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Tragedia del Natisone, si indaga sugli errori dei soccorsi. L’elicottero più vicino partito troppo tardi

(ansa)
Martedì sarà aperta la camera ardente di Patrizia Cormos e Bianca Doros, poi mercoledì le salme partiranno verso la Romania per il rito funebre
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A un giorno dal tragico ritrovamento dei corpi delle due ragazze trascinate via dalla furia del Natisone, Bianca Doros e Patrizia Cormos, gli sforzi dei soccorritori sono adesso concentrati sull’ultimo membro ancora disperso del gruppo: il 25enne Cristian Casian Molnar.

Al lavoro ci sono 60 volontari e 58 pompieri, ma il peggioramento improvviso delle condizioni meteorologiche ha di nuovo innalzato il livello del fiume, rendendo le acque più torbide e complicando ulteriormente le ricerche. “Sono deluso oggi ci credevo, come ieri, di vedere Cristian, dobbiamo continuare”, ha detto sindaco di Premariacco, Michele De Sabata.

Nel frattempo, dietro sollecitazione dei parenti delle vittime già accertate, ci si interroga sugli errori che i soccorritori, intervenuti quella mattina del 31 maggio, potrebbero aver commesso durante il tentato salvataggio.

I dubbi sui soccorsi

Una relazione dettagliata su quanto accaduto in quei concitati minuti era già stata richiesta due giorni fa dal ministro c…

A un giorno dal tragico ritrovamento dei corpi delle due ragazze trascinate via dalla furia del Natisone, Bianca Doros e Patrizia Cormos, gli sforzi dei soccorritori sono adesso concentrati sull’ultimo membro ancora disperso del gruppo: il 25enne Cristian Casian Molnar.

Al lavoro ci sono 60 volontari e 58 pompieri, ma il peggioramento improvviso delle condizioni meteorologiche ha di nuovo innalzato il livello del fiume, rendendo le acque più torbide e complicando ulteriormente le ricerche. “Sono deluso oggi ci credevo, come ieri, di vedere Cristian, dobbiamo continuare”, ha detto sindaco di Premariacco, Michele De Sabata.

Nel frattempo, dietro sollecitazione dei parenti delle vittime già accertate, ci si interroga sugli errori che i soccorritori, intervenuti quella mattina del 31 maggio, potrebbero aver commesso durante il tentato salvataggio.

I dubbi sui soccorsi

Una relazione dettagliata su quanto accaduto in quei concitati minuti era già stata richiesta due giorni fa dal ministro con delega alla Protezione civile, Nello Musumeci, ed è stata oggi protocollata.

“Su disposizione del signor ministro, le chiedo di volere trasmettere a questo gabinetto una dettagliata relazione delle primissime attività di soccorso svolte da strutture pubbliche a favore dei tre giovani travolti dalle acque del Natisone nel pomeriggio del venerdì 31 maggio scorso. La presente richiesta riveste carattere di urgenza”, è il testo inviato dal capo di gabinetto del ministro al prefetto di Udine, Domenico Lione.

Al centro della discussione c’è prima di tutto la scelta di intervenire con un elicottero che al momento della partenza era distante centinaia di chilometri dal luogo della tragedia, all'aeroporto Marco Polo di Venezia. Lontananza che si è rivelata cruciale, dato che il velivolo è arrivato sul posto troppo tardi.

La ricostruzione dell’Sos

La prima chiamata di soccorso era partita dal cellulare, poi ritrovato, di una delle vittime: alle 13.25 di venerdì, Patrizia Cormos dice agli operatori di essere rimasta intrappolata sul greto del fiume insieme ai due amici, incapaci di tornare a riva a causa del livello dell'acqua.

L'addetto della centrale del Numero unico regionale 112 dirotta, quindi, la richiesta al Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Udine, che a sua volta invia l'equipaggio più vicino, attiva le squadre specializzate di fluviali e mette in preallarme i sommozzatori. In quel momento viene anche attivato l'elicottero situato all'aeroporto di Venezia, che inizia a predisporre il proprio piano di volo.

Pochi minuti dopo, arriva la seconda telefonata. Ancora una volta dal telefono di Cormos, che in preda al panico sollecita l’invio dei soccorsi.

L’arrivo dell’elicottero

Quando il primo elicottero ha da poco iniziato il tragitto verso il Friuli Venezia Giulia, il personale di terra dei pompieri richiede l'intervento di un secondo velivolo: un elicottero sanitario della Sores Fvg, con un tecnico del Soccorso alpino a bordo.

Quest’ultimo si trova molto più vicino al luogo della tragedia, ad appena otto minuti di distanza. Ma parte dopo diversi minuti dal primo e, come l’altro, non riesce ad arrivare in tempo. Quando sorvola il Natisone, i ragazzi sono già stati trascinati via dalla piena da un minuto e mezzo.

Domani la camera ardente

Intanto domani mattina, nella Casa funeraria di via Calvario a Udine, sarà aperta la camera ardente di Patrizia Cormos e Bianca Doros.

L'ultimo saluto alle due amiche lo si potrà portare anche mercoledì, fino alle 16, quando è prevista la preghiera con il rito ortodosso. Al termine, le salme partiranno alla volta della Romania, dove verrà celebrato il rito funebre e si procederà all'inumazione.

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