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Bologna, il giorno della rabbia:“Ora basta morti di appalto”. Il governo: stretta anti-infortuni

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Adesione “altissima” allo sciopero, per Cgil e Uil. Retromarcia dell’esecutivo sul pacchetto sicurezza. Scintille Cgil-Cisl. Landini: “Non avete scioperato”. Sbarra: “Populisti”
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I caschetti gialli a Torino. Il minuto di silenzio a Guardiaregia, Campobasso davanti al cementificio che la scorsa settimana si è portato via Claudio Amodeo, 53 anni. Le bandiere dei sindacati, rosse e blu, listate a lutto a Catania. La commozione vivissima a Bologna, nelle ore in cui i morti della diga di Suviana salgono a sei.

«Ora basta, zero morti sul lavoro», urlano gli striscioni in tutta Italia. Lo sciopero generale, proclamato da Cgil e Uil, scivola via con rabbia. «Altissima adesione», dicono i metalmeccanici e gli edili.

Il dietrofront del governo

Anche per questo e per l’ennesima strage, in commissione Bilancio alla Camera il governo fa un primo dietrofront sul pacchetto sicurezza. «Estenderemo la patente a punti anche ad altri settori, oltre all’edilizia», ass…

I caschetti gialli a Torino. Il minuto di silenzio a Guardiaregia, Campobasso davanti al cementificio che la scorsa settimana si è portato via Claudio Amodeo, 53 anni. Le bandiere dei sindacati, rosse e blu, listate a lutto a Catania. La commozione vivissima a Bologna, nelle ore in cui i morti della diga di Suviana salgono a sei.

«Ora basta, zero morti sul lavoro», urlano gli striscioni in tutta Italia. Lo sciopero generale, proclamato da Cgil e Uil, scivola via con rabbia. «Altissima adesione», dicono i metalmeccanici e gli edili.

Il dietrofront del governo

Anche per questo e per l’ennesima strage, in commissione Bilancio alla Camera il governo fa un primo dietrofront sul pacchetto sicurezza. «Estenderemo la patente a punti anche ad altri settori, oltre all’edilizia», assicura la ministra del Lavoro Marina Calderone che nota però come siano proprio le imprese edili, nel 76% dei controlli, quelle con il più alto tasso di irregolarità.

Per ora si inaspriscono le sanzioni alle aziende più grandi. E soprattutto si estende ai lavoratori in subappalto di tutti i settori la parità non solo economica, com’era nel testo originario, ma anche normativa dei contratti nazionali approvati dai sindacati più rappresentativi. Non solo minimi retributivi, ma anche stessi orari e riposi, stessa formazione.

L’emendamento al decreto Pnrr è stato approvato ieri. Sindacati soddisfatti, era una delle loro richieste. Anche le opposizioni apprezzano. Ma è solo un primo passo. Manca lo stop al massimo ribasso e il divieto di subappalto a cascata nel settore privato: la madre di tutti gli infortuni e le morti.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio annuncia per il 26 aprile l’insediamento della Commissione per la sicurezza sul lavoro presieduto dal viceministro Francesco Paolo Sisto. Dovrà formulare proposte di intervento.

La piazza di Bologna

Le richieste venute dalla piazza di Bologna sono chiare. Nessun coro. Pochi slogan. Sfilano in 15 mila, composti. Un tamburo a scandire il ritmo, quasi un battito, poche decine di metri dietro il grande striscione “Adesso basta”, retto da Cgil e Uil, da mezza giunta regionale, dal governatore Stefano Bonaccini e dal sindaco Matteo Lepore.

«È il giorno della rabbia. Questi sono morti di appalto», dice il segretario della Camera del Lavoro Michele Bulgarelli. «Quella dei morti sul lavoro è un’emergenza nazionale», aggiunge il governatore Bonaccini.

Duro Lepore, contro le «reticenze» delle partecipate dello Stato e gli «omicidi» sul lavoro: «Enel e le aziende appaltatrici devono collaborare subito con la magistratura. Servono verità e giustizia». E ricorda la strage di Crevalcore, il disastro ferroviario del 2015 con 17 vittime.

C’è anche il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. Ricorda che muoiono tre persone al giorno sul lavoro: «Quando si parla di sicurezza bisogna parlarne di meno e farne di più perché non è un costo, ma un dovere. Lo dico a tutti, non solo al governo. Lavoro e morte non possono mai abbracciarsi. Lavoro è vita».

Lo scontro tra Landini e Sbarra

Pure il leader Cgil Maurizio Landini, che oggi deposita in Cassazione i quesiti referendari contro il Jobs Act e il Codice degli appalti, insiste da Brescia: «Basta precarietà, basta subappalti a cascata e la logica del profitto a tutti i costi».

Poi attacca la Cisl che «davanti ai morti ha deciso di non scioperare». Risponde il segretario Luigi Sbarra: «Toni populisti e incendiari. Serve unità contro la piaga delle morti sul lavoro». Piaga che il leader Uil Pierpaolo Bombardieri bolla come «guerra civile».

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