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Ddl sicurezza, emendamento della Lega: sugli agenti armati indagherà l’Avvocatura, non il pm. Opposizioni sul piede di guerra

La conseguenza è anticostituzionale: stabilire una giurisdizione diversa per una categoria di cittadini
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L'intento è evidente: sottrarre alla magistratura inquirente l'esercizio dell'azione penale nei confronto di appartenenti alle forze dell'ordine a cui dovessero essere contestati reati che riguardano l’uso delle armi o di altro strumento di coercizione durante il servizio. La conseguenza decisamente anticostituzionale: stabilire una giurisdizione diversa per una categoria di cittadini.

Eccola l'ultima follia, ancora a firma leghista, che la maggioranza tenta di infilare nelle pieghe del disegno di legge sicurezza a firma Nordio-Piantedosi che prevede già ulteriori tutele per le forze dell'ordine e pene più pesanti per chi commette i reati di violenza nei loro confronti o anche solo di resistenza a pubblico ufficiale.

Uno ‘status’ speciale per gli agenti

Ma qui si va ben oltre. Con un emendamento a firma Igor Iezzi e Laura Ravetto, il centrodestra propone di sottrarre al pubblico ministero le indagini su eventuali reati contestati alle forze dell'ordine e affidare all'avvocatura dello …

L'intento è evidente: sottrarre alla magistratura inquirente l'esercizio dell'azione penale nei confronto di appartenenti alle forze dell'ordine a cui dovessero essere contestati reati che riguardano l’uso delle armi o di altro strumento di coercizione durante il servizio. La conseguenza decisamente anticostituzionale: stabilire una giurisdizione diversa per una categoria di cittadini.

Eccola l'ultima follia, ancora a firma leghista, che la maggioranza tenta di infilare nelle pieghe del disegno di legge sicurezza a firma Nordio-Piantedosi che prevede già ulteriori tutele per le forze dell'ordine e pene più pesanti per chi commette i reati di violenza nei loro confronti o anche solo di resistenza a pubblico ufficiale.

Uno ‘status’ speciale per gli agenti

Ma qui si va ben oltre. Con un emendamento a firma Igor Iezzi e Laura Ravetto, il centrodestra propone di sottrarre al pubblico ministero le indagini su eventuali reati contestati alle forze dell'ordine e affidare all'avvocatura dello Stato che "se non ravvisa la sussistenza del reato o la responsabilità dell'imputato chiude rapidamente il procedimento". In questo caso tutte le spese difensive sono a carico dello Stato. Al pm restano solo gli atti urgenti. Una formulazione che palesa l'obiettivo, quello di garantire una rapida via d'uscita agli appartenenti delle forze dell'ordine coinvolti in indagini.

Opposizioni sul piede di guerra

Una norma che ovviamente sta scatenando le reazioni delle opposizioni. "Siamo alla follia - dice il deputato di Avs Filiberto Zaratti - Una norma del genere introdurrebbe un regime speciale nel quale l'Avvocatura dello Stato avrebbe il potere di accertare la legittimità dell'azione contestata. Questo potere infatti, secondo la nostra Costituzione, spetta solo alla magistratura. Gli agenti - aggiunge - diventerebbero cittadini speciali con protezioni speciali e, in definitiva, i torturatori di Stefano Cucchi avrebbero assistenza legale e spese pagate dallo Stato". "L'emendamento della Lega che sottrae al pubblico ministero la possibilità di indagare sull'uso illegittimo delle armi è una delle tante norme scandalose che la destra vuole far passare con questo ddl. Una norma palesemente incostituzionale che contrasteremo in Parlamento", afferma il responsabile Sicurezza del Pd, ex viceministro dell'Interno, Matteo Mauri.

Cosa prevede la norma

Secondo l'emendamento, il pm non appena venga informato della notizia di reato commessa da agenti in servizio, dovrà avvertire immediatamente il Procuratore generale. E quest'ultimo dovrà informare subito il comando del corpo dal quale dipendono gli agenti che, a sua volta, dovrà avvertire l'Avvocatura dello Stato. Spetterà a quest'organo, poi, svolgere tutti gli accertamenti del caso anche ricorrendo "all'opera di consulenti tecnici".

Un disastro

Di più, se dovesse essere approvato con effetto retroattivo l'emendamento, per il principio del "favor rei", dunque della norma più favorevole all’imputato, potrebbe cambiare le carte in tavola anche in gravi procedimenti in corso come quello per le violenze contestate agli agenti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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