dei nuovi cestini per i rifiuti avrebbero potuto distribuirli meglio» scrivono nel profilo IG Venezia non è Disneyland. Per Claudio Vernier, presidente dell’associazione dei commercianti di Piazza San Marco, le opere non intaccano la fragilità della città, ma chiede che ci sia chiarezza sui criteri dell’uso della Piazza e sulla destinazione dei ricavi. Per Augusto Maurandi, curatore d’arte indipendente e referente dello Spazio Punch a Venezia, la Piazza dovrebbe rimanere vuota perché se ne possa ammirare da ogni angola la bellezza e l’operazione «riprende il modello di villetta di provincia con i nani da giardino».

Le proteste

Non è l’unica opera grande destinata a comparire in città a mano a mano che ci si avvicina la Biennale di Arte Stranieri ovunque, aperta al pubblico dal 20 aprile. Non a caso Italia Nostra parla di «biennalizzazione» della città per dire che in questo periodo ogni luogo, pubblico e privato, diventa occasione di fare soldi affittando spazi per esporre, come in questo caso. Le damigelle rimarranno per tre mesi e già dal primo giorno hanno scatenato polemiche. Piacciono o sono impattanti? La sentenza non tarderà ad arrivare.

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