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Vannacci propone classi per disabili. Sdegno Cei, gelo dei ministri. E Giorgetti: “Non è leghista”

Bufera sul generale, che poi precisa. I vescovi: “Le sue frasi riportano agli anni più bui”. Valditara: “Noi siamo per l’inclusione”. Nervi tesi nel Carroccio per il candidato di Salvini. Fontana: “Voto solo chi è del partito”
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Il repertorio discriminatorio di Roberto Vannacci è sempre lo stesso, un disco rotto andato avanti nei mesi di presentazioni del suo libro in giro per l’Italia. Ma ripetere uno stesso concetto nel giorno uno dell’inizio ufficiale della sua campagna elettorale da candidato con la Lega è un altro discorso, e così le parole alla Stampa sulle classi separate per i disabili fanno scoppiare un altro putiferio: «Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Un disabile non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri». Nel centrodestra sono in parecchi a prendere le distanze, in FdI e in Forza Italia, senza dimenticare le proteste leghiste a viso aperto, dove si soffre la concorrenza interna del generale e dove un altro pezzo da novanta come Giancarlo Giorgetti l’ha detto in chiaro: «Non è della Lega e non condivido le sue parole».

Il repertorio discriminatorio di Roberto Vannacci è sempre lo stesso, un disco rotto andato avanti nei mesi di presentazioni del suo libro in giro per l’Italia. Ma ripetere uno stesso concetto nel giorno uno dell’inizio ufficiale della sua campagna elettorale da candidato con la Lega è un altro discorso, e così le parole alla Stampa sulle classi separate per i disabili fanno scoppiare un altro putiferio: «Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Un disabile non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri». Nel centrodestra sono in parecchi a prendere le distanze, in FdI e in Forza Italia, senza dimenticare le proteste leghiste a viso aperto, dove si soffre la concorrenza interna del generale e dove un altro pezzo da novanta come Giancarlo Giorgetti l’ha detto in chiaro: «Non è della Lega e non condivido le sue parole».

Partendo dalla questione disabilità. «La Lega fa politiche concrete per i disabili», risponde il ministro (leghista) per l’Istruzione, Giuseppe Valditara. «Siamo agli antipodi», dice all’Ansa il ministro dello Sport Andrea Abodi. «Per favorire l’integrazione è bene che ci sia una mescolanza e che le persone siano abituate a stare anche con chi ha delle diversità», ragiona la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella. Per il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Nazario Pagano (Fi) «le classi separate per bambini diversamente abili sono un abominio». Mentre Paolo Barelli, presidente dei deputati forzista, le definisce «elucubrazioni da capitan fracassa di cui non se ne sentiva proprio il bisogno». Anche i vescovi si sentono costretti a intervenire: «Qui è in gioco una visione culturale della vita. Queste affermazioni ci riportano ai periodi più bui della nostra storia», spiega il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana Francesco Savino. Vannacci, da buon neo-politico, l’ha subito buttata sul vittimismo: «Il titolo dell’intervista ha snaturato le mie parole».

Dopodiché la corsa del militare sospeso dall’esercito per aver mancato di rispetto alla divisa, ma voluto a ogni costo da Matteo Salvini in tutte le circoscrizioni, sta procurando una mezza rivolta interna al Carroccio, particolarmente veemente nel Nord-Est, uno dei due fortini (con la Lombardia) del partito. Da via Bellerio provano a buttare acqua sul fuoco dicendo che nelle liste «non mancano leghisti doc». Ma non basterà questo zuccherino a placare gli animi. I 28 eletti nel 2019, sondaggi alla mano, scenderanno a 5-6 a giugno. Può darsi che il generale faccia il pieno delle preferenze, e allora dovrà scegliere quale collegio opzionare. E rischia di essere quello del Nord-Est. Nelle Isole è difficile che scatti al seggio, al Sud c’è in corsa il ras delle preferenze campane scippato a Forza Italia, Aldo Patriciello; al Centro, dove Vannacci sarà capolista, è in lizza anche una fedelissima di Salvini, Susanna Ceccardi, che difficilmente sarà sacrificabile. Nel Nord-Ovest potrebbero scattare due seggi, e lì è favorito un altro macinatore di preferenze come Angelo Ciocca — che non è dell’inner circle salviniano — con molto dietro la milanese Silvia Sardone e Isabella Tovaglieri, candidata delle famosi valli, cuore pulsante leghista, dove ieri non a caso è andato Giorgetti a sostenerla. Il segretario federale può forse penalizzare la “sua” Lombardia, dove sempre ieri il presidente Attilio Fontana ha anche lui fatto sapere che voterà solo «gente della Lega»? Molto meglio uno schiaffo a Luca Zaia e compagnia. Perciò il seggio orientale è il più indicato e in questa ottica vanno lette le dichiarazioni di parecchi dirigenti del territorio, in primis il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che invitano di fatto a dare le preferenze a esponenti del partito locali e non a Vannacci. L’unico modo per non far sparire la Lega del Nord-Est in Europa è insomma cercare di far arrivare Vannacci terzo, o quarto, nei voti personali. Il sindaco di Treviso e presidente dell’Anci Mario Conte è netto: «Non non so quanto i militanti che da decenni fanno gazebo e la gavetta capiscano la scelta di schierare chi non l’ha fatto». Di sfondo c’è un altro fatto ancora: Vannacci è un personaggio che gioca per sé, ha già una mini-struttura di partito alle spalle composta da ex ufficiali e neofascisti. La Lega può essere insomma essere solo un ottimo taxi per arrivare altrove.

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