Il Sole è sempre più scatenato. Ieri il brillamento più forte degli ultimi vent’anni. Ma niente aurore
di Elena DusiC’è un nuovo brillamento sul Sole, il più intenso dal 2003. Stavolta però non regalerà alla Terra lo spettacolo delle aurore. L’enorme grappolo di macchie solari – che si chiama AR3664 – responsabile dell’attività di questi giorni sta infatti ruotando ai margini del lato del Sole rivolto verso di noi.
AR3664 è una macchia scura sulla superficie della stella, estesa 15 volte il diametro della Terra e visibile a occhio nudo, ma solo con un filtro solare per proteggere la vista.
Il brillamento
Il brillamento iniziato martedì sera segue quelli dello scorso fine settimana, responsabili delle meravigliose aurore osservate a latitudini più basse del normale.
Nel frattempo però la stella ha ruotato. Ieri la Nasa è riuscita a catturare l’eruzione di plasma solo grazie a un telescopio lanciato nel 2010: Solar Dynamics Observatory, o Sdo.
Il brillamento d…
C’è un nuovo brillamento sul Sole, il più intenso dal 2003. Stavolta però non regalerà alla Terra lo spettacolo delle aurore. L’enorme grappolo di macchie solari – che si chiama AR3664 – responsabile dell’attività di questi giorni sta infatti ruotando ai margini del lato del Sole rivolto verso di noi.
AR3664 è una macchia scura sulla superficie della stella, estesa 15 volte il diametro della Terra e visibile a occhio nudo, ma solo con un filtro solare per proteggere la vista.
Il brillamento
Il brillamento iniziato martedì sera segue quelli dello scorso fine settimana, responsabili delle meravigliose aurore osservate a latitudini più basse del normale.
Nel frattempo però la stella ha ruotato. Ieri la Nasa è riuscita a catturare l’eruzione di plasma solo grazie a un telescopio lanciato nel 2010: Solar Dynamics Observatory, o Sdo.
Il brillamento di martedì ha toccato quasi il massimo nella classificazione dell’intensità della Nasa. Ha registrato infatti un valore di X8.7 (il valore più alto cui si può arrivare è X10). I vari brillamenti che avevano impreziosito la notte di sabato con le aurore avevano raggiunto 5,8.
Il picco
Tutte queste esplosioni sono nate proprio dalla regione AR3664. Un improvviso rilascio di energia magnetica in questa zona, attivata dalle correnti elettriche interne al Sole, fa accelerare le particelle cariche sulla superficie della stella a velocità vicine a quelle della luce, riscaldandole di decine di milioni di gradi.
I continui brillamenti di questi giorni, accompagnati da emissioni di particelle cariche ad altissima energia, indicano che la nostra stella è vicina al picco del suo ciclo di attività, previsto per l’estate.
Ogni 11 anni
La turbolenza della superficie del Sole – che si misura con il numero e l’estensione delle macchie solari - segue infatti un andamento oscillante. Tocca il massimo ogni 11 anni, poi torna alla quiete. Attualmente ci troviamo vicini al culmine del 25esimo ciclo solare (la scoperta di queste oscillazioni risale al 1843). E fra un paio di settimane AR3664 dovrebbe tornare visibile dalla Terra.
La tempesta solare
Il nostro pianeta, quando viene investito da queste radiazione, riesce a proteggersi grazie al suo campo magnetico. Non è così invece per la Stazione Spaziale che si trova in orbita: gli astronauti, durante le tempeste, vengono investiti dal surplus di radiazioni. Per questo sulla Stazione esiste una sezione più schermata delle altre, nella quale gli ospiti si rifugiano nelle ore di massima intensità solare.
La tempesta solare più potente è stata registrata il 2 aprile 2001. Non essendo rivolta verso la Terra, non ha causato danni come era avvenuto il 6 marzo1989, quando le linee elettriche in Canada avevano cessato di funzionare per qualche ora. Nel 2001 si superò perfino il tetto di X10. La tempesta fu classificata con un eccezionale X20.