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Autovelox, come riconoscere quelli omologati, come fare ricorso contro le multe e come recuperare le spese di giudizio

20/03/2024 Bologna Viale Carlo Alberti Pichat autovelox installati ma non ancora attivi foto Gianluca Perticoni / Eikon 

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Domande e risposte dopo la sentenza della Cassazione. I consigli dell'avvocato Emanuele Ficara, esperto in contestazioni sul Codice della strada
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Tantissimi autovelox in Italia potrebbero non essere omologati. Una condizione che, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, sarebbe sufficiente all’annullamento delle sanzioni per eccesso di velocità emesse dagli apparecchi. Il precedente che potrebbe dare il via a migliaia di ricorsi è quello di un cittadino e avvocato trevigiano, multato per aver superato il limite di 90 chilometri orari. Impugnata la sanzione, la Corte ha dato ragione all’uomo, dato che l’autovelox era soltanto ‘approvato’. Emanuele Ficara, avvocato esperto in contestazioni di violazioni del Codice della Strada, spiega la differenza e quali sono le modalità con cui fare ricorso.

Che vuol dire che un autovelox è approvato e cos’è invece l’omologazione?

“L’omologazione accerta che il macchinario rispetti i requisiti tecnici previsti dalla normativa e ne consente la riproduzione in serie. L’approvazione, invece, consiste nell’autorizzazione del prototipo secondo degli standard definiti”.

E quali sono?

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Tantissimi autovelox in Italia potrebbero non essere omologati. Una condizione che, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, sarebbe sufficiente all’annullamento delle sanzioni per eccesso di velocità emesse dagli apparecchi. Il precedente che potrebbe dare il via a migliaia di ricorsi è quello di un cittadino e avvocato trevigiano, multato per aver superato il limite di 90 chilometri orari. Impugnata la sanzione, la Corte ha dato ragione all’uomo, dato che l’autovelox era soltanto ‘approvato’. Emanuele Ficara, avvocato esperto in contestazioni di violazioni del Codice della Strada, spiega la differenza e quali sono le modalità con cui fare ricorso.

Che vuol dire che un autovelox è approvato e cos’è invece l’omologazione?

“L’omologazione accerta che il macchinario rispetti i requisiti tecnici previsti dalla normativa e ne consente la riproduzione in serie. L’approvazione, invece, consiste nell’autorizzazione del prototipo secondo degli standard definiti”.

E quali sono?

“Questo è il primo problema, perché la legge non è chiara, parla di approvazione e omologazione come fossero la stessa cosa, ma secondo un filone giurisprudenziale maggioritario si tratta di procedimenti distinti. Adesso la sentenza della Corte stabilisce l’esistenza di una differenza netta e sostanziale”

Qual è il problema senza l’omologazione?

“Se non viene verificato che tutti i macchinari possiedono le stesse caratteristiche ci potrebbero essere delle disparità nella rilevazione della velocità”.

A quanto pare, però, questa procedura non viene effettuata spesso. È un problema di costi?

“Sicuramente. Intanto si tratta di due procedimenti invece che di uno solo. E poi la differenza economica tra i due non è chiara, perché quando si fa ricorso non riusciamo ad avere i dati generali sulla spesa, ma sicuramente c’è”.

Cosa fare se si viene sanzionati?

“Quando arriva una multa a casa bisogna leggerla attentamente, per decidere in maniera sensata se fare ricorso o meno. Può essere utile anche consultare internet, per vedere se esistono già delle pronunce su quell’autovelox”.

Ma come si può sapere con certezza se l’autovelox è omologato oppure no?

“Si può fare un accesso agli atti e verificare se quell’apparecchio ha un certificato di omologazione. In alcuni casi il Comune potrebbe anche aver messo a disposizione queste informazioni online”.

E se si scopre che l’autovelox non è omologato, qual è la procedura per fare ricorso?

“Esistono due modalità. Una prevede di rivolgersi al prefetto entro 60 giorni dalla sanzione, ma di fatto ci si rivolge alla stessa amministrazione che ha fatto la multa. Il vantaggio è che il ricorso è gratuito, perché non bisogna anticipare la marca da bollo. Ma lo svantaggio è che se lo perdo la sanzione raddoppia”.

Se viene accertato che l’autovelox non aveva l’omologazione, però, la vittoria del ricorso dovrebbe essere certa. Giusto?

“Sì, la sanzione in quel caso sarebbe annullabile. La sentenza della Corte non è equiparabile a legge, ma di certo dopo questa pronuncia si cercherà di garantire l’uniformità delle sentenze”.

Quindi le spese a carico di chi impugna la sentenza sarebbero nulle?

“Sì, in caso di vittoria sarebbero a carico del Comune sia il rimborso delle marche da bollo che le spese legali”.

E la seconda modalità di ricorso qual è?

“Quella davanti giudice di pace, a cui si può rivolgere direttamente cittadino oppure il suo avvocato. In questo caso, però, il limite per presentare ricorso è di 30 giorni dalla sanzione e di fatto si apre un contenzioso, perché viene chiamato in causa il Comune o chi ha installato l’apparecchio”.

Il vantaggio?

“Davanti al giudice possono essere chiesti anche degli accertamenti tecnici, quindi magari si potrebbe scoprire che un apparecchio che non era omologato era anche difettoso. Ma in questo caso bisogna pagare la marca da bollo”.

Un apparecchio tarato è automaticamente anche omologato?

A differenza dell'omologazione che avviene una tantum prima della consegna dell'autovelox, la taratura consiste in una verifica annuale della strumentazione per verificare che non ci siano errori nella rilevazione della velocità.

Nella multa è obbligatorio inserire sia l’omologazione sia la taratura?

È obbligatorio dare indicazioni sulla taratura e l'omologazione. Però alcuni comuni come quello di Roma riportano dei riferimenti precisi sulle certificazioni, mentre altri dicono solo genericamente che le certificazioni esistono.

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