Il 25 aprile della Chiesa: l’Azione cattolica in piazza San Pietro con papa Francesco
di Iacopo ScaramuzziÈ solo “una felice concomitanza, una bella opportunità”, o addirittura una occasione “provvidenziale”, per usare i termini dell’assistente ecclesiastico monsignor Claudio Giuliodori. Fatto sta che l’Azione cattolica viene ricevuta da papa Francesco non in una data qualsiasi, ma il 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazi-fascismo. E così un incontro squisitamente spirituale assume una colorazione inevitabilmente politica per la più grande realtà del cattolicesimo associato italiano, impegnata ieri nella Resistenza e, oggi, in quella che il presidente, l’economista siciliano Giuseppe Notarstefano, ha definito la “manutenzione della vita democratica”.
"Democrazia significa antifascismo”
“Sentiamo forte il tema della crisi della democrazia, ed è chiaro che democrazia significa antifascismo”, ha detto Notarstefano nel corso di una conferenza stampa. L’Azione cattolica non ha scelto la data, ha chiesto al Papa la disponibilità per un incontro nazionale e dalla Santa Sede è venuta…
È solo “una felice concomitanza, una bella opportunità”, o addirittura una occasione “provvidenziale”, per usare i termini dell’assistente ecclesiastico monsignor Claudio Giuliodori. Fatto sta che l’Azione cattolica viene ricevuta da papa Francesco non in una data qualsiasi, ma il 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazi-fascismo. E così un incontro squisitamente spirituale assume una colorazione inevitabilmente politica per la più grande realtà del cattolicesimo associato italiano, impegnata ieri nella Resistenza e, oggi, in quella che il presidente, l’economista siciliano Giuseppe Notarstefano, ha definito la “manutenzione della vita democratica”.
"Democrazia significa antifascismo”
“Sentiamo forte il tema della crisi della democrazia, ed è chiaro che democrazia significa antifascismo”, ha detto Notarstefano nel corso di una conferenza stampa. L’Azione cattolica non ha scelto la data, ha chiesto al Papa la disponibilità per un incontro nazionale e dalla Santa Sede è venuta la proposta del 25 aprile. “Siamo un’associazione che ha sofferto il volto minaccioso della dittatura”, ha ricordato il presidente, ricordando un progetto messo in campo dall’associazione e in particolare dall’Istituto Paolo VI, in cui viene trattata la storia del movimento cattolico: il sito “Biografie resistenti”, curato da storici e studiosi, che illustra le figure di “sacerdoti e laici e soprattutto giovani di Azione cattolica come Tina Anselmi che dentro le sue fila hanno maturato scelte importanti che sono state a volte persino scelte di martirio come quella di Gino Pistoni”.
La carica dei 50mila
A piazza San Pietro il 25 aprile sono attese oltre 50mila persone che arrivano con 600 pullman da tutta Italia. La mattinata di preghiera, canti e riflessioni – nella piazza centrale della cattolicità l’attore Neri Marcoré leggerà le testimonianze di alcuni testimoni della resistenza – avrà come culmine l’incontro con papa Francesco. “In un mondo nel quale i pregiudizi spesso prevalgono, e le braccia si chiudono, abbiamo deciso di chiamare questo appuntamento ‘A braccia aperte’”, ha spiegato monsignor Giuliodori.
Il Segretario di Stato in assemblea
Dal pomeriggio dello stesso giovedì fino alla mattina del 28 aprile, poi, 1000 delegati provenienti da tutte le diocesi d’Italia si riuniscono nella XVIII assemblea nazionale di Azione cattolica per per eleggere il consiglio nazionale per il triennio 2024-2027. La tre giorni vede, eccezionalmente, la partecipazione, in diversi momenti, di cardinali di peso, nonché di numerosi vescovi: il Segretario di Stato Pietro Parolin, il presidente della Cei Matteo Zuppi, in videocollegamento il patriarca di Gerusalemme dei latini Pierbattista Pizzaballa, e poi i cardinali Marcello Semeraro, prefetto del dicastero per le cause dei santi, Kevin Farrell, prefetto di Laici, Famiglia e Vita, e il segretario del Sinodo Mario Grech.
Autonomia, europee, cattolici in politica
“In questo tempo complicato e difficile per l’intera vita della Chiesa, ma anche per la società e per il mondo, noi guadiamo con grande fiducia all’impegno che tutti noi di Azione cattolica possiamo porre verso la comunità”, ha detto Notarstefano, che ha menzionato anche diversi temi di grande attualità: l’impegno per la pace (“Siamo molto preoccupati per la guerra, alla quale ci stiamo forse rassegnando”), l’impegno in vista delle prossime elezioni europee (“Bisogna fare in modo che si parli di Europa e questa non sia l’ennesima occasione di ridurre tutto a ragionamenti di piccolo cabotaggio”), l’autonomia differenziata (“Da siciliano dico che l’autonomia è giusta, è anche una forma di responsabilizzazione, ma deve avvenire all’interno di un quadro di coesione territoriale e sociale”). Ma anche l’impegno dei cattolici in politica – a questo proposito il tre maggio a Treiste, in vista della settimana sociale dei cattolici italiani che si svolgerà nella città a inizio luglio, si sono date appuntamento le grandi sigle dell’associazionismo cattolico – e il tema della democrazia. “La Repubblica si fa quotidianamente, come ci insegna il presidente Mattarella e come ci mostrò Vittorio Bachelet, al quale dal 16 aprile è stato intitolato il palazzo dove ha sede il Consiglio superiore della magistratura”, ha detto Notarstefano. “La democrazia si fa giorno per giorno, e le donne e gli uomini di Azione cattolica, insieme agli altri, mettiamo il nostro impegno”.
Un’associazione in crescita
Secondo i dati del bilancio di sostenibilità 2024 presentati nel corso della conferenza stampa, Azione cattolica, presente in 5mila parrocchie italiane, è in crescita. Dopo il calo di soci dovuto alla pandemia di Covid 19, per il secondo anno consecutivo si è registrato un + 3,7% di iscritti sull’anno precedente, superando quota 200mila (221.598). I responsabili associativi sono in tutto il paese 38.111 e molti sono giovani. Significativa poi la cifra dei soci impegnati nel volontariato (circa 20.000), nel sindacato e nelle associazioni (circa 1.500), in politica (circa 2.500) e il numero degli assistenti ecclesiastici sparsi nelle diocesi e nei territori (6.900, segno di vicinanza ai preti e al loro ministero).