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Nucleare, negli impianti spenti visite guidate da sold out

Grand tour da Trino a Caorso, a Latina. “Cinquemila richieste ma solo 3.000 posti per il weekend dell’11 e 12 maggio”
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Il turismo nucleare, nell’Italia delle centrali spente, fa il tutto esaurito. Famiglie che si mettono in auto e percorrono oltre cento chilometri pur di scoprire i segreti delle vecchie centrali atomiche , quelle dove per i bambini lavora sempre Homer Simpson. Oppure ex lavoratori che portano i figli a scoprire i segreti dei reattori in cui operavano. O, ancora, studenti di fisica che indagano i meccanismi del nocciolo. L’iniziativa lanciata da Sogin e chiamata “Open Gate”, giunta alla quarta edizione (l’ultima fu nel 2019), quest’anno ha raggiunto numeri da record: sold out per il weekend dell’11-12 maggio, con 3.345 iscritti. Numeri che testimoniano una realtà: il dibattito sul ritorno nucleare in Italia, alimentato anche in vista delle Europee dalle parole del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha aumentato la curiosità nei confronti della tecnologia e di quelle centrali che da noi in passato, tramite referendum, sono state bocciate per ben due volte. In totale sono a…

Il turismo nucleare, nell’Italia delle centrali spente, fa il tutto esaurito. Famiglie che si mettono in auto e percorrono oltre cento chilometri pur di scoprire i segreti delle vecchie centrali atomiche , quelle dove per i bambini lavora sempre Homer Simpson. Oppure ex lavoratori che portano i figli a scoprire i segreti dei reattori in cui operavano. O, ancora, studenti di fisica che indagano i meccanismi del nocciolo. L’iniziativa lanciata da Sogin e chiamata “Open Gate”, giunta alla quarta edizione (l’ultima fu nel 2019), quest’anno ha raggiunto numeri da record: sold out per il weekend dell’11-12 maggio, con 3.345 iscritti. Numeri che testimoniano una realtà: il dibattito sul ritorno nucleare in Italia, alimentato anche in vista delle Europee dalle parole del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha aumentato la curiosità nei confronti della tecnologia e di quelle centrali che da noi in passato, tramite referendum, sono state bocciate per ben due volte. In totale sono arrivate oltre cinquemila richieste di visita: a 1700 persone, per questione di posti e sicurezza, è stato detto no, anche se saranno avvisate via mail delle prossime iniziative.

"Un modo per scoprire come funzionavano”

«Sono numeri importanti, l’attenzione sul tema è davvero alta - raccontano da Sogin - è un modo unico per scoprire di più su come funzionavano gli impianti». Non solo: anche per capire come si è lavorato nella fase di dismissioni e sullo smaltimento di quelle scorie che, in generale, attendono ancora da oltre quarant’anni una sistemazione definitiva, visto che il discorso del Deposito nazionale delle scorie radioattive è ancora fermo al palo dopo il ritiro dell’autocandidatura di Trino.

"No ai bambini sotto i sei anni”

Spesso, è la curiosità a spingere i visitatori: quattro anni fa, dopo il successo di una serie tv su Hbo, ci fu il boom di turisti atomici anche nelle aree intorno a Chernobyl. In Italia il “turista nucleare tipo” è invece «un po’ chiunque, da chi è semplicemente interessato al tema sino alle famiglie che arrivano da lontano per questa esperienza particolare aperta a tutti. Abbiamo messo solo un limite per i percorsi controllati: i bambini devono avere più di sei anni» spiegano da Sogin.

Il reattore il pezzo più ambito

I tour si articolano per due ore e per tutti il pezzo forte è il reattore, il più ambito. Ci sono due percorsi, quello “area industriale” e quello “zona controllata” che richiede per sicurezza protezioni particolari, come indossare tute e caschetti. Nel weekend di metà maggio i cancelli saranno aperti alle ex centrali di Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), la più grande in Italia, Latina (all’avvio la più potente d’Europa) e Garigliano (Caserta), riconoscibile dalla grande sfera bianca che racchiude il reattore. A queste si aggiunge, per la prima volta, anche l’impianto Itrec di Rotondella (Matera), usato per la ricerca.

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