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Tomme Vee, dal Grande Fratello alla vita vera: “Il GF mi ha portato fama ma voglio essere riconosciuto per ciò che faccio, non per come appaio. A mia figlia non lo consiglierei”

Tommaso Vianello oggi ha 50 anni, vive a Venezia con le figlie e la compagna, fa il dj e ha un nuovo progetto in cantiere: “Ora sì che sono felice. Ho smesso di pensare al futuro. La vita mi ha insegnato che le cose succedono”
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"Essere così famoso per non aver fatto niente, diventare di tendenza solo perché è la tv che ti mostra. Oggi non rifarei mai il Grande Fratello e non lo consiglierei a mia figlia". Tommy Vee 20 anni dopo è un uomo che ha ripreso in mano la sua vita e il suo mestiere. Tommaso Vianello, il dj veneziano figlio di commercianti ambulanti di Canneregio, a 50 anni compiuti, ha messo radici lì dove è nato e cresciuto.

Vive a Venezia in un attico sopra il ponte delle Guglie, continua a fare musica e, nel frattempo, è diventato anche padre. "La prospettiva di vita vera l'ho trovata molto lontana dal mondo dello spettacolo. Ho messo su famiglia con Greta, una ragazza conosciuta dopo un battibecco sui social: viviamo con Penelope, la nostra bambina di due anni e mezzo, e con Bianca, quindicenne. Ora sì che sono felice".

Tommy Vee si contendeva lo scettro del belloccio con Ascanio, golfista tatuato di discendenza nobile. Uscì dopo 9…

"Essere così famoso per non aver fatto niente, diventare di tendenza solo perché è la tv che ti mostra. Oggi non rifarei mai il Grande Fratello e non lo consiglierei a mia figlia". Tommy Vee 20 anni dopo è un uomo che ha ripreso in mano la sua vita e il suo mestiere. Tommaso Vianello, il dj veneziano figlio di commercianti ambulanti di Canneregio, a 50 anni compiuti, ha messo radici lì dove è nato e cresciuto.

Vive a Venezia in un attico sopra il ponte delle Guglie, continua a fare musica e, nel frattempo, è diventato anche padre. "La prospettiva di vita vera l'ho trovata molto lontana dal mondo dello spettacolo. Ho messo su famiglia con Greta, una ragazza conosciuta dopo un battibecco sui social: viviamo con Penelope, la nostra bambina di due anni e mezzo, e con Bianca, quindicenne. Ora sì che sono felice".

Tommy Vee si contendeva lo scettro del belloccio con Ascanio, golfista tatuato di discendenza nobile. Uscì dopo 99 giorni, si qualificò quarto in quell'edizione. E come Ascanio faceva coppia (sono ancora insieme) con Katia, il dj veneziano iniziò una relazione con un'altra inquilina della casa, Carolina Marconi. "La quarta fu l'edizione del Gf più vista, un boom. Una volta, in centro a Roma, dovette intervenire la polizia per liberare me e Carolina dalla folla", racconta con la consapevolezza di non rimpiangere quei tempi.

Tommy Vee, quanto è durata l'onda lunga della fama del reality?

"Tantissimo, almeno 7 anni. In quel periodo ho annullato la mia vita. Affetti e rapporti personali, tutto a scartamento ridotto. Sentivo che non era ciò che volevo ma mi sembrava come sbattere la porta in faccia alla fortuna a non cavalcare l'onda".

Cosa faceva precisamente?

"Foto, video, canzoni, programmi televisivi. Vivevo tra Milano, Roma e Venezia. Avevo sempre cinque trolley pronti. Adrenalina ogni giorno".

Però se l'ha fatto significa che in qualche modo le piaceva.

"Io voglio essere riconosciuto da chi sa ciò che faccio, non solo da chi mi ha visto in tv. Preferisco mille volte ora che mi fanno i complimenti per il mio lavoro. Ai tempi del Grande Fratello volevano le foto insieme a me ma non sapevano nemmeno cosa facessi".

Quindi lei boccia i reality?

"La casa è stata un'esperienza forte, non mi è piaciuta ma ne custodisco il bagaglio".

Sente ancora qualcuno degli inquilini?

"Sento ancora Ascanio e Carolina ma ho mantenuto buoni rapporti con tutti. Non ho scheletri nell'armadio".

Quanto è durata la relazione con Carolina Marconi?

"Un anno e mezzo circa".

E dopo di lei?

"Ho frequentato Eleonora Pedron. Queste sono state le fidanzate ufficiali, il resto non si può dire".

Davvero se sua figlia volesse fare il Grande Fratello la sconsiglierebbe?

"E' una trashata, la tv del pianto non interessa più. E' una cosa vista e rivista. Forse le direi di concentrarsi di più sui social network, magari con performance in stile The Jackal. Non mi piacciono cose che non abbiano alla base uno studio".

C'è qualcosa che custodisce con amore di quell'esperienza?

"Certo, sono contento di aver lavorato con Maurizio Costanzo. Mi volle a Buona Domenica. Lo incuriosì il fatto che quando facevo le pulizie nella casa del Grande Fratello canticchiavo Sinatra. Così, una volta uscito, mi contattò. Era curioso di sapere il motivo per cui piacevo. Non ero il solito coatto romano: ero veneto, dj, cattolico, veneziano".

Cosa fa oggi Tommy Vee?

"Il fine settimana continuo a suonare in alcuni locali, gli altri giorni lavoro nel mio studio di registrazione. E poi mi hanno ingaggiato come direttore artistico nella spiaggia del Des Bains, al lido di Venezia".

La discoteca sta morendo?

"E' sicuramente in affanno ma il ballo no, quello non lo è. Ed è su questo che bisogna focalizzarsi. Sono la proposta e le modalità che vanno ridiscusse. Anche perché oggi i giovani viaggiano molto più di un tempo: vanno a Parigi, Londra, New York, Berlino. Quindi serve innovazione, la discoteca va nutrita. Il mondo dell'intrattenimento ha bisogno di professionalità".

Dunque lei resta a tutti gli effetti un dj?

"Non solo. Sto seguendo un progetto che si chiama "lady-j": si tratta di rintracciare donne disc jockey per dare loro visibilità. Con i social chiunque può fingersi artista e rubare spazio a chi invece lo è davvero. Abbiamo messo su una squadra di cinque professionisti: vogliamo lanciare donne che abbiano i numeri per fare questo mestiere. Le facciamo esibire in contesti importanti, diamo loro un'occasione, le mettiamo sotto i riflettori. E forse anche in tv".

Nel suo futuro cosa vede?

"Ho smesso di pensare al futuro. La vita mi ha insegnato che le cose succedono. Il futuro ti prospetta quello che ti deve prospettare. Io vorrei restare in questo ambito più tempo possibile, perché la relazione con il pubblico è una ragione di vita. Ma una cosa la so con certezza: voglio essere riconosciuto per ciò che faccio, non per come appaio".

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