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Autovelox non omologati, è mistero sul numero di quelli attivi. Col decreto Salvini cosa succederà alle multe?

Un dispositivo su cinque non è a norma. I sindaci possono metterli a norma entro un anno. Ma la nuova legge non affronta il problema dell’omologazione
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La stretta sugli autovelox è legge. Il nuovo decreto, fortemente voluto da Matteo Salvini, fissa regole più rigide sugli apparecchi di rilevamento della velocità. D'ora in poi i Comuni avranno sempre bisogno dell’autorizzazione del prefetto per piazzare nuovi dispositivi, anche nel caso di quelli “mobili”, cioè quelli montati su treppiedi ai lati delle strade e presidiati dalla polizia locale. I sindaci potranno continuare a usarli in autonomia solo nei casi di “contestazione immediata” (cioè quando l'automobilista viene fermato subito da una pattuglia). Norme più stringenti anche su limiti e segnali. In città, per esempio, niente occhi elettronici nelle zone dove il limite è inferiore ai 50 km all’ora. Sulle strade extraurbane il cartello che avvisa della presenza di un autovelox dovrà essere posto almeno un chilometro prima, mentre tra due diversi dispositivi dovrà esserci una distanza minima di 4 chilometri in autostrada, 3 km sulle strade extraurbane principali e mille metri sulle…

La stretta sugli autovelox è legge. Il nuovo decreto, fortemente voluto da Matteo Salvini, fissa regole più rigide sugli apparecchi di rilevamento della velocità. D'ora in poi i Comuni avranno sempre bisogno dell’autorizzazione del prefetto per piazzare nuovi dispositivi, anche nel caso di quelli “mobili”, cioè quelli montati su treppiedi ai lati delle strade e presidiati dalla polizia locale. I sindaci potranno continuare a usarli in autonomia solo nei casi di “contestazione immediata” (cioè quando l'automobilista viene fermato subito da una pattuglia). Norme più stringenti anche su limiti e segnali. In città, per esempio, niente occhi elettronici nelle zone dove il limite è inferiore ai 50 km all’ora. Sulle strade extraurbane il cartello che avvisa della presenza di un autovelox dovrà essere posto almeno un chilometro prima, mentre tra due diversi dispositivi dovrà esserci una distanza minima di 4 chilometri in autostrada, 3 km sulle strade extraurbane principali e mille metri sulle altre.

Gli autovelox “fuorilegge”

Ma cosa succede ora agli autovelox non più a norma? Il numero dei dispositivi funzionanti in Italia è un mistero, lo stesso ministro dei Trasporti, alla Camera, ha detto che “non esiste un censimento ufficiale”, parlando di un'ipotesi “di circa 11.300 autovelox presenti nel Paese, pari al 10 per cento del totale mondiale”. Secondo Coyote Group, una delle società leader nell'assistenza alla guida, in Italia al momento i dispositivi sarebbero oltre 12mila. Cifre esagerate e non veritiere per Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e membro del Tavolo di coordinamento dell’Anci: “Il dato citato da Salvini è una fake news. Ritengo che nel nostro Paese gli autovelox attivi siano molti meno, forse un decimo”. Comunque, una parte degli occhi elettronici al momento non è più a norma: “In Veneto, che è la realtà che conosco meglio – prosegue Altamura – posso stimare uno su cinque. Più difficile dirlo a livello nazionale, ma probabilmente tra il 10 e il 20 per cento degli autovelox da oggi è irregolare”. Il decreto concede ai sindaci un anno per mettere a norma i dispositivi, che alla fine di questo periodo saranno “disinstallati sino all’adeguamento” alle nuove disposizioni.

Il nodo dell'omologazione: che succede con le multe?

Il testo, però, non affronta affatto il problema dell’omologazione, sollevato di recente da una sentenza della Cassazione. Al momento nessun dispositivo in Italia è omologato, perché non sono state mai emanate le regole per farlo: finché questo nodo non sarà sciolto - e Salvini ha detto che vuole farlo entro l’estate con il nuovo Codice della strada - tutte le sanzioni fatte grazie agli autovelox saranno comunque impugnabili, indipendentemente da questo decreto. Infatti molti Comuni stanno autonomamente decidendo di silenziarli, da Trieste a Belluno, da Pesaro a Fano, per citarne solo alcuni. Ma attenzione: secondo Altamura “molti sindaci non li hanno spenti totalmente, hanno solo sospeso le verbalizzazioni”. In sostanza, gli autovelox continuano a fotografare, ma le multe per ora non scattano. Per legge, però, “i Comuni hanno novanta giorni di tempo dopo la rilevazione per verbalizzare la multa”, precisa il comandante. Quindi, se e quando Salvini riuscirà a risolvere il vulnus dell'omologazione, i Comuni potranno ricominciare a verbalizzare le multe, anche quelle relative ai tre mesi precedenti.

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