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La app per leggere la glicemia: negli smartphone arriva la rivoluzione per misurare i livelli degli zuccheri nel sangue

Il Cgm si applica al braccio: resta attaccato alla pelle per un paio di settimane. Il suo sensore registra il livello nella parte inferiore della cute e la trasmette al telefono o all’orologio
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Non bastavano contapassi, calorie consumate, battito cardiaco. Un’altra funzione vitale è pronta a installarsi fra le nostre app. Il Cgm – monitoraggio continuo della glicemia – sfrutta uno strumento delle dimensioni di una moneta. Applicato al braccio, misura in continuazione il livello degli zuccheri nel sangue. Resta attaccato alla pelle per un paio di settimane. Il suo sensore registra il livello di glicemia nella parte inferiore della cute e la trasmette al telefono o all’orologio, sempre sott’occhio.

Nato per i diabetici, diffuso tra gli atleti

Nato per i diabetici, diffuso fra gli atleti, l’apparecchio costa una o due centinaia di euro e si sta diffondendo nella popolazione generale. Ma che beneficio può dare conoscere istante per istante la propria curva glicemica? Per Paolo Fiorina, professore di Endocrinologia all’Università degli Studi Statale di Milano e responsabile dell’Unità di Endocrinologia dell’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, “le variazioni della glicemia …

Non bastavano contapassi, calorie consumate, battito cardiaco. Un’altra funzione vitale è pronta a installarsi fra le nostre app. Il Cgm – monitoraggio continuo della glicemia – sfrutta uno strumento delle dimensioni di una moneta. Applicato al braccio, misura in continuazione il livello degli zuccheri nel sangue. Resta attaccato alla pelle per un paio di settimane. Il suo sensore registra il livello di glicemia nella parte inferiore della cute e la trasmette al telefono o all’orologio, sempre sott’occhio.

Nato per i diabetici, diffuso tra gli atleti

Nato per i diabetici, diffuso fra gli atleti, l’apparecchio costa una o due centinaia di euro e si sta diffondendo nella popolazione generale. Ma che beneficio può dare conoscere istante per istante la propria curva glicemica? Per Paolo Fiorina, professore di Endocrinologia all’Università degli Studi Statale di Milano e responsabile dell’Unità di Endocrinologia dell’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, “le variazioni della glicemia in una persona che non ha il diabete e conduce una vita regolare sono fortunatamente minime. Il valore oscilla tra 80 e 100: un organismo senza problemi di salute riesce a mantenerlo sempre in equilibrio”. Tra le varie app, quella del Cgm rischierebbe di diventare un po’ noiosa.

Le ragioni del monitoraggio

“Chi pratica il digiuno, chi è costretto a saltare il pranzo per motivi di lavoro o fa sport senza aver mangiato può invece notare dei cali”, prosegue Fiorina. Non che serva una app per sentirsi stanchi e affamati in questi casi. “Ma è possibile che il Cgm diventi semplicemente un’abitudine, come lo sono diventate il conteggio dei passi, delle calorie consumate o dei battiti cardiaci. Anche io, quando faccio sport, non posso più fare a meno di controllare tutti questi parametri. E’ un’abitudine, non c’è un particolare beneficio per la salute, ma rendersi conto di quel che accade al proprio organismo male non fa. Ed è prevedibile che le aziende spingano per sottoporci anche al monitoraggio della glicemia”.

Il controllo anche con strumenti tradizionali

Alcune marche di questi apparecchi sono ormai acquistabili senza prescrizione medica. L’avvertimento però è di non prenderli troppo alla lettera. A chi usa insulina per tenere sotto controllo il diabete si consiglia di ricontrollare la glicemia anche con gli strumenti tradizionali che usano la goccia di sangue. Chi rischia una condizione seria come l’ipoglicemia – avverte ad esempio la Food and Drug Administration americana – non deve aspettarsi che la app lo avverta in tempo utile per evitare una crisi. “Gli apparecchi Cgm hanno un sensore che raggiunge l’interstizio del sottocute”, spiega Fiorina. “Si ferma cioè all’esterno dei capillari sanguigni. E’ quindi meno sensibile rispetto agli apparecchi che misurano la glicemia direttamente nel sangue”.

Con il sangue la registrazione istantanea

Fiorina fa l’esempio di un temporale improvviso, ricordo delle lezioni con il suo professore di fisiologia: “Se ci rifugiamo sotto a un albero, nei primi minuti riusciremo a non bagnarci. In compenso le gocce continueranno a caderci sulla testa anche quando avrà smesso di piovere. Il sensore Cgm registra le variazioni con un po’ di ritardo rispetto alla misura presa direttamente dal sangue, dove ogni oscillazione viene registrata istantaneamente. Ai pazienti diabetici continuiamo a consigliare gli apparecchi per il monitoraggio continui accanto a quelli tradizionali, per verificare le misure e imparare a fare la tara agli strumenti Cgm”.

Il monitoraggio per gli atleti

I piccoli apparecchi per misurare il diabete cominciano intanto ad apparire sulle braccia degli appassionati di fitness, ma anche degli atleti di alto livello. Uno sponsor ne fornisce ad esempio uno dal 2021 al maratoneta kenyano Eliud Kipchoge, vincitore di due maratone alle Olimpiadi del 2016 e 2020 e primo atleta a correre i 42 chilometri in meno di due ore (il record non è stato omologato perché ottenuto al di fuori di una gara, con l’aiuto di parecchie lepri). “Per atleti sottoposti a sforzi estremi, come la maratona o i 10 chilometri di nuoto, il monitoraggio continuo del glucosio può avere un significato perché permette di capire come l’organismo reagisce a sollecitazioni molto forti”, conferma Fiorina.

Il mercato da dieci miliardi di dollari

Il mercato di questi strumenti vale una decina di miliardi di dollari. L’uso dei Cgm al momento è suggerito alle persone con il diabete. Le previsioni delle ditte parlano però di incrementi intorno al 10-20% annuo. Sanno già, i produttori, che quando gli apparecchi si infiltreranno fra le nostre app non riusciremo più farne a meno.

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