La nuova mappa delle gang giovanili: reati in lieve calo ma aumentano violenze sessuali e rapine, sempre più contro i coetanei. Le città del centro-nord le più colpite
di Alessandra ZinitiViolenze sessuali e rapine. La criminalità minorile è in lieve calo rispetto al 2022 quando c’era stato un boom ma i giovanissimi commettono reati sempre più gravi e odiosi e sempre più ai danni di loro coetanei. E, per il secondo anno di fila, i minori stranieri delinquono di più degli italiani a conferma di quanto siano irrinunciabili politiche di inclusione sociale soprattutto nelle città metropolitane del centro-nord che si confermano quelle in cui le gang giovanili hanno maggiore penetrazione.
Meno reati ma più gravi
E’ un quadro ancora assai preoccupante quello della criminalità minorile e della nuova mappa delle gang di giovanissimi tracciato dal Servizio analisi criminale della polizia diretto da Stefano Delfini e presentato oggi da Raffaele Grassi, direttore centrale della polizia criminale.
I dati relativi alle denunce e agli arresti di ragazzi tra i 14 e i 17 anni nel 2023 (poco più di 31.000) estrapolati dalla banca dati interforze raccontano un lieve decremento nel 2023,…
Violenze sessuali e rapine. La criminalità minorile è in lieve calo rispetto al 2022 quando c’era stato un boom ma i giovanissimi commettono reati sempre più gravi e odiosi e sempre più ai danni di loro coetanei. E, per il secondo anno di fila, i minori stranieri delinquono di più degli italiani a conferma di quanto siano irrinunciabili politiche di inclusione sociale soprattutto nelle città metropolitane del centro-nord che si confermano quelle in cui le gang giovanili hanno maggiore penetrazione.
Meno reati ma più gravi
E’ un quadro ancora assai preoccupante quello della criminalità minorile e della nuova mappa delle gang di giovanissimi tracciato dal Servizio analisi criminale della polizia diretto da Stefano Delfini e presentato oggi da Raffaele Grassi, direttore centrale della polizia criminale.
I dati relativi alle denunce e agli arresti di ragazzi tra i 14 e i 17 anni nel 2023 (poco più di 31.000) estrapolati dalla banca dati interforze raccontano un lieve decremento nel 2023, pari al 4,15%. Ma, a fronte di una diminuzione di furti, estorsioni, minacce, rissa e percosse, si registra un aumento consistente, intorno all’8%, di rapine e violenze sessuali (ben 177 casi a fronte dei 100 di due anni prima). E nel 2023, così come era stato anche nel 2022, le segnalazioni di minori stranieri sono in crescita rispetto a quelle dei loro coetanei italiani.
La mappa aggiornata delle gang
C’è poi la mappa aggiornata delle gang giovanili in Italia che ricalca quella fin qui conosciuta con caratteristiche immutate: si tratta di bande di solito con meno di dieci aderenti, quasi sempre maschi, che vedono insieme maggiorenni under 25 e minorenni dai 15 anni in su, che si danno ad atti di bullismo, risse, percosse e lesioni, atti vandalici e disturbo della quiete pubblica. L'attività di gran lunga predominante è la vessazione nei confronti di coetanei. I dati raccolti hanno evidenziato situazioni di marginalità o disagio socio-economico per la gran parte dei componenti delle gang.
In rarissimi casi si sono registrati gruppi dotati di una gerarchia definita; non sono state censite gang che risultino essersi ispirate ad organizzazioni criminali italiane o estere. I gruppi sono caratterizzati da una nazionalità prevalente italiana o straniera (di prima o seconda generazione).
Le città più a rischio nel centro-nord
Durante il biennio 2022-2023, 73 province italiane hanno registrato attività violente da parte di gang giovanili con una leggera prevalenza nel centro-nord rispetto al sud, confermando gli esiti del primo studio redatto nell’ambito della collaborazione con Transcrime. Firenze, Milano, Torino, Genova, Bologna le città più coinvolte, con un impressionante aumento di violenze sessuali.
Il “vandalismo urbano”
Il report affronta anche il fenomeno del cosiddetto vandalismo urbano da parte di gruppi di giovani autori di graffiti sui muri e danneggiamento di monumenti e altre proprietà pubbliche e private. “La verniciatura di graffiti, in particolare, è spesso vista come una forma d’arte da alcuni – si legge nel report - ma quando viene eseguita senza permesso, diventa un atto di vandalismo.


