Incongruenze di genere, via alla maxi commissione che riscriverà le linee guida dell’assistenza. Aifa: “Rivaluteremo la triptorelina”
di Michele BocciBen 29 persone, più o meno esperte del settore, per discutere della eventuale revisione delle linee guida sul trattamento della disforia di genere. I ministri alla Salute, Orazio Schillaci, e alla Famiglia, Eugenia Roccella, hanno firmato il decreto che dà il via ai lavori. Tra le premesse c’è la presa d’atto, riguardo alla triptorelina, cioè il farmaco utilizzato per interrompere lo sviluppo puberale in attesa di decidere se procedere con il cambiamento del sesso assegnato alla nascita attraverso il trattamento ormonale, che “alcuni Stati europei, che già da tempo adottavano il predetto farmaco, avendo rilevato importanti criticità, hanno rivisto, del tutto o in parte, i propri protocolli, specie quelli rivolti a minori”.
Battaglia politica su un farmaco
Da tempo la politica discute sull’uso della triptorelina e l’ospedale fiorentino di Careggi, praticamente l’unico a somministrarla in Italia a un numero di pazienti compreso tra i 20 e i 30 l’anno, era finito al centro di una ispezio…
Ben 29 persone, più o meno esperte del settore, per discutere della eventuale revisione delle linee guida sul trattamento della disforia di genere. I ministri alla Salute, Orazio Schillaci, e alla Famiglia, Eugenia Roccella, hanno firmato il decreto che dà il via ai lavori. Tra le premesse c’è la presa d’atto, riguardo alla triptorelina, cioè il farmaco utilizzato per interrompere lo sviluppo puberale in attesa di decidere se procedere con il cambiamento del sesso assegnato alla nascita attraverso il trattamento ormonale, che “alcuni Stati europei, che già da tempo adottavano il predetto farmaco, avendo rilevato importanti criticità, hanno rivisto, del tutto o in parte, i propri protocolli, specie quelli rivolti a minori”.
Battaglia politica su un farmaco
Da tempo la politica discute sull’uso della triptorelina e l’ospedale fiorentino di Careggi, praticamente l’unico a somministrarla in Italia a un numero di pazienti compreso tra i 20 e i 30 l’anno, era finito al centro di una ispezione del ministero alla Salute, seguita a un’interrogazione del senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia. La destra da tempo fa pressioni per bloccare l’utilizzo del medicinale nel nostro Paese e nel frattempo l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace ha presentato anche un paio di esposti alla procura fiorentina su Careggi. I ministeri avevano annunciato già alcune settimane fa che avrebbero messo in piedi una commissione, circostanza confermata martedì dal neo presidente di Aifa, Robert Giovanni Nisticò.Tra i 29 membri ci sono tanti rappresentanti dei due ministeri.
I funzionari dei ministeri
Per quanto riguarda quello alla Salute, sono stati nominati Marco Mattei, il capo di Gabinetto, Maria Rosaria Campitiello, ginecologa che aspetta di essere nominata capo del dipartimento di Prevenzione e ancora capo della segreteria tecnica di Schillaci, Giulia Ferrari, vice capo di Gabinetto, Francesco Saverio Mennini, capo del dipartimento di Programmazione e del farmaco, Giovanni Leonardi, capo ad interim della Prevenzione. Poi, Eugenia Roccella ha nominato la fidatissima Assunta Morresi (insieme hanno condotto molte battaglie, ad esempio contro la pillola abortiva Ru486), che è vice capo di Gabinetto del ministero della Famiglia, Alfonso Peluso, capo del settore legislativo. Infine partecipa anche Gianfranco Costanzo, capo dipartimento delle politiche della famiglia della presidenza del consiglio dei ministri. In tutto, dunque, ci sono otto alti funzionari del governo, a dimostrazione di quanto la questione interessi i ministeri. In aggiunta, Schillaci ha chiesto il contributo anche di Arnaldo Morace Pinelli, che insegna diritto privato a Tor Vergata ed era stato il suo primo capo di Gabinetto.
I tecnici
Altri due membri sono Carlo Petrini e Alessandro Nanni Costa, cioè il presidente del Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, e il presidente del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche in ambito pediatrico. Seguono i presidenti delle società scientifiche: quella di endocrinologia pediatrica, quella di ginecologia e ostetricia, quella di andrologia e medicina della sessualità, quella di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, quella di terapia cognitiva, quella di psicologia, quella psicoanalitica, quella di pediatria, quella genere, identità e salute, quella di endocrinologia. E ancora, partecipano professori di endocrinologia di Catania, Napoli Tor Vergata. Altri professori, di discipline varie, arrivano da Trieste, Piemonte Orientale, Milano Bologna. Insomma, una pletora di persone. E c’è da augurarsi che un numero così importante non allunghi i tempi dei lavori.
"Assistenza troppo disomogenea”
Sempre tra i motivi citati per la costituzione della commissione c’è “la disomogeneità con la quale i professionisti operano nel territorio nazionale e, conseguentemente, l’esigenza di disporre di linee di indirizzo che li supportino nel complesso percorso che va dalla diagnosi alle eventuali terapie dei pazienti disforici, perché i giovani con disforia di genere, insieme alle loro famiglie, possano accedere al miglior supporto possibile da parte del servizio sanitario nazionale”. Nel documento si ricordano i vari atti dell’Aifa con i quali si è dato il via libera alla rimborsabilità della triptorelina.
Aifa: “Rivaluteremo la triptorelina”
E ieri il presidente Aifa Robert Giovanni Nisticò ha detto, nel corso di una audizione alla commissione Affari sociali della Camera, che l’agenzia “rimane vigile e sensibile all'evoluzione del contesto scientifico internazionale e avvierà una discussione e una rivalutazione sull'inclusione della triptorelina nell'elenco dei medicinali istituito ai sensi della legge 648/96”, quella che pone a carico del servizio sanitario il farmaco per il trattamento della disforia di genere. Nel caso della disforia di genere, la triptorelina viene usata per sospendere la pubertà al “fine di prolungare la fase diagnostica necessaria ad accertare la stabilità della condizione e moderare la sofferenza causata da cambiamenti corporei”. In Italia, “il numero di soggetti trattati, per l'anno 2023 è di circa 25; è altresì possibile che questi casi siano sovrastimati. La scienza è in continua evoluzione e dunque sono necessarie evidenze sperimentali e cliniche più approfondite per supportare l'uso della triptorelina negli adolescenti con disforia di genere. Occorre affrontare questo delicato tema con metodo scientifico rigoroso evidence based”.