Don Antonio Maria Cossu – per tutti don Totoni – ha 68 anni, 44 di sacerdozio, da sette anni guida due parrocchie di Bitti, centro della Barbagia di circa 2.600 abitanti. Da tre anni don Totoni va a cercare le sue pecorelle, alcune smarrite, altre solo distratte, nei bar del paese “per portarvi Gesù, la sua Parola”. L’iniziativa, che si ripropone dal 2021 ad oggi, subito dopo la Pasqua, in cinque, sei incontri rigorosamente calendarizzati, ha anche un nome: “Incontro nei bar: mezza birra evangelica, parlando di Gesù”.
Don Totoni, due parrocchie sulle spalle, tanti impegni e anche gli straordinari la sera al bar. Come nasce la sua mezzabirra evangelica?
“E’ una iniziativa che realizziamo nel tempo pasquale, concordata con i gestori dei bar e che si conclude sempre con la benedizione dei locali e delle persone presenti. Portare la parola del Signore fuori dalle chiese dovrebbe essere normale per un sacerdote, come andare a cercare i fedeli nei loro luoghi di ritrovo”.
Come è stata accolta dai suoi compaesani?
Con normale curiosità, anche con simpatia e disponibilità. Prima di iniziare a fare il calendario degli incontri, ho visitato i bar del paese, proponendo l’iniziativa e individuando con gli esercenti l’orario più adatto. Proprio per venire incontro alle richieste di molti clienti, per lo più del mondo dei pastori, quest’anno abbiamo posticipato di mezz’ora la nostra ora di lettura e riflessione sul Vangelo, iniziamo alle 19.30 e concludiamo alle 20.30 con la benedizione e il momento più conviviale”.
Qualche reazione dalla Diocesi di Nuoro?
"Premesso che predicare fa parte dell’autonomia di ogni sacerdote e pastore, posso dire che i nostri incontri sono visti con simpatia anche dalla Diocesi. Diffondere la Parola del Signore nei luoghi di ritrovo dei nostri parrocchiani è un altro modo per portar loro Gesù”.
Il target di questi incontri, però, rischia di essere limitato agli uomini, che per almeno il 90 per cento sono gli avventori dei bar dei nostri paesi.
"Si, trovo nei locali per lo più uomini, dai 40 anni in su. A volte partecipa anche qualche donna, che magari viene espressamente per seguire la catechesi. Più difficile che ci siano i ragazzi”.
Giovani e giovanissimi come si agganciano? Nella realtà virtuale, dei social, dove hanno scelto di stare anche tanti sacerdoti?
"Io non sono molto social, ho un profilo Facebook che utilizzo solo per pubblicare il Vangelo del giorno e uso whatsapp per i gruppi del catechismo e dei giovani. Penso ancora che il rapporto migliore sia quello reale, poter guardare le persone negli occhi. Dobbiamo avere il coraggio di essere presenti dove i ragazzi si ritrovano: un tempo era il mondo della scuola, dell’associazionismo, dello sport. Noi cerchiamo di fare proposte specifiche per adolescenti e giovani, incontri, campi scuola, attività sportiva”.
Come si svolge una tipica ‘serata evangelica’?
"Partendo dalla lettura del Vangelo, seguito dal mio commento, dopodiché passiamo alla discussione e alle eventuali domande. Quest'anno il tema è il messaggio di Gesù: l'amore”.
Nelle serate delle mezze birre quante facce ha ritrovato, quante persone che non vedeva da tempo?
"Diciamo che ho visto facce di persone che vedevo più fuori, in giro per il paese, che non in parrocchia”.
Reazioni scomposte al suo ingresso nei bar?
"Qualche avventore forse non è venuto sapendo che ci sarebbe stata la mezza birra evangelica, ma nessuno è mai uscito per non seguire la catechesi.
E c’è stato qualche gestore che ha rifiutato di aderire alla sua proposta di evangelizzazione serale?
"I bar del paese hanno aderito convintamente e di questo devo ringraziare i bittesi. Solo due, per impegni particolari, hanno declinato. Ma non per contrarietà nel merito dell'iniziativa, più per questioni loro, organizzative”.