Tragedia di Suviana, sulla sicurezza il governo ci ripensa
di Valentina ConteROMA — La tragedia di Suviana e lo sciopero generale di oggi di Cgil e Uil spingono il governo a rivedere il pacchetto di norme sulla sicurezza, inserite nel decreto Pnrr all’esame della Camera. Tre passi avanti, giudicati positivi dai sindacati. Non bastano, però. Sciopero confermato per dire basta alle morti sul lavoro. Oggi si ferma tutto il comparto edile per 8 ore, gli altri per 4 ore, trasporti inclusi. In Emilia Romagna e Marche 8 ore in tutti i settori.
Il governo dunque cede ad alcune richieste sindacali. Non sembrava possibile, visto che nei giorni scorsi l’emendamento della segretaria Pd Elly Schlein al decreto Pnrr aveva ricevuto il “parere contrario” del ministero del Lavoro. Schlein riprendeva la proposta della Fillea Cgil di estendere al settore privato le tutele degli articoli 41 e 119 del Codice degli appalti pubblici. E cioè il divieto di subappalto a cascata. E la parità sia economica che normativa tra lavoratori in appalto e in subappalto che poi significa ste…
ROMA — La tragedia di Suviana e lo sciopero generale di oggi di Cgil e Uil spingono il governo a rivedere il pacchetto di norme sulla sicurezza, inserite nel decreto Pnrr all’esame della Camera. Tre passi avanti, giudicati positivi dai sindacati. Non bastano, però. Sciopero confermato per dire basta alle morti sul lavoro. Oggi si ferma tutto il comparto edile per 8 ore, gli altri per 4 ore, trasporti inclusi. In Emilia Romagna e Marche 8 ore in tutti i settori.
Il governo dunque cede ad alcune richieste sindacali. Non sembrava possibile, visto che nei giorni scorsi l’emendamento della segretaria Pd Elly Schlein al decreto Pnrr aveva ricevuto il “parere contrario” del ministero del Lavoro. Schlein riprendeva la proposta della Fillea Cgil di estendere al settore privato le tutele degli articoli 41 e 119 del Codice degli appalti pubblici. E cioè il divieto di subappalto a cascata. E la parità sia economica che normativa tra lavoratori in appalto e in subappalto che poi significa stessi contratti, stessi minimi retributivi, stessa formazione, patentini obbligatori, orario di lavoro, riposi.
Ci sarà la parità economica, già prevista nel testo in discussione, insieme alla parità normativa: questa la novità. Si applicheranno i contratti nazionali di lavoro firmati “dalle organizzazioni sindacali più rappresentative” e non anche i contratti pirata benché “più applicati”, com’era in origine.
Il governo è disposto poi a sanzionare anche il committente dell’opera e non solo l’azienda quando questa non ha il “Durc di congruità”, il documento che attesta una quantità di lavoratori congrua all’entità dell’appalto. E questo sia negli appalti pubblici che privati. Senza soglia minima di lavori per quelli pubblici, sopra i 70 mila euro per quelli privati. Soglie riviste ieri al tavolo del ministero, prima ben più alte.
Infine, la patente a punti prevederà sanzioni più alte per le grandi imprese che violano le norme di sicurezza. Pari al 10% dell’appalto, anziché tra 6 mila e 12 mila euro. «Primi importanti risultati», dicono Alessandro Genovesi, segretario Fillea Cgil e Francesca Re David, segretaria confederale Cgil. Ma Genovesi si chiede «quanti scioperi e quante tragedie ancora servono per riportare le norme di civiltà che avevamo, abolite nel 2003 con la legge Biagi, come il divieto al massimo ribasso».
Lo stop al subappalto a cascata non c’è. E neanche l’estensione a tutti i settori, oltre l’edile, della patente a punti. Il resto prenderà la forma di emendamenti del governo al decreto Pnrr nei prossimi giorni.