Pnrr Scuola, Pd all’attacco: “Fallimento del governo”. Il ministro Fitto: “Non ci sono ritardi”
di Ilaria VenturiChi parla di “fallimento” come la Gilda degli insegnanti. Chi “di occasione che rischia di essere sprecata”. Con il Pd che attacca il governo reclamando un’operazione trasparenza. I dati diffusi dal Rapporto “Pnrr Scuola-Università: a che punto siamo?” della Fondazione Agnelli e della Fondazione Astrid sul ritardo nella spesa dei fondi Pnrr – 3,3 miliardi sui 20 assegnati – fanno discutere. Ed è botta e risposta tra l'opposizione e il ministro Raffaele Fitto. Mentre dal ministero all’Istruzione e al Merito vengono resi pubblici nuovi dati a seguito dell’uscita del Rapporto: rispetto all’importo di 17,59 miliardi (a 20 si arriva con misure per alloggi e borse di studio per gli universitari), la spesa erogata si attesta a oltre 3,8 miliardi (21,6%), ai quali si aggiungono ulteriori 609 milioni, in liquidazione nel 2024 da inizio anno. La percentuale sale, quindi, oggi al 24,4%, oltre la media del Pnrr.
Pd e M5S contro il governo
"Il governo sta sprecando un'occasione irripetibile per ri…
Chi parla di “fallimento” come la Gilda degli insegnanti. Chi “di occasione che rischia di essere sprecata”. Con il Pd che attacca il governo reclamando un’operazione trasparenza. I dati diffusi dal Rapporto “Pnrr Scuola-Università: a che punto siamo?” della Fondazione Agnelli e della Fondazione Astrid sul ritardo nella spesa dei fondi Pnrr – 3,3 miliardi sui 20 assegnati – fanno discutere. Ed è botta e risposta tra l'opposizione e il ministro Raffaele Fitto. Mentre dal ministero all’Istruzione e al Merito vengono resi pubblici nuovi dati a seguito dell’uscita del Rapporto: rispetto all’importo di 17,59 miliardi (a 20 si arriva con misure per alloggi e borse di studio per gli universitari), la spesa erogata si attesta a oltre 3,8 miliardi (21,6%), ai quali si aggiungono ulteriori 609 milioni, in liquidazione nel 2024 da inizio anno. La percentuale sale, quindi, oggi al 24,4%, oltre la media del Pnrr.
Pd e M5S contro il governo
"Il governo sta sprecando un'occasione irripetibile per rinnovare e rivoluzionare la scuola italiana. Aver speso solo 3 dei 20 miliardi destinati al Pnrr scuola dimostra il fallimento totale di Fitto e dell'esecutivo" attaccano Irene Manzi, responsabile nazionale scuola e Alessandro Alfieri, responsabile nazionale Pnrr e riforme del Pd. "Il governo, pur avendo ridotto la portata del piano, non è in grado di realizzarlo e non sono sufficienti le rassicurazioni a mezzo stampa del ministro Valditara: la realtà è drammaticamente un'altra. La debacle del governo sulla missione istruzione - ribadiscono Manzi e Alfieri - scatta la fotografia impietosa di un fallimento che rischia di trasformare una straordinaria opportunità in un'occasione persa. Chiediamo trasparenza e informazioni chiare: i dati sulle risorse assegnate finora ad ogni progetto, quelli necessari a valutare l'impatto sul raggiungimento dell'obiettivo e la distribuzione territoriale dei progetti aggiudicati".
Critico il Movimento 5 Stelle: "Ci sono 16 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza sulla scuola a rischio: il quadro sulla spesa delle risorse europee nel comparto scuola ci preoccupa moltissimo. Rischiamo una totale disfatta, che avrà conseguenze disastrose sull'istruzione pubblica del nostro Paese” afferma il deputato Filippo Scerra. "Il trio Meloni, Fitto e Valditara continua a essere in pesante affanno. A pagarne le conseguenze è la scuola italiana".
Fitto: “Non ci sono ritardi”
Immediata la replica del ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr: "Non ci sono ritardi nelle misure del Pnrr dedicate all'Istruzione ed alla ricerca, tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e tutte le riforme originarie stanno proseguendo il loro iter secondo il programma stabilito”. Fitto fa riferimento ai cantieri: "Con l a loro apertura, sarà completata la messa a terra degli investimenti programmati, con il consequenziale notevole incremento della spesa, a partire già dai prossimi mesi. Sulla spesa il ministero dell'Istruzione chiarirà puntualmente lo stato di effettiva attuazione". Ciò che nel Rapporto veniva chiesto: accesso ai dati su ogni progetto e sullo stato di attuazione, trasparenza.
Il Rapporto fa il punto sulla spesa a dicembre 2023, analizzando i dati disponibili e resi pubblici, rispetto alle risorse assegnate, solleva domande e segnala il rischio che non si arrivi a farcela, o non con la qualità attesa (vedi le nuove scuole) o che le “riforme siano svuotate”. “In che modo s’intende monitorare l’evoluzione e valutare l’impatto di interventi come, ad esempio, la riduzione dei divari territoriali, Scuola 4.0, l’orientamento, la formazione dei docenti?” è uno dei quesiti sollevati.
