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Scuole chiuse per le feste religiose, il via libera delle Regioni nonostante la norma annunciata da Valditara

(fotogramma)
Dal Piemonte alla Sicilia sono già stati pubblicati i calendari scolastici 2024/2025: i singoli istituti hanno spazio per sospendere le lezioni nel corso dell’anno per il Ramadan o altre festività religiose
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Mentre il ministro Valditara annuncia un provvedimento per evitare che le scuole possano stabilire festività o sospensioni delle attività scolastiche come quella di Pioltello, dove lo scorso 10 aprile l’istituto comprensivo Iqbal Masih ha sospeso le lezioni in occasione della fine del Ramadan, le regioni stanno emanando i decreti assessoriali sul calendario scolastico 2024/2025. E la possibilità che il provvedimento in cantiere del ministro dell’Istruzione e del merito sulle festività scolastiche entri in conflitto con l'autonomia regionale in termini di calendario scolastico, sancita dalla Costituzione e non solo, e con quella scolastica è tutt’altro che remota.

Domenica scorsa, in occasione della festa per i 40 anni della Lega, l’inquilino di viale Trastevere ha parlato del decreto a cui sta lavorando. “Il provvedimento – ha detto ai presenti – è in dirittura d'arrivo. Non sarà più possibile chiudere una scuola in occasione di una festività non riconosciuta dallo Stato". Ma i primi …

Mentre il ministro Valditara annuncia un provvedimento per evitare che le scuole possano stabilire festività o sospensioni delle attività scolastiche come quella di Pioltello, dove lo scorso 10 aprile l’istituto comprensivo Iqbal Masih ha sospeso le lezioni in occasione della fine del Ramadan, le regioni stanno emanando i decreti assessoriali sul calendario scolastico 2024/2025. E la possibilità che il provvedimento in cantiere del ministro dell’Istruzione e del merito sulle festività scolastiche entri in conflitto con l'autonomia regionale in termini di calendario scolastico, sancita dalla Costituzione e non solo, e con quella scolastica è tutt’altro che remota.

Domenica scorsa, in occasione della festa per i 40 anni della Lega, l’inquilino di viale Trastevere ha parlato del decreto a cui sta lavorando. “Il provvedimento – ha detto ai presenti – è in dirittura d'arrivo. Non sarà più possibile chiudere una scuola in occasione di una festività non riconosciuta dallo Stato". Ma i primi decreti regionali sul calendario scolastico sembrano smentirlo.

I calendari regionali

La macchina scolastica è già in moto da diversi mesi per organizzare il prossimo anno scolastico. Alcune regioni (Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sicilia) si sono portate avanti pubblicando l’annuale decreto sul calendario scolastico 2024/2025. Stando ai primi provvedimenti i singoli istituti hanno spazio per sospendere le lezioni nel corso dell’anno, anche in occasione del Ramadan o di altre festività religiose. Non necessariamente cattoliche. In Sicilia, ad esempio, sarà possibile sospendere le lezioni, per i presidi che lo riterranno opportuno, per la fine del Ramadan. E non solo. Nell’Isola, il calendario scolastico di 206/207 giorni di attività previste dalla giunta Schifani potrà essere derogato, senza obbligo di recupero, soltanto per tre motivi: eventi eccezionali o esigenze inderogabili degli enti locali, in occasione delle tornate elettorali per le scuole sede di seggio e per “celebrare particolari ricorrenze civili o religiose, anche a carattere locale”. E nelle scuole dove la presenza di alunni provenienti da famiglie musulmane è elevata o preponderante i dirigenti potranno prendere in considerazione la possibilità di fermarsi un giorno per il Ramadan. Anche nel Veneto di Luca Zaia le scuole potranno sospendere le lezioni, oltre che per le festività nazionali e per quelle stabilite dal governo regionale, per un massimo di tre giorni. Quindi, anche in Veneto le singole istituzioni scolastiche potranno stabilire sospensioni delle attività didattiche, anche a sfondo religioso. L'importante è che la decisione venga presa dagli organi collegiali all'inizio dell'anno e comunicata a chi di dovere. In Friuli le scuole potranno utilizzare anche 5 giorni, essendo 205 quelli previsti dal calendario regionale, per adattare “il calendario scolastico regionale alle esigenze” del “Piano triennale dell’offerta formativa purché debitamente (le decisioni siano) motivate e previa intesa con gli enti locali competenti”.

L’importante è informare per tempo “studenti, famiglie e istituzioni pubbliche preposte all’organizzazione del sistema scolastico e dei relativi servizi complementari”. E perfino in Lombardia, dove si è verificato il caso Pioltello, sarà possibile sospendere le lezioni per la conclusione del Ramadan, comunicando la decisione per tempo agli enti locali e alle famiglie, sulla falsariga di ciò che è accaduto quest'anno. A meno che la giunta regionale non decida di modificare il calendario scolastico permanente stilato nel 2012 e in vigore fino a quest'anno.

Ministero e regioni sul calendario scolastico

Mentre l’articolo 117 della Costituzione riconosce le autonomie scolastiche e pone l’Istruzione tra le materie a legislazione concorrente tra stato e regioni, il successivo articolo 118 e il decreto legislativo 112/1998 stabiliscono che il calendario scolastico è di esclusiva competenza delle regioni. E il decreto del presidente della Repubblica che ha introdotto nel 1999 le autonomie scolastiche affida alle scuole la competenza di adattare il calendario scolastico alle proprie esigenze e a quella della sua comunità. “Gli adattamenti - si legge - del calendario scolastico sono stabiliti dalle istituzioni scolastiche in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell'offerta formativa nel rispetto delle funzioni in materia di determinazione del calendario scolastico esercitate dalle regioni”.

Le reazioni

“La norma annunciata dal ministro Valditara in merito all’impossibilità per le scuole di decidere sui giorni di chiusura, rischia di non essere efficace, di avere vita breve e soprattutto rischia di minare l’autonomia scolastica che invece andrebbe aumentata perché rappresenta uno strumento utile per rispondere ai bisogni dei singoli studenti”. Lo dicono Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva, e il collega Gabriele Toccafondi, ex sottosegretario all’Istruzione. “L’autonomia scolastica consente di autogestire fino a tre giorni di chiusura di ogni scuola. Gli organi collegiali scolastici hanno l’autonomia di decidere anche per motivi organizzativi e didattici”. E per gli studenti di Rete della conoscenza e Unione degli studenti il provvedimento annunciato da Valditara è “un attacco al diritto all'autonomia scolastica di cui dispongono gli istituti che possono mettere in campo politiche ad hoc per rispettare al meglio i diritti della specifica popolazione studentesca che li compone”.

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