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Apparizioni e rivelazioni, i paletti del Vaticano dopo gli eccessi del caso Medjugorje

(afp)
Non verrà più dichiarata, se non in casi straordinari decisi dal Papa, la soprannaturalità degli eventi, il vescovo, d’accordo con Roma, potrà però dare il nulla osta ai pellegrinaggi del “popolo di Dio”. Il niet alle apparizioni di Trevignano, il fattore internet
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C’è il rischio che grazie all’alone di sacralità millantatori e farabutti approfittino della credulità dei fedeli più semplici. C’è il rischio che il veggente di turno passi per santo, con la benedizione ufficiale della Chiesa, e chissà poi che combina. C’è il rischio che per accertare se si tratta o no di un evento soprannaturale passino gli anni se non i decenni. Rischi che hanno convinto papa Francesco a imprimere alla gestione delle apparizioni e delle visioni una svolta tradotta ora nelle nuove linee guida pubblicate dal dicastero per la Dottrina della fede.

L’elefante nella stanza

Gia Pio XI, si narra, ironizzava sulla moltiplicazione delle apparizioni della Madonna: “Dicono che io sono il Suo vicario in terra”, è la battuta che gli viene attribuita: “Se ha qualcosa da farmi sapere, potrebbe dirlo a me”. Le ultime norme erano del 1978: prima dell’avvento di internet e prima di Medjugorje. Sono le presunte apparizioni avvenute dal 1981 nella cittadina della Bosnia Erzegovina l’el…

C’è il rischio che grazie all’alone di sacralità millantatori e farabutti approfittino della credulità dei fedeli più semplici. C’è il rischio che il veggente di turno passi per santo, con la benedizione ufficiale della Chiesa, e chissà poi che combina. C’è il rischio che per accertare se si tratta o no di un evento soprannaturale passino gli anni se non i decenni. Rischi che hanno convinto papa Francesco a imprimere alla gestione delle apparizioni e delle visioni una svolta tradotta ora nelle nuove linee guida pubblicate dal dicastero per la Dottrina della fede.

L’elefante nella stanza

Gia Pio XI, si narra, ironizzava sulla moltiplicazione delle apparizioni della Madonna: “Dicono che io sono il Suo vicario in terra”, è la battuta che gli viene attribuita: “Se ha qualcosa da farmi sapere, potrebbe dirlo a me”. Le ultime norme erano del 1978: prima dell’avvento di internet e prima di Medjugorje. Sono le presunte apparizioni avvenute dal 1981 nella cittadina della Bosnia Erzegovina l’elefante nella stanza delle nuove procedure. A Medjugorje la devozione si è mescolata col business e le pulsioni nazionaliste dell’ex Iugoslavia, i giovani veggenti sono finiti nell’orbita di personaggi quanto meno discutibili, il miracoloso è trascolorato nel miracolistico. Benedetto XVI ha creato una commissione, guidata dal cardinale Camillo Ruini, che ha consegnato a Francesco un rapporto, tuttora secretato, che sarebbe molto severo. Può darsi, il succo dell’indagine, che all’inizio qualcosa di vero ci fosse, poi il dubbio cresce – ma nel frattempo Medjugorje era diventata un fenomeno mondiale. Che Jorge Mario Bergoglio, però, non ha stroncato. Non ha mai certificato la soprannaturalità delle apparizioni, ha anzi pubblicamente ironizzato sulla “Madonna postina”, che secondo i veggenti consegnerebbe loro messaggi sempre alla stessa ora, ma ha autorizzato ufficialmente i pellegrinaggi. Perché a Medjugorje, ha avuto a spiegare, “c’è gente che si converte”.

Tornare all’antico

E’ questo il calco delle nuove norme. In America latina Bergoglio, molto devoto di Maria, ha toccato con mano, da confessore, storie di conversione, di speranza ritrovata, di guarigioni. La devozione popolare, per Bergoglio, va valorizzata – e purificata. Può sembrare curioso che la Chiesa autorizzi il culto di un’apparizione che potrebbe in realtà essere molto umana… ma, ha ricordato in conferenza stampa il cardinale Victor Manuel Fernandez, anche a Guadalupe, Lourdes o Fatima la Chiesa non ha certificato ufficialmente la soprannaturalità delle visioni.

Discernimento e frutti

“Per non procrastinare oltre la risoluzione di un caso specifico relativo ad un evento di presunta origine soprannaturale”, scrive nell’introduzione il cardinale Victor Manuel Fernandez, “il Dicastero ha recentemente proposto al Santo Padre di chiudere il relativo discernimento non con una dichiarazione de supernaturalitate, ma con un Nihil obstat, che avrebbe permesso al Vescovo di trarre profitto pastorale da quel fenomeno spirituale. A questa dichiarazione si è giunti dopo aver valutato i diversi frutti spirituali e pastorali e l’assenza di criticità importanti nell’evento. Il Santo Padre ha considerato tale proposta come una “soluzione giusta””. Al cardinale argentino, che sta ancora perfezionando il suo italiano, è scappata, nel corso della conferenza stampa, anche una parolaccia: “Chi ha un carisma di guarigione pecca e continua a curare ma non vive nella grazia santificante. Certo è che se non vive nella grazia santificante è più facile che faccia delle cazzate”.

Luce verde, rossa, gialla

Le nuove norme forniscono ai vescovi procedure dettagliate, tanto più necessarie a causa dell’avvento di internet (“Con l’avvento dei moderni mezzi di comunicazione, tali fenomeni possono attirare l’attenzione o suscitare la perplessità di numerosi credenti e la loro notizia può diffondersi assai rapidamente”). Viene arricchito l’elenco delle spie che devono far scattare l’allarme (errori dottrinali, psicopatologie, derive settarie, abusi, truffe economiche). Se non può gestire la cosa in modo semplice e informale, il vescovo deve consultarsi con Roma (così è avvenuto, ad esempio, per la recente bocciatura delle apparizioni della Madonna a Trevignano romano, con annessa moltiplicazione degli gnocchi), che guadagna così un ruolo centrale. David Murgia, autore di un recente “viaggio tra santi, veggenti e cialtroni” (“Il segno di Giona”, edizioni Il Pellegrino), si domanda se procedure così minute alla fine faranno diminuire o aumentare i sedicenti veggenti. L’ex Santo Uffizio indica sei possibili verdetti, dal semaforo rosso, Constat de non supernaturalitate, quando l’inganno è palese, al semaforo verde, Nihil obstat, e in mezzo una serie di misure intermedie, a seconda della gravità dei dubbi (Prae oculis habeatur, ossia da tenere d’occhio, Curatur, cioè da curare, Prohibetur et obstruatur, da proibire). Non c’è più con certezza, il bollino della soprannaturalità (Constat de supernaturalitate): solo il Papa può farlo, in casi straordinari e con grande prudenza. Come ha avuto a dire il domenicano Bruno Cadoré, del resto, non c’è peggiore eresia che far dire a Dio quel che Dio non ha mai detto.

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