Benigni show in Vaticano, bacia il Papa e gli dice: “Facciamo un campo largo, scriviamo ‘detto Francesco’”
di Iacopo Scaramuzzi"Sapete che tutti chiedono ai bambini cosa vuoi fare da grande e tutti dicono l’astronauta, il calciatore, il cantante, io io rispondevo, serio serio: il Papa e tutti a ridere. Si sbellicavano dal ridere e allora ho deciso di fare il comico, se invece di ridere si fossero inginocchiati avrei fatto il Papa, sarebbe stato pericoloso. Ve lo immaginate?”: così Roberto Benigni nel suo monologo in piazza San Pietro davanti al Papa per la Giornata mondiale dei bambini. “Quasi quasi alle prossime elezioni mi presento anch’io: quando sono le prossime elezioni?”, ha proseguito Benigni rivolto a Bergoglio: “Non dopo di lei, insieme a lei! Ci mettiamo insieme e facciamo, come si dice, il campo largo, mettiamo sulla scheda Jorge Mario Bergoglio detto Francesco, vinciamo subito, una bella idea!””.
In prima fila sul sagrato ci sono la premier Giorgia Meloni, accanto alla quale è seduta la figlia Ginevra, e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Il Papa prima della messa ha salutato brevemente la prem…
"Sapete che tutti chiedono ai bambini cosa vuoi fare da grande e tutti dicono l’astronauta, il calciatore, il cantante, io io rispondevo, serio serio: il Papa e tutti a ridere. Si sbellicavano dal ridere e allora ho deciso di fare il comico, se invece di ridere si fossero inginocchiati avrei fatto il Papa, sarebbe stato pericoloso. Ve lo immaginate?”: così Roberto Benigni nel suo monologo in piazza San Pietro davanti al Papa per la Giornata mondiale dei bambini. “Quasi quasi alle prossime elezioni mi presento anch’io: quando sono le prossime elezioni?”, ha proseguito Benigni rivolto a Bergoglio: “Non dopo di lei, insieme a lei! Ci mettiamo insieme e facciamo, come si dice, il campo largo, mettiamo sulla scheda Jorge Mario Bergoglio detto Francesco, vinciamo subito, una bella idea!””.
In prima fila sul sagrato ci sono la premier Giorgia Meloni, accanto alla quale è seduta la figlia Ginevra, e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Il Papa prima della messa ha salutato brevemente la premier. Secondo stime del Vaticano in piazza San Pietro sono presenti 50mila persone.
Benigni, show dal Papa: chiama Meloni "Signor presidente", dà un bacio a Francesco e gli propone "il campo largo"
Un tango e un bacio
Benigni ha esordito salutando “tutti i bambini e le bambine, un saluto affettuoso ai bambini malati, saluto i babbi e le mamme, i nonni le nonne, tutti i cardinali e tutte le persone importanti che sono qua, saluto il sindaco di Roma Gualtieri, il signore presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quelli importanti li ho salutati tutti, c’è qualcun altro di importante da salutare qui in questa piazza…? Santità! Lei qui a portata di mano e a portata di cuore, avrei voglia di venire lì a stringerla, a baciarla, lei è argentino e potrei ballare un tango qua davanti! Sa che prima di entrare mi si sono avvicinate due guardie svizzere e mi hanno detto: “Lei può fare qualsiasi cosa, solo una cosa non può fare, non può toccare il Papa”... ora io da quando me l’hanno detto ho voglia di fare solo quello, sapete quando vi dicono una cosa e voi bambini volete fare proprio quella, come Adamo ed Eva quando hanno detto loro di non mangiare la mela e loro zac! Un bacio glielo posso dare? A che servono i baci se non si danno? Le do un bacio da parte di tutti loro”, ha detto il comico toscano che è poi salito sul sagrato per abbracciare il Papa, che lo ha ringraziato.
“Un Papa donna, se ne parlerebbe sulla luna”
"Chi ci sarà qui in mezzo a voi?”, ha domandato Benigni alla folla di bambini, “magari c’è un nuovo Michelangelo che farà una cupola bella come questa, o un nuovo Galileo o tra le bambine ci sarà la nuova Rita Levi Montalcini che vincerà un altro Nobel o magari un Papa, due o tre Papi, tutto è possibile tra cinquant’anni: chi di voi vorrebbe fare il Papa”, ha domandato il comico, “Santità – ha proseguito – qui ce ne sono una ventina una trentina, bisogna allargare il Vaticano! Guardate che qui è lo Stato vaticano, è il Regno di Dio e tutto è possibile, magari un africano, il primo Papa africano della storia, o asiatico, o di un quartiere di Roma, da Testaccio, “c’avemo il papa di Testaccio”, o una bambina... il primo Papa donna della storia, ne parlerebbero sulla luna!”. Ai bambiini presenti, Benigni ha domandato: “Sapete chi è il più piccolo di tutti? Papa Francesco, ha 3 anni e tanti tanti giorni… si vede che è puro, ora perché è mezzogiorno ma se venite a mezzanotte si illumina tutto, ha una luce attorno, come Campanellino di Peter Pan, ha la polvere di fata, anzi la polvere di Papa, è tutto luminscente… è un bambino come voi, il Papa, è la prima festa dei bambini di tutto il mondo a chi è venuta in mente? A Papa Francesco, perché il Papa ama i bambini, è un bambino pure lui”.
