Stati generali della natalità, Papa Francesco: “L’Italia sta perdendo la speranza nel domani. Armi e anticoncezionali sono contro la vita”
di Iacopo ScaramuzziDio patria e famiglia, sì, ma con duttilità. Agli Stati generali della natalità papa Francesco, alla fine, resta da solo. Nel 2021, il primo anno in cui partecipò a questo evento, accanto a lui c’era Mario Draghi, che aveva fortemente voluto la presenza del Pontefice perché le questioni sociali ed economiche, spiegò, hanno «prima di tutto una dimensione umana ed etica». L’anno scorso, vestita di bianco come Francesco, c’era Giorgia Meloni: sorrisi, confidenze e cordialità a riprova di un non scontato feeling personale, ma anche del fatto che l’allarme per le culle vuote accomuna le due sponde del Tevere. Tanto più se a Palazzo Chigi c’è una leader che della difesa dei valori tradizionali ha fatto un vessillo. Quest’anno, però, sul palco Jorge Mario Bergoglio era da solo. La presenza della premier non era prevista e all’appuntamento, segnato il primo giorno dalle contestazioni a Eugenia Roccella, gli altri ministri della destra di Governo non si sono presentati, né lo hanno fatto i lea…
Dio patria e famiglia, sì, ma con duttilità. Agli Stati generali della natalità papa Francesco, alla fine, resta da solo. Nel 2021, il primo anno in cui partecipò a questo evento, accanto a lui c’era Mario Draghi, che aveva fortemente voluto la presenza del Pontefice perché le questioni sociali ed economiche, spiegò, hanno «prima di tutto una dimensione umana ed etica». L’anno scorso, vestita di bianco come Francesco, c’era Giorgia Meloni: sorrisi, confidenze e cordialità a riprova di un non scontato feeling personale, ma anche del fatto che l’allarme per le culle vuote accomuna le due sponde del Tevere. Tanto più se a Palazzo Chigi c’è una leader che della difesa dei valori tradizionali ha fatto un vessillo. Quest’anno, però, sul palco Jorge Mario Bergoglio era da solo. La presenza della premier non era prevista e all’appuntamento, segnato il primo giorno dalle contestazioni a Eugenia Roccella, gli altri ministri della destra di Governo non si sono presentati, né lo hanno fatto i leader delle opposizioni.
“Tante parole”
I buoni rapporti non sono in discussione: Francesco ha da poco accettato l’invito di Meloni a intervenire sull’intelligenza artificiale al G7 di giugno in Puglia. Il discorso che pronuncia, però, non è una carezza per i patrioti di Governo. «Nonostante tante parole e tanto impegno, non si arriva a invertire la rotta», scandisce Bergoglio: «Perché non si riesce a frenare questa emorragia di vita? La questione è complessa, ma questo – insiste – non può e non deve diventare un alibi per non affrontarla». Per il Papa «urgono politiche efficaci, scelte coraggiose, concrete e di lungo termine», c’è bisogno di «un impegno maggiore da parte di tutti i governi», prosegue Francesco con un plurale, «governi», che attutisce appena la sferzata, «perché le giovani generazioni vengano messe nelle condizioni di poter realizzare i propri legittimi sogni».
Le armi e gli anticoncezionali
Quando parla a braccio, Bergoglio aggiunge spunti più estrosi. «Le case si riempiono di oggetti e si svuotano di figli», dice riproponendo un classico del suo repertorio, «non mancano i cagnolini, i gatti, mancano i figli». Poco dopo, alzando di nuovo la testa dal testo scritto, cita una cosa che gli è stata riferita da «uno studioso di demografia: in questo momento – sostiene il Papa – gli investimenti che danno più reddito sono la fabbrica di armi e gli anticoncezionali. Le une distruggono la vita, gli altri impediscono la vita. Che futuro ci attende? E’ brutto».
Misure concrete
Non commenta le politiche dell’esecutivo ma Francesco va sul concreto. Chiede, tra gli applausi, di «porre una madre nella condizione di non dover scegliere tra lavoro e cura dei figli», di «liberare tante giovani coppie dalla zavorra della precarietà occupazionale e dell’impossibilità di acquistare una casa». Tanto gli sta a cuore il tema del contrasto alla denatalità che lo inserito nella bolla di indizione del Giubileo.
La speranza nel domani
In Italia, dice ancora il Papa 87enne, «l’età media attualmente è di quarantasette anni» e «se dovessimo basarci su questo dato, saremmo costretti a dire che l’Italia sta progressivamente perdendo la sua speranza nel domani». In sala non c’è nessun big del governo, fuori da lì a poco iniziano gli scontri tra polizia e studenti. «Ci siamo sentiti abbandonati dalle istituzioni», dice Gigi De Palo, l’ideatore degli Stati generali della natalità, «non si sono degnate di una parola di solidarietà nei confronti di questo evento». Il Papa, da solo sul palco, lo ascolta pensoso.