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Il ‘raro’ allineamento dei pianeti del 3 giugno: ecco cosa vedremo veramente

Non sarà il grande spettacolo a occhio nudo che da più parti viene raccontato. La luce di Giove, Mercurio e Urano sarà offuscata dall’aurora dell’alba, ma attenzione c’è la Luna “a braccetto” con Marte
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Non sarà il grande spettacolo a occhio nudo che da più parti viene raccontato. La luce di Giove, Mercurio e Urano sarà offuscata dall’aurora dell’alba, ma attenzione c’è la Luna “a braccetto” con Marte

Da più parti si parla di un “raro allineamento dei pianeti” il 3 giugno, una “parata” che vedrà come protagonisti Mercurio, Giove, Marte, Urano, Nettuno e Saturno. Utenti social e pagine web poco informate hanno rilanciato una notizia ingigantita e spettacolarizzata su ciò che si vedrà nei prossimi giorni in prossimità dell’alba. Il che non è una scusa per non guardare con interesse al cielo che, ogni notte, offre spunti affascinanti.

La luce dei pianeti allineati sarà offuscata o cancellata da quella dell’aurora - Credits: software Stellarium 

I pianeti visibili a occhi nudo

Si cominci da quali pianeti saranno visibili a occhio nudo. In termini assoluti, sono sei quelli sufficientemente grand…

Non sarà il grande spettacolo a occhio nudo che da più parti viene raccontato. La luce di Giove, Mercurio e Urano sarà offuscata dall’aurora dell’alba, ma attenzione c’è la Luna “a braccetto” con Marte

Da più parti si parla di un “raro allineamento dei pianeti” il 3 giugno, una “parata” che vedrà come protagonisti Mercurio, Giove, Marte, Urano, Nettuno e Saturno. Utenti social e pagine web poco informate hanno rilanciato una notizia ingigantita e spettacolarizzata su ciò che si vedrà nei prossimi giorni in prossimità dell’alba. Il che non è una scusa per non guardare con interesse al cielo che, ogni notte, offre spunti affascinanti.

La luce dei pianeti allineati sarà offuscata o cancellata da quella dell’aurora - Credits: software Stellarium 

I pianeti visibili a occhi nudo

Si cominci da quali pianeti saranno visibili a occhio nudo. In termini assoluti, sono sei quelli sufficientemente grandi o vicini, quindi abbastanza luminosi, da essere osservati senza strumenti: Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno e (tecnicamente e con molta difficoltà, perché richiede un cielo molto buio) Urano. Il 3 giugno (ma è una data poco significativa, la riprendiamo solamente perché è quella riportata nelle cronache spettacolarizzate degli ultimi giorni) tutti questi tranne Venere si troveranno insieme sopra l’orizzonte nelle ore notturne con la possibilità di essere visti, nell’ora che precede l’alba. Sarebbe una circostanza degna di nota, ma bisogna iniziare con i distinguo.

Giove, Mercurio e Urano persi nell’aurora

Giove di per sé è molto luminoso (tra le luci della notte è superato solamente da Venere e dalla Luna) ma sarà molto basso sull’orizzonte, quindi la sua brillantezza, di solito esuberante, verrà quasi spenta da quella del Sole. A maggior ragione Mercurio: per via della sua posizione nel Sistema solare, è quasi sempre molto vicino alla nostra stella, la sua luce, inoltre, non si avvicina nemmeno alla potenza dei pianeti più luminosi. Per vederlo nel bagliore solare servirà probabilmente un telescopio. Urano, già quasi impossibile da individuare senza almeno un binocolo in cieli non sfregiati dall’inquinamento luminoso, subirà lo stesso destino. Qualcuno ha inserito anche Nettuno in un ipotetico sestetto, sbagliando, perché nonostante si trovi in fila assieme agli altri, la luminosità apparente del pianeta più lontano dal Sole è ben sotto la soglia minima per essere percepito a occhio nudo.

Mercurio protagonista in giugno

Secondo l’Unione astrofili italiani, alla fine del mese di giugno e l’inizio di luglio sarà invece un periodo migliore per osservare Mercurio, che arriverà a tramontare un’ora dopo il Sole. Giove diventerà sempre meglio visibile, invece, col passare dei mesi. Si troverà tutto l’anno nella costellazione del Toro, è quindi appena uscito dalla congiunzione col Sole (il momento in cui il pianeta è in corrispondenza della nostra stella in cielo e quindi invisibile), e sarà sempre più brillante nel corso dell’estate poco distante dall’ammasso delle Pleiadi.

Chi c’è per davvero: Marte, Saturno e Luna

Veniamo ai pianeti che sarà invece possibile osservare senza difficoltà. Saturno avrà la parte più lunga, sorgendo poco dopo le 2.10 e restando visibile per tutta la seconda parte della notte, ma non sarà al massimo della sua brillantezza. Marte sorgerà attorno alle 3.30. Non sarà particolarmente luminoso però, perché ci troviamo ancora piuttosto lontano dalla sua opposizione, cioè il momento in cui si trova all’opposto del Sole, visto dalla Terra, e che coincide pressapoco con la minima distanza da noi e quindi della sua massima osservabilità. Sarà però ben riconoscibile per il suo colore rosso e accompagnato da una sottile falce di Luna. È forse questo l’angolo di cielo più affascinante di questo primo “episodio” di cielo estivo. Il nostro satellite naturale sarà prossimo al novilunio e potrebbe vedersi anche il fenomeno tipico della luce cinerea, cioè la parte in oscurità della Luna rischiarata dalla luce solare proiettata, riflessa, su di essa dalla Terra.

L’allineamento “raro”

Vale la pena anche spendere due parole sugli allineamenti definiti “rari”, una specie di eredità di suggestione astrologica. I pianeti sono “naturalmente” allineati, discostandosi generalmente di poco dall’eclittica (il piano su cui vediamo transitare il Sole) quindi, quando si presentano insieme, sono spesso in fila sulla volta celeste. Non è dunque “raro” vedere diversi pianeti allineati. Ci sono però episodi notevoli quando se ne possono ammirare quattro o cinque, come nel 2018, o nel 2022 quando, questa sì circostanza più infrequente, si presentarono tutti quanti in ordine di distanza dal Sole (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno più Urano e Nettuno). Ancora prima, nel 2016, si erano visti tutti insieme.

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