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Castelluccio di Norcia: un piastrone antisismico per isolare e ricostruire in quattro anni il borgo distrutto

Un elaborato grafico che illustra il progetto finito per la ricostruzione di Castelluccio di Norcia 
Sono partiti oggi gli avveniristici lavori per recuperare il paese umbro colpito dal terremoto del 2016. Trecento isolatori tellurici nel sottosuolo distanzieranno le case dal terreno
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ROMA – Il Piccolo Tibet dell’Umbria, squassato il 30 novembre del 2016, tornerà in vita staccandosi dalla sua terra che troppo spesso trema. Castelluccio di Norcia, il paese delle lenticchie – le più pregiate d’Italia -, centoventidue case in pietra abbattute o lesionate dal sisma che aprì in due, giù, anche la cattedrale di Norcia, oggi ha accolto il progetto avveniristico che la riporterà ad essere un borgo abitato.

È partita, infatti, la fase operativa del progetto di ricostruzione, dopo otto anni di accesa discussione su come andare oltre le macerie. L’opera prevede – partendo da un’idea dei Dipartimenti di Ingegneria e Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia – l’installazione di una grande piastra di cemento armato nel sottosuolo, questo per isolare l’intero paese da possibili nuove scosse telluriche.

Una piattaforma a gradoni

La “piattaforma a gradoni” avrà un perimetro di 350 metri, una superficie di 6.200 e sarà inserita su un dislivello di 24 metri (Castellu…

ROMA – Il Piccolo Tibet dell’Umbria, squassato il 30 novembre del 2016, tornerà in vita staccandosi dalla sua terra che troppo spesso trema. Castelluccio di Norcia, il paese delle lenticchie – le più pregiate d’Italia -, centoventidue case in pietra abbattute o lesionate dal sisma che aprì in due, giù, anche la cattedrale di Norcia, oggi ha accolto il progetto avveniristico che la riporterà ad essere un borgo abitato.

È partita, infatti, la fase operativa del progetto di ricostruzione, dopo otto anni di accesa discussione su come andare oltre le macerie. L’opera prevede – partendo da un’idea dei Dipartimenti di Ingegneria e Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia – l’installazione di una grande piastra di cemento armato nel sottosuolo, questo per isolare l’intero paese da possibili nuove scosse telluriche.

Una piattaforma a gradoni

La “piattaforma a gradoni” avrà un perimetro di 350 metri, una superficie di 6.200 e sarà inserita su un dislivello di 24 metri (Castelluccio è a 1.452 metri d’altezza). Proteggerà case e chiesa (si chiama Santa Maria Assunta, anche lei è stata sventrata dalle scosse). Al suo interno rientreranno tutte le opere pubbliche primarie, i vecchi terrazzamenti naturali dove fiorisce il legume povero, le strade, i parcheggi interrati. E le case, che potranno essere ricostruite, grazie a questo isolamento, con la pietra originale. Sotto la piattaforma si è studiata una platea – la fondazione – anche questa di cemento, spessa poco meno di un metro e dotata sulla sommità di sostegni dove saranno posizionati trecento isolatori sismici. Lo spazio libero tra la fondazione e la piastra isolata (un metro, appunto) sarà utilizzato per le operazioni di ispezione e di manutenzione e per il posizionamento degli impianti sotterranei.

La scossa sarà attutita di dieci volte

Gli isolatori sismici ridurranno di dieci volte l’accelerazione che il suolo trasmetterà agli edifici sovrastanti, di fronte a un possibile nuovo sisma. "Abbiamo voluto puntare a una ricostruzione rispettosa dell’ambiente e dell’identità dei luoghi, in grado di preservare alle future generazioni le caratteristiche di una frazione inserita in un contesto paesaggistico-ambientale straordinario”, ha spiegato l’architetto Filippo Battoni della Regione Umbria.

Il progetto di ricostruzione di Castelluccio di Norcia 

Quelli che partono adesso sono i primi lavori, dal valore di 23 milioni di euro. Il totale per realizzare uno dei progetti più all’avanguardia nella storia delle ricostruzioni italiane è di 68 milioni, e deve essere ancora finanziato nella sua interezza.

L’accordo tra 117 proprietari

La ricostruzione di Castelluccio è resa possibile dall'accordo dei 117 proprietari immobiliari (e terrieri), che hanno accettato il grande progetto di ricostruzione integrata. “Qui il livello istituzionale, tecnico e antropologico hanno dato il meglio di sé”, ha detto il commissario alla Ricostruzione del cratere 2016, Guido Castelli, presentando oggi il progetto e il dibattito che l’ha preceduto: “Tutta l’Europa guarda a questo progetto”.

Il presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha parlato di “una ricostruzione rapida ed efficace”. Ecco, i tempi. L'ingegner Massimo Conti, responsabile della Enarconti, uno dei progettisti, situa tra il 2027 e il 2028 l’approdo del progetto, “poi la rifinitura esteriore degli edifici sarà demandata ai privati che, giustamente, vorranno personalizzare le loro abitazioni".

Sono quattro le aziende interessate all’intervento (Sagi, Trend Project Dsd-Dezi e Tps, le altre) e l’operazione di base prevede da contratto 950 giorni “naturali e consecutivi". Quattro anni, visto che il periodo considerato tiene conto della ferma per la fioritura della lenticchia e pure delle piogge.

Sull’opera ingegneristica ha mostrato qualche perplessità Paolo Iannelli, sovrintendente speciale delle aree colpite. “La soluzione degli isolatori per un borgo intero è innovativa, ma non sarà facile sbancare la collina, raccordare le piastre tra loro”.

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