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Convegno di Aifa con gli sponsor, il ministero revoca la sala

La discussa foto dei dirigenti di Aifa, tutti uomini, diffusa dall'agenzia nell'aprile scorso. Dopo le polemiche è scomparsa dai canali social dell'agenzia 
L’incontro non si terrà più a lungotevere Ripa, come ieri sera continuava a sostenere l’agenzia del farmaco. “Schillaci mai invitato all’appuntamento”
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Aifa si presenta e chiede a chi vuole conoscere il suo nuovo modello di partecipare a un convegno, diventando sponsor. Attraverso una neonata agenzia che organizza congressi, la Fuel consunlting, propone alle aziende farmaceutiche, cioè i soggetti primariamente interessati a sapere come lavorerà l’agenzia, un contributo da 5, 10 o 20 mila euro. L’appuntamento è per il 21 giugno in una sede istituzionale, la sala Piccinno del ministero alla Salute. Chi vuole approvare i farmaci paga per sentir parlare chi li approva, per di più in una sede istituzionale. Un groviglio di inopportunità del tutto inedito nel mondo della farmaceutica.

Il ministero: “Qui non si farà più”

Ce n’è abbastanza, dopo che Repubblica rivela i particolari dell’incontro, per scatenare polemiche durissime, con il Pd che chiede conto al ministro alla Salute Orazio Schillaci. E’ un pomeriggio di grandissimo nervosismo sia al ministero che all’agenzia. Alla fine, quando ormai è sera, arrivano due comunicazioni di segno …

Aifa si presenta e chiede a chi vuole conoscere il suo nuovo modello di partecipare a un convegno, diventando sponsor. Attraverso una neonata agenzia che organizza congressi, la Fuel consunlting, propone alle aziende farmaceutiche, cioè i soggetti primariamente interessati a sapere come lavorerà l’agenzia, un contributo da 5, 10 o 20 mila euro. L’appuntamento è per il 21 giugno in una sede istituzionale, la sala Piccinno del ministero alla Salute. Chi vuole approvare i farmaci paga per sentir parlare chi li approva, per di più in una sede istituzionale. Un groviglio di inopportunità del tutto inedito nel mondo della farmaceutica.

Il ministero: “Qui non si farà più”

Ce n’è abbastanza, dopo che Repubblica rivela i particolari dell’incontro, per scatenare polemiche durissime, con il Pd che chiede conto al ministro alla Salute Orazio Schillaci. E’ un pomeriggio di grandissimo nervosismo sia al ministero che all’agenzia. Alla fine, quando ormai è sera, arrivano due comunicazioni di segno diametralmente opposto, altra spia del caos che si è generato. Dal ministero alla Salute dicono infatti che l’evento non si terrà più all’interno della sede di lungotevere Ripa, a suo tempo concessa dal capo di gabinetto Marco Mattei. La sala è revocata. Evidentemente qualcosa non va in quell’appuntamento. Significa che qualcuno in agenzia ha sbagliato.

Ma Aifa tira dritto

Eppure, praticamente in contemporanea, Aifa diffonde un comunicato per smentire “con forza di aver richiesto sponsorizzazioni o aver proposto contributi di carattere economico alle aziende farmaceutiche che prenderanno parte all’evento previsto per il 21 giugno presso il ministero della Salute. Aifa è totalmente estranea all’organizzazione dell’evento e la sua partecipazione è prevista a titolo completamente gratuito”. Allora perché il ministero ha revocato la sala? E ancora, come è possibile che l’agenzia, istituzione che deve evitare qualunque conflitto di interessi e segue regole molto restrittive per la partecipazione dei suoi dirigenti a qualsiasi evento, e addirittura non può nemmeno dare il suo il patrocinio ad appuntamenti organizzati con la sponsorizzazione dell’industria, sia stata coinvolta in un congresso di quel tipo? Perché nessuno ha controllato? Tra l’altro l’appuntamento si intitola: “Aifa si presenta: un nuovo modello per accelerare. L’accesso all’innovazione” e non prevede la presenza di qualche funzionario ma di tutti i vertici dell’agenzia: presidente Robert Nisticò, direttore scientifico Pierluigi Russo e amministravo Giovanni Pavesi. La richiesta di soldi è arrivata dagli organizzatori a un gran numero di industrie, come poteva l’agenzia non essersi accorta di niente?

Schillaci nemmeno invitato

Nella brochure si cita anche la presenza di Schillaci, che non è mai stato invitato. Nella tarda serata di ieri il ministero ha inviato un comunicato per sottolineare che “in relazione all’ipotizzato convegno del 21 giugno si precisa che il ministro Schillaci non ha mai ricevuto alcun invito e non ha mai pertanto dato alcuna adesione. Peraltro per quel giorno da tempo aveva programmato un impegno istituzionale in Lussemburgo”. Poi da lungotevere Ripa cercano di andare ancora oltre, cioè prendere ancora di più le distanze sostenendo che il convegno non era previsto ufficialmente perché la sala non sarebbe mai stata concessa. Circostanza smentita dalla pubblicazione dell’annuncio dell’appuntamento su vari siti, anche di aziende farmaceutiche, ma anche da fonti interne allo stesso ministero e pure dalla stessa Aifa, che sempre ieri sera, nella sua smentita, dava per scontato che l’incontro ci sarà comunque. Eppure al ministero ci provano: “In ogni caso l’evento non si svolgerà presso l’auditorium Piccinno del Ministero della Salute perché la sala non è stata concessa in quanto lo stesso giorno è in programma una riunione plenaria degli uffici di Gabinetto”. Insomma, il pasticcio ha impegnato il cuore della sanità nazionale, tra ministero e Aifa, per tutto il giorno.

Cento posti nella sala erano a ingresso gratuito fino ad esaurimento ma poi Fuel, ed è veramente difficile pensare che Aifa non lo sapesse, fa lo “sponsor prospectus”. Alle aziende che verseranno 20 mila euro, ad esempio, verranno dati 3 posti, inserita una brochure nella cartella del convegno e sarà riprodotto il logo nell’area del coffee break, sui materiali stampati e nel sito dell’evento. Chi mette 10 e 5 mila euro ha meno posti e meno diffusione del logo.

L’interrogazione del Pd: “Vicenda gravissima”

Per il Pd la vicenda «è gravissima, incredibile e inquietante, visto il delicatissimo ruolo di controllo e regolamentazione che Aifa svolge», dice il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, che ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo: «Chiediamo di sapere se il ministro sia a conoscenza di questa assurda iniziativa e se non ritenga di intervenire urgentemente per evitare che il suo nome, la dignità e la credibilità del ministero che presiede siano lesi in modo irreparabile da un mercimonio così squallido e senza vergogna". Intanto, ma Boccia ancora non lo sapeva, il ministero ha revocato la sala. Significa che qualcuno ha sbagliato e a questo punto bisognerebbe capire chi è stato a dare il via libera alla partecipazione di tutti i vertici dell’agenzia a un incontro del genere.

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