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Il boom del servizio civile universale

Oltre 150.000 domande per 50.000 posti disponibili. Il ministro Abodi: “Esperienza di solidarietà sociale”
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ROMA- Una volta gli obiettori di coscienza che non volevano prendere in mano un'arma e fare il servizio militare, a quei tempi obbligatorio, potevano scegliere il servizio civile, anch'esso obbligatorio. Ora non è più così: la naja è stata abolita nel 2005, e i giovani hanno davanti un'opportunità in più, il servizio civile che da nazionale è diventato universale (Scu) nel 2017. E' volontario, ovviamente, e aperto anche alle donne.

(ansa)

“Il Servizio Civile, in tutte le sue articolazioni e declinazioni – ci spiega il ministro dello sport e dei giovani Andrea Abodi - rappresenta l’espressione più avanzata dell’impegno giovanile che si coniuga con il senso civico, per il bene comune. La certificazione delle competenze, la riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici, l’aggiornamento del 15% dell'assegno che viene riconosciuto alle giovani e ai giovani che prestano servizio, i bandi dedicati al servizio civile digitale, ambientale e agricolo, l’ultimo “nato”, che si aggiungono al tradizionale servizio civile universale, testimoniano la volontà di questo Governo di dare un senso nuovo, sempre più utile, a questa meravigliosa esperienza di generosità sociale. Indispensabile e prezioso il contributo degli Enti che configurano i progetti e danno “corpo”, in tutta Italia, a questa esperienza alla quale assicureremo il futuro, con le necessarie coperture finanziarie".

Come è spiegato sul sito del Dipartimento, “il servizio civile universale è la scelta volontaria di dedicare fino a un anno della propria vita al servizio di difesa, non armata e non violenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio. È aperto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e 28 anni (29 non compiuti), anche stranieri regolarmente residenti in Italia”. Si riceve una indennità di 507 euro al mese, si fa qualcosa di utile e ci si diverte pure (meglio dell'ex reddito di cittadinanza, no?). Si è impiegati in vari settori che aumentano ogni anno: protezione civile; patrimonio ambientale e riqualificazione urbana; patrimonio storico, artistico e culturale; educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, del turismo sostenibile e sociale e dello sport; agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità; promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all'estero e sostegno alle comunità di italiani all'estero. La percentuale dei ragazzi impegnati all'estero è bassa, il 2 per cento del totale ma si tratta di ragazzi laureati, che parlano almeno una lingua. Le domande sono tante, circa 115.000 nell'ultimo bando per 50.000 posti. La prossima “finestra” si apre il 28 maggio. Seguiranno i bandi oper il digitale e per l'ambientale.

“Un vero boom, che è arrivato dopo il Covid e con il Pnrr. Sono moltissime anche le ragazze interessate al Servizio civile universale. Soprattutto al Sud, Campania, Puglia e Calabria. Per molte ragazze è la possibilità di ridurre la disparità di genere, di andare via di casa, di fare conoscenze e amicizie”, spiega Michele Sciscioli, capo Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale. C'è forte attenzione all'aspetto sociale e questa esperienza è utile anche per il futuro dei giovani. “Certo, ci sono maggiori possibilità di trovare un lavoro, non solo il 15 per cento dei posti nei concorsi pubblici, ma anche in settori privati”. Il curriculum acquista d'altronde di un peso maggiore dopo il servizio civile: 624.360 giovani hanno fatto i volontari dal 2001 al 2022).

Resta un problema: i fondi. Considerato che il fondo per il servizio civile universale non è strutturale ma l'importo può variare ogni anno, ci vorrebbero ci vorrebbero 350 milioni di risorse pubbliche garantite ogni anno per poter programmare il futuro con maggiore serenità e poter mettere a bando 50.000 posti ogni anno.

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