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Caldo record, allarme Onu: “Non siamo in pericolo. Siamo il pericolo. L’umanità come il meteorite dei dinosauri”

(afp)
Il segretario delle Nazioni Unite Guterres: “Più tasse per le aziende dei combustibili fossili. Il petrolio dannoso come il tabacco”
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Petrolio, carbone e gas sono come il tabacco. Danneggiano l’ambiente quanto il fumo danneggia la salute umana. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto di aumentare le tasse sui combustibili fossili — da lui chiamati i «padrini del caos climatico» — vietando ogni forma di pubblicità o sussidio pubblico. Proprio come avviene nella maggior parte del mondo per le sigarette.

L’appello del segretario dell’Onu è arrivato ieri — Giornata mondiale dell’ambiente — contemporaneamente alla pubblicazione degli ultimi dati sulla (malconcia) salute del pianeta. Copernicus, l’agenzia europea per il monitoraggio del clima, ha registrato di nuovo un record di temperatura nel mondo.

Il mese di maggio 2024 è stato il più caldo fra tutti i mesi di maggio da quando esistono le misurazioni climatiche, cioè dal 1850. La temperatura del pianeta è stata più alta di 1,52 gradi rispetto all’epoca preindustriale (cioè alla media degli anni fra 1850 e 1900).

Il primato di maggio non …

Petrolio, carbone e gas sono come il tabacco. Danneggiano l’ambiente quanto il fumo danneggia la salute umana. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto di aumentare le tasse sui combustibili fossili — da lui chiamati i «padrini del caos climatico» — vietando ogni forma di pubblicità o sussidio pubblico. Proprio come avviene nella maggior parte del mondo per le sigarette.

L’appello del segretario dell’Onu è arrivato ieri — Giornata mondiale dell’ambiente — contemporaneamente alla pubblicazione degli ultimi dati sulla (malconcia) salute del pianeta. Copernicus, l’agenzia europea per il monitoraggio del clima, ha registrato di nuovo un record di temperatura nel mondo.

Il mese di maggio 2024 è stato il più caldo fra tutti i mesi di maggio da quando esistono le misurazioni climatiche, cioè dal 1850. La temperatura del pianeta è stata più alta di 1,52 gradi rispetto all’epoca preindustriale (cioè alla media degli anni fra 1850 e 1900).

Il primato di maggio non ha stupito nessuno: lo stesso record viene battuto da 12 mesi di fila. Nell’ultimo anno vissuto torridamente l’eccesso di temperatura ha toccato nel complesso 1,63 gradi.

Quasi la metà di questo gruzzolo di calore (0,75 gradi) si è accumulata negli ultimi trent’anni: il segno che il riscaldamento climatico è tutt’altro che sotto controllo. Anzi, sta accelerando.

«Non vediamo ancora segnali di inversione di tendenza», conferma Carlo Buontempo, lo scienziato italiano che guida il servizio sul cambiamento climatico di Copernicus. «Vuol dire che questa serie di mesi record verranno ricordati in futuro come relativamente freschi. Ma se riusciamo a stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera nei prossimi anni, potremo tornare ai livelli “freschi” di oggi entro la fine del secolo».

Con l’Italia alla vigilia del suo primo anticiclone africano estivo, che porterà sul Sud temperature superiori ai 30 gradi, l’India che già a maggio ha sfiorato i 50 gradi, il Messico con i rubinetti sempre più a secco e la Noaa, l’agenzia americana che si occupa di meteorologia, che prevede un’estate più calda della media, «stiamo vivendo un’epoca senza precedenti», avverte Buontempo.

I lavoretti di alcune scolare pachistane per la Giornata Mondiale dell'Ambiente 

«L’obiettivo dell’accordo di Parigi di non superare gli 1,5 gradi di riscaldamento è appeso un filo», aggiunge Guterres. Un anno di sforamento di questo tetto viene ancora considerato temporaneo e reversibile: le statistiche sul clima si basano sulle medie di decenni.

L'ondata di caldo in India (reuters)

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, poi, la sequela di mesi record è destinata a interrompersi. La corrente oceanica calda di El Niño — uno dei fattori che hanno contribuito alle temperature da primato — sta dando infatti segnali di indebolimento.

Per l’inverno è previsto l’arrivo della corrente fresca di La Niña. Prima però ci sarà da superare un’estate in cui, avverte Ko Barrett, vicesegretaria dell’Organizzazione meteorologica mondiale, «al di là delle statistiche, rischiamo trilioni di dollari di danni e la perdita di milioni di vite».

L’umanità sembrerebbe in pericolo. «L’umanità in realtà — precisa Guterres — è “il” pericolo, simile a quello del meteorite che ha sterminato i dinosauri». Abbiamo bisogno, ha proseguito il segretario nel suo lungo e appassionato discorso dalla sede dell’Onu di New York, di «prendere lo svincolo di uscita dall’autostrada dell’inferno climatico». Gli sforzi vanno concentrati sull’oggi, perché «la battaglia del grado e mezzo verrà persa o vinta negli anni Venti».

La vittoria al momento non è a portata di mano. Le emissioni di gas serra, e quindi i termometri, corrono più veloci dei nostri sforzi. Martedì l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) aveva avvertito che l’obiettivo di installare 11mila gigawatt di impianti rinnovabili entro il 2030 verrà mancato. Ai ritmi attuali arriveremo solo a due terzi.

«Avremmo bisogno — sostiene Guterres — di far calare le nostre emissioni di anidride carbonica del 9% all’anno». Invece le fonti fossili e i gas serra non fanno ancora registrare flessioni. «Non possiamo accettare un futuro in cui i ricchi siano protetti nelle loro bolle di aria condizionata» denuncia il segretario dell’Onu, con il cambiamento climatico diventato ormai «la madre di tutte le tasse occulte pagate dalle persone comuni e dai Paesi vulnerabili». Quella tassa, sostiene Guterres, andrebbe piuttosto dirottata sui profitti di chi estrae, vende e brucia combustibili fossili.

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