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Fratoianni in carcere da Ilaria Salis per le Europee: “La sua candidatura è un atto concreto, vuole uscire dall’incubo per occuparsi dei diritti dei detenuti”

Roberto Salis, il papà di Ilaria, mentre fa campagna elettorale per la figlia (ansa)
Un’ora di colloquio, il leader di Sinistra italiana: “Si è emozionata quando le ho detto dell’onda di solidarietà e dell’affetto che si sono creati attorno al suo nome”
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Che la sua candidatura alle Europee sia “un atto politico e concreto per garantire i suoi diritti, incluso quello a un giusto processo”, Ilaria Salis lo sa e per questo lo ha accettato. Ma adesso, a un mese dalle elezioni, l’antifascista italiana accusata di aver aggredito tre neonazisti a Budapest e che per questo rischia una condanna pesante fino a 20 anni di carcere ungherese, ha iniziato a guardare al dopo anche se non può partecipare alla campagna elettorale, non sia mai che a Strasburgo ci arrivasse davvero.

“Ilaria Salis sta bene, era emozionata e combattiva. Non pensa solo a uscire dal carcere, all’Europarlamento vorrebbe occuparsi dei diritti delle persone, in particolare di quelle fragili, migranti, recl…

Che la sua candidatura alle Europee sia “un atto politico e concreto per garantire i suoi diritti, incluso quello a un giusto processo”, Ilaria Salis lo sa e per questo lo ha accettato. Ma adesso, a un mese dalle elezioni, l’antifascista italiana accusata di aver aggredito tre neonazisti a Budapest e che per questo rischia una condanna pesante fino a 20 anni di carcere ungherese, ha iniziato a guardare al dopo anche se non può partecipare alla campagna elettorale, non sia mai che a Strasburgo ci arrivasse davvero.

“Ilaria Salis sta bene, era emozionata e combattiva. Non pensa solo a uscire dal carcere, all’Europarlamento vorrebbe occuparsi dei diritti delle persone, in particolare di quelle fragili, migranti, recluse”, racconta a Repubblica Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, che ha appena lasciato la sala colloqui del carcere di massima sicurezza in cui è reclusa Salis, ora candidata con Alleanza verdi e sinistra.

(ansa)

“E’ un caso unico, una candidatura anomala, ma proprio di questo abbiamo discusso nell’ora di incontro”, racconta Fratoianni. “Nel suo futuro non immagina solo di uscire dall’incubo ma anche di rendersi utile. Il tema per lei non è mai stato la fuga o la salvezza ma l’affermazione dei diritti. Sente molto che la sua condizione possa essere l’occasione per porre la questione del rispetto dei detenuti, delle condizioni carcerarie, dell’accesso a un processo equo e giusto in termini più generali. Non una storia privata, ma una storia collettiva”, aggiunge Fratoianni.“Per questo mi ha chiesto consigli sui temi di cui vorrebbe occuparsi, su quali sono gli strumenti e le possibilità in mano a un parlamentare, abbiamo parlato del potere ispettivo nelle carceri, nei Cpr, nei luoghi di detenzione penale e amministrativa, mi ha chiesto se, in caso di elezione, potrà fare della formazione Salis”, racconta ancora il segretario e deputato di Si.

In carcere Ilaria Salis sta scrivendo nel suo diario di prigionia anche pagine sui temi di cui vorrebbe occuparsi, sulla sua esperienza, sull’Europa, sui diritti negati. Ultimo quello di voto, lei candidata, impossibilitata a barrare una scheda perché la legge non lo prevede. “Ho interessato l’ambasciatore – fa sapere Fratoianni – Mi ha dato una risposta positiva, ma la questione ricade sul ministero dell’Interno che dovrà dipanare una situazione che si pone in maniera se non unica quantomeno rara. Noi continueremo a chiedere che le sia garantito il diritto di voto, la segretezza e la sicurezza della sua scheda. Ci auguriamo che questo avvenga con l’intervento urgente dello Stato italiano”.

Al suo posto a fare campagna elettorale è intanto suo padre Roberto Salis. “Era molto colpita quando le ho detto che a Cinisi, a 46 anni dall’omicidio di Peppino Impastato, quando Roberto ha preso la parola c’è stata una ovazione – racconta ancora Fratoianni - Si è molto emozionata nel sentire che c’è un’onda di solidarietà attorno al lei e al suo nome che sta crescendo, un affetto diffuso”. “Ce la facciamo?”, ha chiesto Salis a Fratoianni. “Penso di sì, le ho risposto”. Ora in carcere le arriverà il programma elettorale. Mentre il deputato le ha già portato oggi un libro: Furore di John Steinbeck, una storia di speranza, di lotta, di giustizia, di dignità”.

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