“La guerra, il più stupido dei peccati”
"Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro, costruite un mondo migliore che noi non ci siamo riusciti”, ha detto Benigni ai bambini, raccomandando loro di leggere fiabe e storie per avere parole necessarie a vivere bene, ed ha citato la predicazione di Gesù: “L’unica cosa sensata che ho sentito dire nella mia vita l’ha detta Gesù”, ha detto citando il discorso evangelico della montagna: “Siate profondamente buoni, la vita è amore conoscenza e compassione infinita per il dolore dell’umanità, prendetevi voi cura del mondo, amate chiunque sia a vostra portata di mano. Non aspettate che il mondo si prenda cura di voi, prendetevi voi cura del mondo, amate chiunque sia a vostra portate di mano, amate, lo sapete cosa è l’amore che lo siete, i bambini sono amore diventato visibile! E lo sanno i vostri genitori che vi hanno cullato piccoli piccoli. Solo che noi sappiamo che molto spesso il mondo è governato da gente che non sa cosa è la misericordia e cosa è l’amore e che commettete il più stupido dei peccati, la guerra: sentite come è brutta questa parola, qui davanti a voi in questa piazza non la si può ascoltare, dobbiamo porre fine a questa cosa. Io vedo che quando i bambini giocano alla guerra, appena uno si fa male si fermano, fine del gioco: ma perché al primo bambino che soffre, al primo bambino che che si fa male non si fermano? Ma perché, ma che vigliaccheria è questa? Deve finire la guerra deve finire! Ce la dobbiamo dimenticare, deve finire, voi mi direte che è un sogno, una fiaba, ma come ha detto Gianni Rodari le fiabe possono diventare realtà”. Il problema, ha proseguito il regista del film La vita è bella, “è trovare le parole giuste: per esempio nessuno ha trovato la parola magica per fermare la guerra, apriti sesamo guerra, eppure quella parola c’è: io sono sicuro che fra di voi uno troverà la parola per fermare la guerra per sempre, lo so, lo sento, quella parola esiste, uno di voi la deve trovare, la troverà: la dobbiamo cercare tutti insieme, in tutte le lingue, e la troveremo. Dobbiamo solo aiutarvi a cercarla, amandovi, scrivendo storie, raccontandovi storie che vi facciano ridere: perché non c’è niente di più bello al mondo di una risata di un bambino. E se un giorno tutti i bambini del mondo rideranno insieme”, ha detto Benigni, “sarà il giorno più bello della storia del mondo”.
Il dialogo con i bambini
Pregare insieme “per il mondo intero e soprattutto per la pace", ha detto prima dello show di Benigni papa Francesco alla messa in piazza San Pietro che conclude la Giornata mondiale dei bambini. Bergoglio ha messo da parte il testo preparato per l’omelia ed ha parlato a braccio interagendo con la folla di bambini che si trova all’interno del colonnato berniniano e che ha risposto in coro. “Cari bambini, care bambine, siamo qui per pregare, pregare insieme, pregare Dio, d’accordo? E preghiamo Dio, Dio padre, Dio figlio e Dio Spirito Santo: quanti Dii sono? Uno in tre persone. Il padre, e quando preghiamo il padre qual è la preghiera? Il padre nostro, chiediamo a Dio che ci accompagni nella vita e ci faccia crescere. E qual è il nome del figlio? Gesù, preghiamo Gesù perché sia vicino a noi. E’ vero che Gesù perdona tutto? Sempre perdona tutto? Sempre sempre sempre? E se c’è un uomo o una donna con tanti peccati, Gesù li perdona? Sì! Il problema è chi è lo Spirito Santo? Non è facile… perché lo Spirito Santo è Dio dentro di noi, lo riceviamo nel battesimo, è quello che ci accompagna nella vita: lo diciamo tutti insieme, lo Spirito Santo ci accompagna nella vita. E poi noi cristiani abbiamo una mamma in cielo, come si chiama? Voi sapete pregare la Madonna?”. Papa Francesco ha concluso l’omelia invitando i bambini a pregare in particolare “per i genitori, per i nonni” e poi “per i bambini ammalati” e “soprattutto per la pace, perché non ci sia la guerra”.
Benigni in piazza San Pietro
La prima Giornata mondiale del bambino si è aperta ieri con una manifestazione presieduta da Bergoglio allo stadio Olimpico, alla presenza di circa 50mila persone, e con la partecipazione di Renato Zero, Lino Banfi, Matteo Garrone, Orietta Berti, Al Bano, Gigi Buffon, e si conclude oggi, dopo l’Angelus del Papa, con un monologo di Roberto Benigni in piazza San Pietro. Il Papa ha annunciato che la prossima Giornata mondiale dei bambini sarà a settembre del 2026.