Valditara: “Raggiunto tutti gli obiettivi”
Il ministero “ha raggiunto puntualmente tutti gli obiettivi e i target previsti, rispettando le milestone del Pnrr, alcune delle quali anche molto complesse – replica il ministro Giuseppe Valditara – Basti pensare agli investimenti per gli asili nido, su cui c’è stato anche il positivo audit della Commissione europea, o per Scuole nuove che hanno portato all’aggiudicazione di un numero di interventi addirittura superiore al target previsto dalla Commissione europea. Oltre al rispetto di tutti i target e le milestone previsti, che costituiscono comunque l’unico parametro fissato dalla Commissione europea per la valutazione dell’avanzamento procedurale degli investimenti e delle riforme, la Commissione europea, in sede di revisione del Piano, ha anche apprezzato il lavoro svolto sull’edilizia scolastica riconoscendo un incremento complessivo di risorse di circa 820 milioni proprio a dimostrazione dell’avanzato livello di attuazione degli interventi. Non si può ritenere, quindi, che si siano abbassate le ambizioni del Pnrr Istruzione o che si siano ridotti gli investimenti complessivi”.
Sugli asili nido si è scesi a 150mila posti nella revisione sul Pnrr e per concorrere all’obiettivo il governo ha avviato il Piano asili nido da 734,9 milioni. “Quanto all’investimento su scuole nuove preme evidenziare che la qualità dei progetti è stata garantita da un concorso internazionale di progettazione – riferisce Valditara - i cui criteri non erano solo l’efficientamento energetico ma soprattutto la sicurezza, l'inclusione e l’innovazione per favorire una didattica basata su nuove metodologie. Dimostrazione ne è il documento delle Linee guida per la costruzione delle Scuole nuove, redatto da illustri architetti, pedagogisti”. Un documento che non ha valore vincolante per i tecnici dei Comuni.
Quanto all’investimento sui divari territoriali per il ministero “la situazione è molto diversa e i dati riferiti al numero di studenti coinvolti – attualmente 1.519.797 studentesse e studenti per oltre 327.000 percorsi formativi – portano a un risultato molto confortante rispetto al target finale della riduzione della dispersione scolastica, che presenta una riduzione di oltre 3 punti percentuali rispetto al dato calcolato all’inizio del Pnrr”. Sulle difficoltà, segnalate da più parti, Viale Trastevere non accetta critiche, nonostante lo stesso mondo della scuola le rilevi: “La continua enfasi posta solo sulle criticità e sui supposti “ritardi”, a fronte di tutte le milestone e i target ad oggi raggiunti – dichiara Valditara in una nota – rischia di produrre una forte sfiducia nei confronti di migliaia di scuole, istituzioni ed enti che stanno lavorando per l’efficace e puntuale attuazione del Pnrr”.
Ricci: "Con il Pnrr la destra copre i buchi di bilancio”
Inevitabile che sul Pnrr si scateni la politica in piena campagna elettorale per le Europee. "La destra ha trasformato il Pnrr in un paracadute per coprire i suoi buchi di bilancio. Con che faccia andranno in ue a chiedere risorse e solidarietà, se poi non sanno spenderle?" dichiara Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, coordinatore dei sindaci dem e candidato nella circoscrizione centro.
Gilda: “Sistema incapace e inefficiente”
Ma il mondo della scuola? Sui ritardi nella spesa le reazioni non mancano. "Questo è un fallimento - è il commento del coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti Rino Di Meglio - perché le scuole non le costruisce il ministro dell'Istruzione. La questione delle infrastrutture è delegata agli enti locali e come già abbiamo denunciato lo scorso mese attraverso il convegno sullo scandalo delle scuole in affitto, riteniamo insostenibile l'incapacità di progettazione e di spesa da parte degli enti locali, che vanifica tutti gli stanziamenti, preziosi per la Scuola. Il meccanismo ottocentesco di distribuzione delle competenze, mostra inadeguatezza rispetto al mondo in cui viviamo. Non è colpa solo del ministro dell'Istruzione, che sia quello di ieri o quello di oggi, questo è un sistema incapace e inefficiente, un problema serio di cui dovrebbe occuparsi l'intero governo".
L’associazione nazionale presidi, con Antonello Giannelli rileva due difficoltà: “Il problema non sono i ritardi ma che le scuole, come da tempo segnaliamo, sono messe a dura prova con segreterie che non hanno personale a sufficienza”. Giannelli solleva anche il tema della riforma del reclutamento che prevedeva l’aggiornamento degli insegnanti: “Il contratto nazionale dei docenti ha imposto il limite delle 80 ore che comprendono anche la partecipazione agli organi collegiali – spiega – così si vanifica l’aggiornamento”.