Padova, la disperazione di Giulio dopo l’incidente di Pasqua: “La nostra bambina è morta, non farò staccare la spina a Valentina”
di Enrico FerroC’erano una bambina in arrivo e un matrimonio fissato, ma un incidente stradale nel giorno di Pasqua ha cancellato questo progetto di vita in fiore. E dopo tre giorni dallo schianto, nella zona industriale di Padova, c’è un uomo solo che piange ciò che sarebbe dovuto essere ma che non sarà più. Il battito della sua bambina si è fermato nel ventre materno e la madre, appunto, è tenuta in vita solo dalle macchine. I medici parlano i morte cerebrale ma Giulio Stoppa, 27 anni, operaio in una ditta della provincia, promette combattivo al Mattino di Padova: “Terrò in vita Valentina, non permetterò a nessuno di spegnere le macchine. Se c’è un filo di speranza non dovrà essere tagliato”.
Lei originaria di Udine, lui di Adria (Rovigo). Si erano conosciuti qualche anno fa ad un autoraduno e da quel momento avevano iniziato a frequentarsi. Valentina Urli, 33 anni, era al quinto mese di gravidanza. Con il sole dell’estate sarebbe nata Amelie, nome scelto perché ispirava un sogno, quello di una vi…
C’erano una bambina in arrivo e un matrimonio fissato, ma un incidente stradale nel giorno di Pasqua ha cancellato questo progetto di vita in fiore. E dopo tre giorni dallo schianto, nella zona industriale di Padova, c’è un uomo solo che piange ciò che sarebbe dovuto essere ma che non sarà più. Il battito della sua bambina si è fermato nel ventre materno e la madre, appunto, è tenuta in vita solo dalle macchine. I medici parlano i morte cerebrale ma Giulio Stoppa, 27 anni, operaio in una ditta della provincia, promette combattivo al Mattino di Padova: “Terrò in vita Valentina, non permetterò a nessuno di spegnere le macchine. Se c’è un filo di speranza non dovrà essere tagliato”.
Lei originaria di Udine, lui di Adria (Rovigo). Si erano conosciuti qualche anno fa ad un autoraduno e da quel momento avevano iniziato a frequentarsi. Valentina Urli, 33 anni, era al quinto mese di gravidanza. Con il sole dell’estate sarebbe nata Amelie, nome scelto perché ispirava un sogno, quello di una vita insieme. Il matrimonio era già fissato per l’11 maggio, nella casa di Trebaseleghe (Padova) era tutto pronto per l’arrivo della bimba. Poi però piomba la tragedia, proprio nel giorno di festa.
“Stavamo andando al pranzo di Pasqua da mia mamma”, ha raccontato Giulio. “Fino a che non ho affrontato quella maledetta rotonda”. Non ci sono altri mezzi coinvolti. Giulio Stoppa ha perso il controllo della sua Bmw station wagon ed è finito contro un platano. Il racconto consegnato al Mattino di Padova è drammatico. “Io mi sono ritrovato fuori dalla macchina con la testa rotta, sono corso per aprire lo sportello di Valentina. Mi ha guardato e mi ha salutato un’ultima volta, aprendo e socchiudendo subito dopo gli occhi. Ho provato a fare qualsiasi cosa, poi sono caduto per terra, perdevo tanto sangue. Sono arrivati i soccorsi: le sue condizioni erano troppo gravi sin da subito, in ospedale siamo stati ricoverati entrambi. Ma la sera mi sono fatto dimettere per andare da lei”.
Dopo poco più di 48 ore è sparito il battito cardiaco della bambina, e ora c’è Valentina sulla soglia dello stato vegetativo. “La situazione è irreversibile” racconta Giulio. “Ma un miracolo può sempre succedere e ci spero fino all’ultimo. Qualsiasi cosa accada, nella buona o cattiva sorte, non permetterò mai a nessuno di interrompere la vita della donna che più amo della mia vita. Valentina l’amore più grande che io potessi trovare e continuerò ad amarla fino al mio ultimo respiro”.