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Giornata mondiale dei bambini, in 50mila all’Olimpico con il Papa. Francesco: “Al mondo serve la pace, voi potete fare una rivoluzione”

(reuters)
“Se potessi fare un miracolo vorrei che tutti i bimbi fossero felici”. Scherza sulla “mano de Dios” di Maradona. Presenti bimbi giunti in Italia con i corridoi umanitari e altri provenienti da zone di guerra come l’Ucraina e la Striscia di Gaza. Domani Benigni a piazza San Pietro
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L’incontro con circa 50mila bambini questo pomeriggio allo stadio Olimpico di Roma, messa e Angelus in piazza San Pietro domani, domenica, seguiti da un monologo di Roberto Benigni. Sono i momenti clou della prima Giornata mondiale dei bambini che papa Francesco presiede oggi e domani. Presenti bambini giunti in Italia con i corridoi umanitari e altri provenienti da zone di guerra come l’Ucraina, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza che Bergoglio ha ricevuto anche questa mattina in Vaticano.

La “mano de Dios”

"Preghiamo per i bambini che non possono andare a scuola, per i bambini che sono nella guerra, per i bambini che non hanno da mangiare, per i i bambini ammalati e nessuno li cura", ha detto il Papa, che ha esortato i bambini a fare domande ai genitori sulle ingiustizie nel mondo: “Voi potete fare una rivoluzione con le vostre domande”. "Se io potessi fare un miracolo, quale sceglierei?”, ha detto rispondendo alla domanda di una bambina: “E' facile. Che tutti i bambini abbiano il…

L’incontro con circa 50mila bambini questo pomeriggio allo stadio Olimpico di Roma, messa e Angelus in piazza San Pietro domani, domenica, seguiti da un monologo di Roberto Benigni. Sono i momenti clou della prima Giornata mondiale dei bambini che papa Francesco presiede oggi e domani. Presenti bambini giunti in Italia con i corridoi umanitari e altri provenienti da zone di guerra come l’Ucraina, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza che Bergoglio ha ricevuto anche questa mattina in Vaticano.

La “mano de Dios”

"Preghiamo per i bambini che non possono andare a scuola, per i bambini che sono nella guerra, per i bambini che non hanno da mangiare, per i i bambini ammalati e nessuno li cura", ha detto il Papa, che ha esortato i bambini a fare domande ai genitori sulle ingiustizie nel mondo: “Voi potete fare una rivoluzione con le vostre domande”. "Se io potessi fare un miracolo, quale sceglierei?”, ha detto rispondendo alla domanda di una bambina: “E' facile. Che tutti i bambini abbiano il necessario per vivere, per mangiare, per giocare, per andare a scuola. Questo è il miracolo che a me piacerebbe fare. Il miracolo che tutti i bambini siano felici. Preghiamo il Signore che Lui faccia questo". Bergoglio ha anche scherzato sul mondiale vinto dall’Argentina con il goal realizzato da Diego Armando Maradona con la “mano de Dios”: “Quando la mia squadra vince sono felice”, ha detto, “ma una volta l’ha fatto con la mano e questo non è buono”. Il Papa è arrivato poco prima delle 16.45 allo stadio. Dopo il momento di accoglienza, Francesco ha risposto alle domande formulate da rappresentanti dei bambini di tutto il mondo. Nel corso del pomeriggio il Papa ha dato il calcio di inizio simbolico di una breve partita di calcio alla quale hanno partecipato bambini e calciatori famosi come Gigi Buffon. L’evento, trasmesso in mondovisione, si è concluso alle 18.30.

(agf)

Artisti allo Stadio Olimpico

Già stamane è stato inaugurato il Children’s Village al Foro italico e, dalle 12.30, lo Stadio Olimpico ha aperto le porte a bambini ed artisti. Carlo Conti ha condotto la manifestazione, dalle 15.30, iniziata con un corteo di bambini in abiti tradizionali, in rappresentanza di 101 nazioni, per portare il loro messaggio di pace. Ha poi portato il suo saluto il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, ed è seguita l’esecuzione dell’inno dell’evento, preparato dal maestro Marco Frisina ed eseguita dal coro dello Zecchino d’Oro e dalle corali della Galassia dell’Antoniano, per un totale di circa 1500 bambini cantori. Nel corso del pomeriggio si sono esibiti artisti rinomati come Renato Zero (“Ho la tremarella”, ha detto salutando il Papa), Al Bano, Orietta Berti, Carolina Benvenga, e poi spettacoli, canti, uno spettacolo del Cirque du soleil. Sono intervenuti, tra gli altri, Catherine Russell, direttore esecutivo di Unicef, Lino Banfi, il regista Matteo Garrone, con il protagonista del suo ultimo film “Io Capitano”, il senegalese Seydou Sarr.

(agf)

Angelus del Papa e monologo di Benigni

Domani, domenica 26 maggio, in piazza San Pietro, papa Francesco celebra messa alle 10,30, a mezzogiorno presiede la preghiera dell’Angelus. La messa sarà preceduta dall’ingresso di alcuni bambini in abiti tradizionali e, dopo la recita dell’Angelus, alle 12.10, Roberto Benigni darà vita a un breve monologo che concluderà la giornata.

I bambini dalle zone di guerra

L’evento “ravviva speranza, perché le nuove generazioni rappresentano il futuro della Chiesa e della società”, ha detto il cardinale José Tolentino de Mendonca: i bambini “fanno appello alla nostra responsabilità: valori della libertà, del rispetto reciproco e della solidarietà possono essere trasmessi fin dalla più tenera età”. Padre Enzo Fortunato, coordinatore dell’evento, ha voluto ringraziare pubblicamente “Roberto Benigni e tutti coloro che hanno deciso di lavorare e donare il loro tempo e il loro talento ai bambini di tutto il mondo. Desidero ringraziare i più piccoli presenti alla due giorni e coloro che da lontano, grazie alla diretta in mondo visione dei Media Vaticani, alla stampa internazionale e al supporto del Dicastero della Comunicazione, potranno essere vicini al Papa e a questo storico evento”, patrocinato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e coordinata da padre Fortunato in collaborazione con Aldo Cagnoli, la Comunità di Sant’Egidio e la Cooperativa Auxilium. “Per lo stadio abbiamo una presenza limitata, non possiamo andare oltre ai 70mila bambini”, ha spiegato il francescano: “per piazza San Pietro non c’è invece questo limite”. Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha evidenziato in conferenza stampa il tema della pace, emerso attraverso disegni, lettere ed elaborati realizzati dagli stessi bambini, i quali ripetono con insistenza il messaggio che solo Papa Francesco può aiutare l’umanità a riconciliarsi con se stessa. Impagliazzo ha poi spiegato che molti dei piccoli presenti sono arrivati in Italia attraverso i corridoi umanitari. Alcuni di loro provengono dalla Repubblica Democratica del Congo, altri dall’Afghanistan, altri ancora dalla Siria. Tra di loro ci sono bambini dai 7 agli 11 anni che non sono mai andati a scuola, perché nati in un campo profughi, in Uganda, Kenya, Libano o in Etiopia; ma anche ucraini che sono ospiti di famiglie della Sant’Egidio e delle parrocchie italiane fin dall’inizio della guerra. Sarà presente anche una delegazione da Gaza, con alcuni bambini feriti, arrivati grazie alla missione umanitaria del governo italiano e accolti dalla stessa Comunità.

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