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La gallina dalle uova d’oro dei centri migranti in Albania. Corsa alla gestione dell’accoglienza: 30 aziende si presentano al bando, selezionate tre

La prossima settimana al Viminale l’aggiudicazione della gara, il Genio militare già all’opera per la realizzazione delle strutture che dovranno essere pronte per il 20 maggio
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I centri d’oro in Albania fanno gola a tanti. Ben 30 le imprese che hanno risposto al velocissimo bando per le manifestazioni d’interesse alla gestione dell’hotspot nel porto di Shengjin e del centro per richiedenti asilo e Cpr di Ghjader.

La gara da 36 milioni di euro all’anno

I 36 milioni a basa d’asta per la gestione dell’accoglienza, destinati a lievitare con le spese di trasporto, di assistenza sanitaria e altre voci non quantificate dal bando e previste a rimborso a piè di lista, hanno spinto l’interesse. Ma è solo tra tre di queste aziende, già selezionate dal Viminale, che si è ristretta la scelta. Le tre imprese, tutte con fatturato annuo che supera i 50 milioni di euro, dovranno adesso presentare la loro offerta entro il 10 aprile. Poi l’aggiudicazione del bando, che si prevede molto rapida, per consentire al vincitore di predisporre i servizi entro il 20 maggio, data che il ministero dell’Interno ha previsto per l’apertura dei centri.

Partiti i lavori alle strutture

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I centri d’oro in Albania fanno gola a tanti. Ben 30 le imprese che hanno risposto al velocissimo bando per le manifestazioni d’interesse alla gestione dell’hotspot nel porto di Shengjin e del centro per richiedenti asilo e Cpr di Ghjader.

La gara da 36 milioni di euro all’anno

I 36 milioni a basa d’asta per la gestione dell’accoglienza, destinati a lievitare con le spese di trasporto, di assistenza sanitaria e altre voci non quantificate dal bando e previste a rimborso a piè di lista, hanno spinto l’interesse. Ma è solo tra tre di queste aziende, già selezionate dal Viminale, che si è ristretta la scelta. Le tre imprese, tutte con fatturato annuo che supera i 50 milioni di euro, dovranno adesso presentare la loro offerta entro il 10 aprile. Poi l’aggiudicazione del bando, che si prevede molto rapida, per consentire al vincitore di predisporre i servizi entro il 20 maggio, data che il ministero dell’Interno ha previsto per l’apertura dei centri.

Partiti i lavori alle strutture

Sulla loro realizzazione non si sa molto, se non che il Genio militare incaricato di adeguare le strutture esistenti ai progetti previsti per quelli che saranno di fatto carceri per i richiedenti asilo più un’ala destinata a centro per rimpatri, è già in Albania e ha cominciato i lavori coadiuvato da squadre di vigili del fuoco. Due le strutture che ospiteranno i migranti soccorsi da navi militari italiane nel Mediterraneo, quella che fungerà da hotspot nel porto di Shengjiin solo per l’identificazione e la prima accoglienza. E il centro nell’area interna di Gjiader dove i richiedenti asilo compariranno in videoconferenza davanti alla commissione territoriale per l’asilo che dovrà decidere sulla loro richiesta e attenderanno, in stato di reclusione amministrativa il verdetto.

Il mistero sulle donne

Teoricamente dovrebbero essere solo uomini adulti, visto che le procedure accelerate di frontiera non sono applicabili a soggetti vulnerabili tra cui le donne, ma proprio dal bando per l’accoglienza viene fuori un elemento di dubbio: tra i materiali in dotazione ci sono anche gli assorbenti.

Un nuovo decreto per cambiare la norma sulla cauzione

Nonostante non sia mai arrivata ( né arriverà in tempi brevi) la pronuncia della Corte di Lussemburgo sulla legittimità della cauzione da 5.000 euro che il decreto Cutro prevede come unica possibilità per i migranti di attendere il verdetto in libertà, il governo italiano intende partire ugualmente, con il rischio che al primo ricorso di un migrante detenuto, i giudici italiani non confermino il fermo, come fin qui sempre accaduto dal caso Apostolico in poi. Per limitare i danni, gli uffici legislativi di Viminale e ministero di grazia e giustizia stanno studiando un nuovo decreto per disciplinare diversamente l’ipotetico versamento della cauzione.

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