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Lotta all’overtourism. “Per salvare i centri più iniziative culturali e stop affitti selvaggi”

Toto Bergamo Rossi, di Venetian Heritage
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Venezia — Per Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, parte dei Comitati internazionali per la salvaguardia di Venezia, una soluzione all’overtourism c’è e si chiama «prenotazione obbligatoria». Promotore di numerose iniziative di restauro del patrimonio culturale veneziano, Bergamo Rossi oggi sarà a Palazzo Diedo per un intervento all’interno di Art For Tomorrow, l’evento con dibattiti dedicati alla «Bellezza imperfetta», promosso dalla Democracy & Culture Foundation in collaborazione con The New York Times.

Oggi parlerà di Venezia, sostenibilità e turismo. Che cosa ne pensa del contributo di accesso per entrare in città avviato dal Comune il 25 aprile?

«Riconosco al sindaco Luigi Brugnaro il tentativo di fare qualcosa, ma trovo che sia inutile e che sia più una risposta arrivata dopo la minaccia dell’Unesco di inserire Venezia nella black list che un vero ragionamento su come limitare l’overtourism».

E allora cosa si deve fare?

«Credo che l’unica soluzione sia …

Venezia — Per Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, parte dei Comitati internazionali per la salvaguardia di Venezia, una soluzione all’overtourism c’è e si chiama «prenotazione obbligatoria». Promotore di numerose iniziative di restauro del patrimonio culturale veneziano, Bergamo Rossi oggi sarà a Palazzo Diedo per un intervento all’interno di Art For Tomorrow, l’evento con dibattiti dedicati alla «Bellezza imperfetta», promosso dalla Democracy & Culture Foundation in collaborazione con The New York Times.

Oggi parlerà di Venezia, sostenibilità e turismo. Che cosa ne pensa del contributo di accesso per entrare in città avviato dal Comune il 25 aprile?

«Riconosco al sindaco Luigi Brugnaro il tentativo di fare qualcosa, ma trovo che sia inutile e che sia più una risposta arrivata dopo la minaccia dell’Unesco di inserire Venezia nella black list che un vero ragionamento su come limitare l’overtourism».

E allora cosa si deve fare?

«Credo che l’unica soluzione sia quella di fissare una soglia limite di ingressi oltre la quale non si entra. Questa modalità gioverebbe al turista e al residente perché entrambi non si sentirebbero schiacciati e ognuno avrebbe lo spazio fisico e psicologico per vivere la città. Fissare una soglia limite richiede una presa di posizione coraggiosa perché metterebbe un freno a chi usa la città per fare soldi, ma sarebbe per Venezia una salvezza. Per questo credo che la prenotazione obbligatoria per tutti, in primis per i gruppi, sia l’unica soluzione. Poi, questo non basta».

Che cosa servirebbe?

«Bisogna riconsiderare il concetto di città museo. I musei sono belli e vivi, ci si incontra nei ristoranti dei musei, ospitano numerose iniziative e la bellezza che contengono eleva chi li frequenta. Nel 2021, come Venetian Heritage, abbiamo scritto un decalogo per Venezia. Tra i punti, oltre a chiedere lo stop al passaggio delle grandi navi, come poi è stato fatto quello stesso anno, abbiamo evidenziato l’urgenza di regolamentare le affittanze turistiche, il vero cancro della città, e il controllo delle licenze commerciali limitando le attività di carattere turistico e incentivando quelle che valorizzano il territorio».

Il sindaco e chi gestisce le locazioni turistiche dicono che il calo dei residenti è fisiologico…

«In tutte le grandi città sono state prese delle misure per contrastare le conseguenze della diffusione delle locazioni turistiche, ma non a Venezia. Il rischio, come sta già avvenendo, è che le persone non possano più viverci. Io sono nato qui, lavoro per il restaurare il patrimonio di questa città e vorrei rimanere qui, in una Venezia viva, aperta a tutti senza che si paghi una tassa, ma con un limite di ingressi».

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