Cronaca

L’interrogatorio del femminicida, Andrea Favero: “Litigavamo, non ricordo altro. A casa ho dormito con mio figlio”

Andrea Favero

Andrea Favero

 

“Vedo lei su quel ponte che continua ad offendermi e minaccia di portarmi via il bambino, il resto è nebbia”

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PADOVA – «Io non ho memoria precisa di come si siano svolti i fatti ieri notte, ho come un vuoto, non riesco a ricordare la scena. Ricordo che eravamo a casa, abbiamo avuto anche un rapporto sessuale, poi però abbiamo cominciato a litigare e Giada si è allontanata a piedi verso il cavalcavia che passa sopra l’autostrada, che dista circa un chilometro da casa nostra». Comincia così l’interrogatorio di Andrea Favero davanti al pm Giorgio Falcone, dopo una giornata trascorsa con l’inganno della messinscena.

"Mio figlio è la mia ragione di vita”

«Ho preso l’autovettura C-Max e l’ho seguita, raggiungendola dopo pochi metri da casa e facendola risalire a bordo per portarla a casa», continua Favero, ricostruendo la loro ultima notte insieme. «Ho fatto l’inversione e nel frattempo continuavamo a litigare, nel senso che lei mi sbraitava addosso come spesso ultimamente faceva, dicendo che mi avrebbe tolto nostro figlio e non me lo avrebbe più fatto vedere. Desidero dire che mio figlio è la mia ragione di vita e sono io ad occuparmi per lo più di lui, dato che la madre se ne occupava ben poco. A quel punto siamo scesi dall’autovettura ma qui i ricordi si annebbiano. Ricordo solo che mi continuava a ripetere che mi avrebbe tolto il figlio, ma non so come ho reagito. Non ricordo se siamo saliti sul gradino della ringhiera che si affaccia sull’autostrada che funge da parapetto». Nella perquisizione in casa i poliziotti hanno trovato alcune foto della coppia strappate da Giada Zanola, dopo un furibondo litigio che risale a lunedì scorso.

OSSERVATORIO FEMMINICIDI

“Non lo avevo mai lasciato solo”

«Sono tornato a casa da solo, di quel momento non ricordo altro, so solo che ho pensato subito a mio figlio e al fatto che lo avevamo lasciato a casa da solo, cosa che non era mai successa, per cui sono tornato immediatamente a casa e mi sono steso al suo fianco", continua. “Di lì a poco lui si è svegliato e si lamentava di avere mal di gola. In questi giorni aveva avuto anche la febbre ed era rimasto a casa da scuola. In quel momento io avevo solo mio figlio nella testa e non ricordo di avere mai pensato a cosa fosse successo a Giada. Mi sono addormentato quasi subito. Non ricordo che Giada sia caduta dal parapetto, ricordo solo che continuava a offendermi e ricattarmi. Durante la notte mi sono svegliato 4 o 5 volte, perché mio figlio si lamentava». Favero ha poi parlato anche del loro rapporto: «Noi da inizio marzo vivevamo in casa da separati. Io avevo accettato qualsiasi cosa perché l’unico mio pensiero era il figlio. Ero ancora innamorato di lei e ci stavo male. Della relazione con l’altra persona mi aveva parlato lei, mostrandomi foto e chat che si scambiavano».

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