Autovelox, domande e risposte sul decreto Salvini: ai Comuni 12 mesi per adeguarsi. “Ma dovrebbero spegnerli subito”
di Luigi GaetaniNel momento in cui il decreto entrerà in vigore, cosa accadrà agli autovelox non a norma? Verranno spenti o continueranno a fare multe?
Il testo concede ai sindaci un anno per mettere a norma i dispositivi, che alla fine di questo periodo saranno «disinstallati sino all’adeguamento alle disposizioni del presente decreto». Il che vuol dire che in quei 12 mesi le multe saranno ancora valide. Tuttavia, spiega Luigi Altamura, comandante dei vigili di Verona e membro del Tavolo di coordinamento delle polizie locali dell’Anci, «se un Comune sa che quell’autovelox non risponde più alle caratteristiche del decreto sarebbe logico e auspicabile interrompere subito le sanzioni con quel dispositivo, in attesa che venga messo a norma. Altrimenti si presterebbe il fianco a migliaia di ricorsi». Anche perché una recente sentenza della Cassazione ha sancito che in realtà nessun autovelox è a norma.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) In arrivo il decreto sugli autovelox, ecco cosa prevede]]
Il tes…
Nel momento in cui il decreto entrerà in vigore, cosa accadrà agli autovelox non a norma? Verranno spenti o continueranno a fare multe?
Il testo concede ai sindaci un anno per mettere a norma i dispositivi, che alla fine di questo periodo saranno «disinstallati sino all’adeguamento alle disposizioni del presente decreto». Il che vuol dire che in quei 12 mesi le multe saranno ancora valide. Tuttavia, spiega Luigi Altamura, comandante dei vigili di Verona e membro del Tavolo di coordinamento delle polizie locali dell’Anci, «se un Comune sa che quell’autovelox non risponde più alle caratteristiche del decreto sarebbe logico e auspicabile interrompere subito le sanzioni con quel dispositivo, in attesa che venga messo a norma. Altrimenti si presterebbe il fianco a migliaia di ricorsi». Anche perché una recente sentenza della Cassazione ha sancito che in realtà nessun autovelox è a norma.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) In arrivo il decreto sugli autovelox, ecco cosa prevede]]
Il testo non risolve il problema dell’omologazione?
Il decreto non affronta il nodo sollevato dalla Cassazione. Nessun dispositivo in Italia è omologato, non essendo state mai emanate le regole per farlo: finché questo vulnus non sarà sanato — e Salvini ha detto che intende farlo entro l’estate con il nuovo Codice della strada — tutte le multe emesse grazie agli occhi elettronici saranno comunque impugnabili.
D’ora in poi per i Comuni diventa più difficile installare nuovi autovelox?
Sì, perché per farlo servirà sempre l’autorizzazione del prefetto. Anche l’uso dei dispositivi “mobili” — quelli montati su treppiedi ai lati delle strade e presidiati dalla polizia locale — con il nuovo testo dovrà essere coordinato con la prefettura, mentre prima i sindaci potevano agire in autonomia. I Comuni dovranno dimostrare che sul tratto di strada dove vogliono posizionare un nuovo occhio elettronico c’è un alto tasso di incidenti, fornendo «un’accurata analisi del numero, della tipologia e, soprattutto, delle cause».
È un colpo al progetto delle “città a trenta all’ora”?
Il ministro dei Trasporti ha spiegato che «la velocità rilevata dagli autovelox sarà parametrata a quella prevista dal codice per ciascuna tipologia di strada, ossia 50km nei centri urbani». Il che significa che — a parte le strade ciclabili e i percorsi ciclopedonali — i Comuni non potranno posizionare occhi elettronici nelle zone dove il limite è fissato a 30 all’ora. Sono previste deroghe solo in casi molto specifici, come in caso di «criticità di tracciato plano-altimetrico».