No a ulteriori sconti di pena per i detenuti per mafia e terrorismo. E’ quanto ha chiesto oggi il procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, alla commissione Giustizia della Camera che sta esaminando la proposta di legge con le nuove norme sulla liberazione anticipata dei detenuti.
“Nell’alta sicurezza non c’è sovraffollamento”
"L'aumento del beneficio della concessione della liberazione anticipata da 45 a 60 giorni – ha osservato Melillo – non ha alcuna ragione di riguardare i detenuti per delitti di criminalità organizzata e terrorismo: nel circuito dell'alta sicurezza non vi è alcun problema di sovraffollamento". Diverse le criticità espresse dal procuratore nazionale antimafia: “Che senso ha aumentare la durata della riduzione di pena per chi espia la pena in regime di detenzione domiciliare o in altre forme alternative al carcere? Chi è l'organo di controllo della sussistenza del presupposto di beneficio?".
"Un ritorno al passato”
Riguardo al punto che riguarda la competenza assegnata al direttore dell'istituto penitenziario per la concessione del beneficio della liberazione anticipata, Melillo commenta: "Mi pare un grave passo indietro, si torna all'idea di amministrativizzazione alla fase di riduzione della pena. Sembra di ricordare tempi che pensavamo di aver messo alle spalle, nei quali la magistratura non aveva alcun ruolo o comunque marginale nei processi di esecuzione della pena".
La parola al giudice
Per Melillo bisognerebbe invece "riservare la fase finale dell'esecuzione della pena la decisione definitiva sul merito dell'ammissione al beneficio, una fase nella quale il giudice potrebbe effettivamente esporre di un quadro completo del percorso comportamentale del detenuto".