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Il morbillo rialza la testa in Italia. Quest’anno 213 casi, il quintuplo dell’intero 2023. In calo le vaccinazioni

Dati dell’Istituto superiore di sanità: l’88% dei contagiati non era vaccinato. L’Ecdc: “Ci aspettiamo un ulteriore aumento delle infezioni”. Andreoni: “Non è assolutamente una malattia banale”
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In tutto il 2023 l’Italia aveva registrato 44 casi di morbillo. Nei primi tre mesi del 2024 siamo già a 213. Sono stati 34 a gennaio, 93 a febbraio e 86 a marzo. Gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) confermano che l’onda lunga dell’epidemia, partita nel resto d’Europa già l’anno scorso con 2.361 casi nel continente, ha raggiunto anche il nostro Paese. Oltre due casi su tre (146) si concentrano in tre regioni: Lazio, Sicilia e Toscana.

Il calo delle vaccinazioni

L’Ecdc – European centre for disease control – non ha dubbi sulla causa dell’aumento dei contagi: il calo delle vaccinazioni. L’Italia in questo non fa eccezione: l’88% dei contagiati di quest’anno nel nostro Paese non era vaccinato, secondo i dati dell’Iss. Tra il 2019 e il 2022 la percentuale di persone coperte con entrambe le dosi nel nostro Paese è scesa dall’88% all’85%, ben al di sotto del 95% necessario a raggiungere l’immunità di gregge e bloccare la circolazione del virus. In Europa solo 5 Paesi tagl…

In tutto il 2023 l’Italia aveva registrato 44 casi di morbillo. Nei primi tre mesi del 2024 siamo già a 213. Sono stati 34 a gennaio, 93 a febbraio e 86 a marzo. Gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) confermano che l’onda lunga dell’epidemia, partita nel resto d’Europa già l’anno scorso con 2.361 casi nel continente, ha raggiunto anche il nostro Paese. Oltre due casi su tre (146) si concentrano in tre regioni: Lazio, Sicilia e Toscana.

Il calo delle vaccinazioni

L’Ecdc – European centre for disease control – non ha dubbi sulla causa dell’aumento dei contagi: il calo delle vaccinazioni. L’Italia in questo non fa eccezione: l’88% dei contagiati di quest’anno nel nostro Paese non era vaccinato, secondo i dati dell’Iss. Tra il 2019 e il 2022 la percentuale di persone coperte con entrambe le dosi nel nostro Paese è scesa dall’88% all’85%, ben al di sotto del 95% necessario a raggiungere l’immunità di gregge e bloccare la circolazione del virus. In Europa solo 5 Paesi tagliano questo traguardo: Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo e Slovacchia.

La viralità

La malattia del morbillo è causata da un virus molto contagioso. Una persona infetta con uno starnuto o un colpo di tosse può contagiarne fino ad altre 18, se non vaccinate. Il virus persiste nell’aria o sulla superficie degli oggetti per ore. Fra i 213 casi di quest’anno, 56 hanno riportato almeno una complicanza, 104 sono stati ricoverati e 38 si sono rivolti al pronto soccorso. In 23 casi la complicanza è stata una polmonite e in un caso (un giovane non vaccinato) l’encefalite. Ma anche normalmente i sintomi del morbillo non sono leggeri, con la febbre che può raggiungere i 41 gradi e un’eruzione cutanea diffusa su tutto il corpo. A livello mondiale la malattia causa la morte di 140mila bambini all’anno, concentrati nelle aree dove la vaccinazione è meno diffusa.

Gli altri Paesi

Gli altri Paesi europei con un aumento anomalo dei casi di morbillo sono in primis la Romania (1.755 casi nel 2023 e un tasso di vaccinazione con due dosi del 71%), poi l’Austria (186 casi nel 2023 e vaccinazioni cresciute dall’86% del 2019 al 94% del 2022), la Francia (118 casi e vaccinazioni al 90%) e la Germania (82 casi e 93% di copertura vaccinale). Il 16 febbraio l’Ecdc aveva annunciato di aspettarsi un ulteriore allargamento dell’epidemia. “È probabile che i casi aumentino nei prossimi mesi a causa di tassi di vaccinazioni non ottimali in molti paesi europei. Altri casi potrebbero essere importati da aree del mondo che stanno sperimentando una circolazione sostenuta del virus”.

Non è una malattia banale

Per Massimo Andreoni, infettivologo dell’università di Roma Tor Vergata e direttore scientifico della Simit (Società italiana delle malattie infettive e tropicali), “il morbillo viene percepito come una malattia banale, ma non lo è affatto”. L’aumento dei casi in Italia nei primi tre mesi dell’anno “è un campanello d’allarme che non va sottovalutato. Bisogna favorire un’altissima copertura vaccinale tra la popolazione. Avevamo iniziato a immaginare l’eliminazione di questa malattia anche in Italia, invece questi dati ci fanno fare dei passi indietro”.

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