Dopo Microsoft e Ibm anche Cisco aderisce alla carta vaticana su intelligenza artificiale e “algoretica”
di Iacopo ScaramuzziCisco aderisce all’iniziativa per lo sviluppo etico dell’Intelligenza artificiale lanciata due anni fa dal Vaticano.
Con i suoi 75mila dipendenti in tutto il mondo Cisco Systems, multinazionale statunitense specializzata nei comparti del networking e dell’information technology, è l’ultimo colosso ad aderire. La Rome Call for AI Ethics, questo il nome della carta etica, fu firmata nel 2020 da mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia della vita, insieme con l’allora presidente di Microsoft Brad Smith, il vicepresidente di Ibm John Kelly III, e inoltre l’allora ministra italiana per l’innovazione tecnologica Paola Pisano e il direttore generale della Fao, il cinese Dongyu Qu.
Chuck Robbins da Bergoglio
Questa settimana Chuck Robbins, amministratore delegato di Cisco, sarà a Roma e, a quanto si apprende, aggiungerà la propria firma. Il ceo di Cisco sarà ricevuto mercoledì mattina da papa Francesco.
“L’aggiunta di Cisco dopo Microsoft e dopo Ibm”, commenta monsignor Pa…
Cisco aderisce all’iniziativa per lo sviluppo etico dell’Intelligenza artificiale lanciata due anni fa dal Vaticano.
Con i suoi 75mila dipendenti in tutto il mondo Cisco Systems, multinazionale statunitense specializzata nei comparti del networking e dell’information technology, è l’ultimo colosso ad aderire. La Rome Call for AI Ethics, questo il nome della carta etica, fu firmata nel 2020 da mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia della vita, insieme con l’allora presidente di Microsoft Brad Smith, il vicepresidente di Ibm John Kelly III, e inoltre l’allora ministra italiana per l’innovazione tecnologica Paola Pisano e il direttore generale della Fao, il cinese Dongyu Qu.
Chuck Robbins da Bergoglio
Questa settimana Chuck Robbins, amministratore delegato di Cisco, sarà a Roma e, a quanto si apprende, aggiungerà la propria firma. Il ceo di Cisco sarà ricevuto mercoledì mattina da papa Francesco.
“L’aggiunta di Cisco dopo Microsoft e dopo Ibm”, commenta monsignor Paglia confermando a Repubblica l’arrivo di Chuck Robbins, “significa che queste imprese tengono conto dei principi che sono scritti nella carta, vale a dire l’impegno affinché gli algoritmi siano segnati dalla eticità”.
Il rischio discriminazioni
Nel 2023, quando, superata la pandemia, ricevette i firmatari della carta lanciata l’anno prima, papa Francesco spiegò così l’iniziativa ai suoi ospiti: “Siamo tutti consapevoli di quanto l’intelligenza artificiale sia sempre più presente in ogni aspetto della vita quotidiana, sia personale che sociale. Essa incide sul nostro modo di comprendere il mondo e noi stessi. Le innovazioni in questo campo fanno sì che tali strumenti siano sempre più decisivi nell’attività e perfino nelle decisioni umane. Vi incoraggio pertanto a proseguire in questo vostro impegno. Sono lieto di sapere che volete coinvolgere anche le altre grandi religioni mondiali e gli uomini e le donne di buona volontà affinché l’algoretica”, proseguì Bergoglio inaugurando un neologismo, “ossia la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente, oltre che nel dibattito pubblico, anche nello sviluppo delle soluzioni tecniche. Ogni persona, infatti, deve poter godere di uno sviluppo umano e solidale, senza che nessuno sia escluso. Si tratta pertanto di vigilare e di operare affinché non attecchisca l’uso discriminatorio di questi strumenti a spese dei più fragili e degli esclusi. Ricordiamoci sempre che il modo con cui trattiamo l’ultimo e il meno considerato tra i nostri fratelli e sorelle dice il valore che riconosciamo all’essere umano. Si può fare l’esempio delle domande dei richiedenti asilo: non è accettabile che la decisione sulla vita e il destino di un essere umano venga affidata ad un algoritmo”.
Algocrazia e algoretica
Monsignor Paglia ricorda che la Rome Call for AI Ethics nacque da una sollecitazione dello stesso Brad Smith, oggi vicepresidente di Microsoft: “Mi venne a chiedere se ero disposto a prendere questa iniziativa. Mi disse: “Noi ogni settimana dobbiamo creare cose nuove per restare sul mercato, possiamo creare cose straordinarie ma anche cose terribili, e la Chiesa cattolica può aiutarci”. Noi, non avendo nessun interesse diretto, siamo credibili. E tutti hanno accettato con grande accoglienza il neologismo: di fronte al rischio dell’algocrazia, serve l’algoretica”.
Justin Welby a Roma
Fin da subito la carta di Roma ha voluto rivolgersi non solo al mondo delle imprese – “mi auguro che il numero delle multinazionali che aderiscono possano crescere”, afferma monsignor Paglia – ma anche ai governi e alle altre Chiese e religioni. “Se c’è una sensibilità tra gli operatori a mio avviso sarà anche possibile una legislazione che finora solo l’Europa è riuscita a fare”, afferma il presidente della Pontificia accademia della vita. A fine mese, è in arrivo a Roma Justin Welby, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana: “Verrà a firmare”, conferma monsignor Paglia, “e con lui ci sarà l’arcivescovo di Oxford che è un esperto dell’intelligenza artificiale”. Questo appuntamento, inoltre, “precede l’evento che faremo a luglio in Giappone, a Hiroshima, dove la carta sarà firmata da altre religioni del mondo quali scintoisti e buddisti”.