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Marzio Mori: “Io, dalla Caritas in prestito alla politica”

Nella lista civica di Sara Funaro per continuare a difendere gli ultimi e i fragili: non possiamo arretrare
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«Se mollo il sociale per la politica? Ma no anzi, diciamo che sono in prestito. Accanto a Funaro spero di poter continuare ad occuparmene». Chiunque si sia occupato negli ultimi anni di marginalità in questa città si è per forza imbattuto in Marzio Mori, dirigente dell’area immigrazione e marginalità della Caritas fiorentina, attivista di prima linea nell’accoglienza dei profughi, dei minori stranieri non accompagnati, nelle questioni dei senza fissa dimora. Adesso Mori scende in campo alle elezioni, si candida con la lista civica di Sara Funaro, dove corrono anche altre figure note in città: il restauratore Emanuele Amodei, Carlotta Filardi detta Totta, fondatrice dell’asssociazione “totta x tutti” che dona supporto psicologico ai pazienti oncologici, la studentessa di filosofia Carlotta Gremigni, Riccardo Zanardo, allenatore di basket all’Olimpia Legnaia.

Mori, lascia la Caritas per scendere in politica?

«Diciamo che faccio una puntatina in politica. Mi sono messo in aspettativa d…

«Se mollo il sociale per la politica? Ma no anzi, diciamo che sono in prestito. Accanto a Funaro spero di poter continuare ad occuparmene». Chiunque si sia occupato negli ultimi anni di marginalità in questa città si è per forza imbattuto in Marzio Mori, dirigente dell’area immigrazione e marginalità della Caritas fiorentina, attivista di prima linea nell’accoglienza dei profughi, dei minori stranieri non accompagnati, nelle questioni dei senza fissa dimora. Adesso Mori scende in campo alle elezioni, si candida con la lista civica di Sara Funaro, dove corrono anche altre figure note in città: il restauratore Emanuele Amodei, Carlotta Filardi detta Totta, fondatrice dell’asssociazione “totta x tutti” che dona supporto psicologico ai pazienti oncologici, la studentessa di filosofia Carlotta Gremigni, Riccardo Zanardo, allenatore di basket all’Olimpia Legnaia.

Mori, lascia la Caritas per scendere in politica?

«Diciamo che faccio una puntatina in politica. Mi sono messo in aspettativa da Caritas per la campagna. Se fossi eletto in Consiglio comunale non avrei incompatibilità, sono un dipendente. Ho conosciuto Sara da assessora. Insieme, tramite i progetti di Caritas, ci siamo occupati delle situazioni più difficili, degli ultimi, degli emarginati, abbiamo fatto tanto durante il Covid. A Firenze non ci possiamo permettere arretramenti sul welfare e le politiche per i fragili. Con la destra correremmo il rischio».

Crede che Schmidt smantellerebbe il sistema del welfare fiorentino?

«Se si comportassero con la stessa sensibilità con cui si stanno muovendo a livello nazionale credo che correremmo il rischio sì. È una questione di atteggiamento nei confronti degli ultimi, Firenze ha una storia di umanità e accoglienza».

Cosa serve al sociale oggi^

«Dobbiamo rispondere a sfide nuove e toste. All’aumento delle povertà, alla riduzione delle forme di reddito o universalistico. Le unità di strada vanno potenziate, ci sono disagi diversi. Lancio una riflessione: in futuro ci sarà bisogno di pensare ad un’accoglienza estiva per i senza fissa dimora, visto che con i cambiamenti climatici si muore più di caldo che di freddo ormai. Forse dovremo progettare l’accoglienza caldo oltre a quella invernale».

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