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Procreazione assistita, le nuove linee guida: la donna può chiedere l’impianto dell’embrione anche se non sta più col partner

(ansa)
Il documento del ministero alla Salute accoglie le indicazioni della Corte Costituzionale e per la prima volta prevede un canone per la crioconservazione
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Se c’è stato il consenso alla procreazione medicalmente assistita, questo non può essere revocato. La donna può chiedere l’impianto dell’embrione anche se il partner è morto o se il rapporto è finito. Il ministero alla Salute pubblica le nuove linee guida sulla procreazione medicalmente assistita, Pma e inserisce anche quanto indicato da una sentenza della corte di Cassazione nel 2019 riguardo al decesso del compagno e dalla Corte Costituzionale l’anno scorso riguardo appunto alla fine della coppia.

Cosa dice il testo

La nuova indicazione nasce dal valore del consenso informato. “Ai richiedenti – è scritto nel decreto – al momento di accedere alle tecniche di Pma, devono essere esplicitate, con chiarezza e per iscritto, le conseguenze giuridiche di cui all’articolo 8 e all’articolo 9 della Legge 40/2004. Con le medesime modalità deve essere rappresentato che, dopo la fecondazione assistita dell’ovulo, il consenso alla Pma non può essere revocato e la donna può richiedere l’impianto …

Se c’è stato il consenso alla procreazione medicalmente assistita, questo non può essere revocato. La donna può chiedere l’impianto dell’embrione anche se il partner è morto o se il rapporto è finito. Il ministero alla Salute pubblica le nuove linee guida sulla procreazione medicalmente assistita, Pma e inserisce anche quanto indicato da una sentenza della corte di Cassazione nel 2019 riguardo al decesso del compagno e dalla Corte Costituzionale l’anno scorso riguardo appunto alla fine della coppia.

Cosa dice il testo

La nuova indicazione nasce dal valore del consenso informato. “Ai richiedenti – è scritto nel decreto – al momento di accedere alle tecniche di Pma, devono essere esplicitate, con chiarezza e per iscritto, le conseguenze giuridiche di cui all’articolo 8 e all’articolo 9 della Legge 40/2004. Con le medesime modalità deve essere rappresentato che, dopo la fecondazione assistita dell’ovulo, il consenso alla Pma non può essere revocato e la donna può richiedere l’impianto dell’embrione anche se il partner sia deceduto ovvero sia cessato il loro rapporto”. Visto che la legge italiana prevede che gli embrioni creati con la procreazione non possano essere mai distrutti, teoricamente l’impianto può avvenire anche dopo anni.

La questione canone

Sempre una conseguenza della regola sull’impossibilità di distruggere gli embrioni provoca un po’ di malumori nei centri di Pma. Le linee guida, infatti, prevedono che le coppie paghino un canone per la loro conservazione, che fino ad oggi era gratuita se questa avviene in uno dei centri privati, che rappresentano il 70% dell’offerta e quindi su scala nazionale sono prevalenti. Si stima che il costo, che non scatterebbe dal primo anno, sia di 100-150 euro all’anno. La coppia che, magari perché ha fatto figli ma non ha utilizzato tutti gli embrioni fecondati, si troverà a versare una sorta di vitalizio alla struttura di Pma, che del resto è obbligata alla conservazione.

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