Turisti bloccati sull’isola di Socotra nello Yemen. “Il volo cancellato per monsone ma noi non lo abbiamo visto”. Il rientro previsto per domani
di Enrico FerroTorneranno domani i 15 turisti italiani bloccati sull’isola di Socotra, al largo dello Yemen. Ovviamente salvo imprevisti. “Siamo tutti con le dita incrociate”, dicono.
Il ministero degli Esteri, sul sito “Viaggiare sicuri”, ricorda che è assolutamente sconsigliato recarsi in quelle zone vista la situazione e che l’ambasciata d’Italia a Sanàa ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. Ma questo non ha scoraggiato il gruppo di turisti, provenienti da Veneto, Lombardia, Sicilia, Puglia, Abruzzo, Emilia Romagna e Toscana. Adesso sono lì sospesi, il volo di ritorno è stato cancellato ma non si capisce bene il motivo.
Il presunto maltempo
«Siamo partiti in 15 dall’Italia il 22 aprile scorso», racconta Ludovica Russo, 34 anni, di Belluno, infermiera in Pronto soccorso e al 118. «Abbiamo girato tutta l’isola fino al 29 aprile, saremmo dovuti partire il 30 per Abu Dhabi e poi rientrare in Italia. Ma hanno spostato il volo al 3 maggio (ieri) per maltempo. Ma noi non abbiamo assolutame…
Torneranno domani i 15 turisti italiani bloccati sull’isola di Socotra, al largo dello Yemen. Ovviamente salvo imprevisti. “Siamo tutti con le dita incrociate”, dicono.
Il ministero degli Esteri, sul sito “Viaggiare sicuri”, ricorda che è assolutamente sconsigliato recarsi in quelle zone vista la situazione e che l’ambasciata d’Italia a Sanàa ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. Ma questo non ha scoraggiato il gruppo di turisti, provenienti da Veneto, Lombardia, Sicilia, Puglia, Abruzzo, Emilia Romagna e Toscana. Adesso sono lì sospesi, il volo di ritorno è stato cancellato ma non si capisce bene il motivo.
Il presunto maltempo
«Siamo partiti in 15 dall’Italia il 22 aprile scorso», racconta Ludovica Russo, 34 anni, di Belluno, infermiera in Pronto soccorso e al 118. «Abbiamo girato tutta l’isola fino al 29 aprile, saremmo dovuti partire il 30 per Abu Dhabi e poi rientrare in Italia. Ma hanno spostato il volo al 3 maggio (ieri) per maltempo. Ma noi non abbiamo assolutamente percepito questo maltempo».
Poi questa catena di rinvii. «Giovedì sera, dopo aver comprato l’ennesimo biglietto per l’Italia, ci hanno comunicato che non saremmo più partiti e per questo si è scatenato il panico generale», continua la bellunese. «Alcuni si sono disperati. Mio padre, il mio fidanzato, il mio capo al lavoro e il mio migliore amico, hanno contattato subito la Farnesina per capire il motivo reale della cancellazione dell’ennesimo volo, e per farci rientrare il prima possibile».
“Non sembrava un viaggio così rischioso”
Ludovica Russo non è l’unica veneta. Insieme a lei c’è anche una trevigiana di 29 anni. «Socotra è un posto molto diverso dallo Yemen, benché ne faccia formalmente parte», ragiona Ludovica Russo. «Le esperienze dei gruppi che mi hanno preceduta lasciavano intendere che la situazione non fosse così rischiosa. Quindi abbiamo comunque deciso di partire, consapevoli di eventuali rischi». I 15 turisti si sono affidati al tour operator italiano “Oltre”, che ha poi creato un ponte con l’agenzia locale “Socotra advisor tour”.
Il problema è che la maggior parte di loro non ha portato le sim dei telefoni e non ha nemmeno soldi al seguito. «Ci avevano detto che non sarebbero serviti, ora però dipendiamo dal wi-fi dell’hotel e dalla generosità dei titolari delle attività», racconta ancora l’infermiera bellunese.
"Situazione tranquilla”
La sua compagna di viaggio si chiama Antonella Di Censo, abruzzese di Sulmona. «Qui la situazione è molto tranquilla, il nostro staff ci ha accompagnato durante tutto il tour» rassicura. «Quanto alle motivazioni, facevano riferimento a un fantomatico monsone che però non ci pare proprio di vedere. Non so se a monte ci possano essere motivazioni politiche. Ora sembra che domenica riusciremo a partire. Qui le persone sono accoglienti, noi andiamo in giro normalmente, con pantaloncini e canotte. Non abbiamo mai avvertito situazioni di pericolo».
Farnesina in contatto
Ieri si è attivata l’Unità di Crisi della Farnesina, che è in contatto costante con il gruppo di connazionali e i loro congiunti in Italia. Secondo quanto ricostruito dalle autorità tutto sarebbe dovuto alla cancellazione del volo di ritorno verso gli Emirati Arabi, da parte della compagnia low cost Air Arabia.
L’ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi è in contatto con la compagnia aerea per assicurarsi della ripresa dei collegamenti. Il collegamento dovrebbe dunque essere ripristinato domani (5 maggio).
Quanto alla situazione geopolitica, a partire dal 13 febbraio 2015, a seguito dell’aggravarsi delle condizioni di sicurezza, l’ambasciata d’Italia a Sanàa ha chiuso i battenti. Non è più possibile, pertanto, assicurare assistenza consolare a coloro che, nonostante il fermo sconsiglio, si rechino in territorio yemenita.
Anche il governatore del Veneto Luca Zaia è in contatto con la Farnesina.