Meloni conferma l’inchiesta di Repubblica: “La criminalità organizzata si è infiltrata nel decreto flussi”. E sorprende Melillo con un esposto alla Direzione nazionale antimafia
di Alessandra ZinitiIl decreto flussi, che nelle intenzioni del governo, dovrebbe consentire l’ingresso legale di 450.000 lavoratori in Italia nei prossimi tre anni, è già finito nelle mani delle organizzazioni criminali. Lo aveva denunciato Repubblica nelle scorse settimane e oggi la premier Giorgia Meloni è andata personalmente alla Direzione nazionale antimafia a presentare un inconsueto esposto per chiedere al procuratore Melillo l’apertura di un’inchiesta.
"Stamattina mi sono recata dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo per consegnare un esposto sui flussi di ingresso in Italia di lavoratori stranieri avvenuti negli ultimi anni avvalendosi del cosiddetto decreto flussi – ha annunciato la premier in Consiglio dei ministri – i flussi regolari di immigrati per ragioni di lavoro vengono utilizzati come canale ulteriore di immigrazione irregolare".
I dati allarmanti sulla provenienza delle richieste
Ad allarmare il governo innanzitutto i para…
Il decreto flussi, che nelle intenzioni del governo, dovrebbe consentire l’ingresso legale di 450.000 lavoratori in Italia nei prossimi tre anni, è già finito nelle mani delle organizzazioni criminali. Lo aveva denunciato Repubblica nelle scorse settimane e oggi la premier Giorgia Meloni è andata personalmente alla Direzione nazionale antimafia a presentare un inconsueto esposto per chiedere al procuratore Melillo l’apertura di un’inchiesta.
"Stamattina mi sono recata dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo per consegnare un esposto sui flussi di ingresso in Italia di lavoratori stranieri avvenuti negli ultimi anni avvalendosi del cosiddetto decreto flussi – ha annunciato la premier in Consiglio dei ministri – i flussi regolari di immigrati per ragioni di lavoro vengono utilizzati come canale ulteriore di immigrazione irregolare".
I dati allarmanti sulla provenienza delle richieste
Ad allarmare il governo innanzitutto i paradossi sulle regioni di provenienza della maggior parte delle richieste per lavoratori stranieri, il Mezzogiorno, zone del Paese in cui ci sono meno imprese e un tasso di disoccupazione più elevato.
"Dal monitoraggio sui flussi – ha spiegato la premier – emergono dati allarmanti, da alcune regioni, su tutte la Campania, abbiamo registrato un numero di domande di nulla osta al lavoro per extracomunitari, durante il click day, totalmente sproporzionato rispetto al numero dei potenziali datori di lavoro, siano essi singoli o imprese", ha detto la premier – sui permessi per lavoro stagionale, cioè per lavoro in campo agricolo o turistico-alberghiero, nel 2023, su un totale di 282.000 domande, 157.000 arrivano dalla Campania, mentre 20.000 arrivano dalla Puglia”.
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Solo il 30% di chi entra poi ottiene il contratto di lavoro
Ma a preoccupare ancor di più è che poi solo una parte degli stranieri che ottengono il visto, meno del 30% secondo una recente indagine di Ero Straniero, ottiene il regolare contratto di lavoro. Tutti gli altri entrano in Italia con regolare visto e poi restano senza lavoro e senza permesso di soggiorno. Finiscono di fatto nelle mani di organizzazioni criminali che – come risulta da alcune indagini di procure italiane – chiedono il pagamento di una tangente di circa 1.500 euro a questi lavoratori per includerli nelle liste di chi può ottenere il visto per lavoro.
Troppi lavoratori in arrivo dal Bangladesh
C’è poi un altro indice di rischio, ed è quello della provenienza. La maggior parte dei lavoratori stranieri che avrebbero beneficiato delle quote flussi arrivano dal Bangladesh. “L'ipotesi di infiltrazioni criminali -sottolinea Meloni - sembra avvalorata dal fatto che la stragrande maggioranza degli stranieri entrati in Italia negli ultimi anni avvalendosi del 'Decreto Flussi' proviene da un unico Stato, il Bangladesh, dove le autorità diplomatiche parlano di fenomeni di compravendita dei visti per motivi di lavoro". "I bengalesi, ricordo, sono anche la prima nazionalità di immigrazione illegale nei primi cinque mesi di quest'anno, e questo presuppone un collegamento forte tra organizzazioni criminali che operano nel paese di partenza e organizzazioni criminali che operano nel paese di arrivo".
Il governo rivedrà le procedure
Inchieste della magistratura a parte, Giorgia Meloni annuncia che il governo rivedrà le procedure di ingresso per colmare i vulnus che hanno consentito alle organizzazioni criminali di infiltrarsi.
"Abbiamo già ipotizzato le iniziative da prendere – ha annunciato la premier - sia di ordine legislativo, sia di ordine amministrativo perché ci troviamo di fronte a un meccanismo di frode e di aggiramento delle dinamiche di ingresso regolare, con la pesante interferenza del crimine organizzato, che dobbiamo fermare e correggere, esattamente come abbiamo fatto, e stiamo facendo, per il superbonus edilizio e per il reddito di cittadinanza".
Gli aspetti su cui intervenire "sono quelli della verifica delle domande di nulla osta al lavoro, del meccanismo del click day, della definizione delle quote, del rafforzamento dei canali di ingresso speciali, e più in generale della collaborazione con le associazioni di categoria”.