BARI – Ha rivelato le sue intenzioni con la consueta schiettezza a un gruppo di parroci romani. Solo pochi giorni fa gli hanno domandato un commento sulle elezioni europee, e papa Francesco ha parlato dello spostamento a destra, dell’affermarsi di Marine Le Pen, della politica che dovrebbe occuparsi del bene comune e invece in tanti Paesi si investe in armi e anticoncezionali. E poi ha piazzato l’affondo: “Mi hanno invitato al G7 a parlare di Intelligenza artificiale, ma io ai politici domanderei: come sta la tua intelligenza naturale?”.
Il feeling con Giorgia Meloni
Jorge Mario Bergoglio arriva carico a Borgo Egnazia. Atterra oggi in elicottero verso mezzogiorno e mezzo direttamente nel campo sportivo del resort nel brindisino, riparte verso le 19.45. Nei mesi scorsi Giorgia Meloni lo ha invitato di persona, e lui ha accettato di buon grado. Per la premier riuscire a portare il primo Papa della storia a un G7 è un successo diplomatico. Per Francesco, che con Meloni ha un buon feeling…
BARI – Ha rivelato le sue intenzioni con la consueta schiettezza a un gruppo di parroci romani. Solo pochi giorni fa gli hanno domandato un commento sulle elezioni europee, e papa Francesco ha parlato dello spostamento a destra, dell’affermarsi di Marine Le Pen, della politica che dovrebbe occuparsi del bene comune e invece in tanti Paesi si investe in armi e anticoncezionali. E poi ha piazzato l’affondo: “Mi hanno invitato al G7 a parlare di Intelligenza artificiale, ma io ai politici domanderei: come sta la tua intelligenza naturale?”.
Il feeling con Giorgia Meloni
Jorge Mario Bergoglio arriva carico a Borgo Egnazia. Atterra oggi in elicottero verso mezzogiorno e mezzo direttamente nel campo sportivo del resort nel brindisino, riparte verso le 19.45. Nei mesi scorsi Giorgia Meloni lo ha invitato di persona, e lui ha accettato di buon grado. Per la premier riuscire a portare il primo Papa della storia a un G7 è un successo diplomatico. Per Francesco, che con Meloni ha un buon feeling personale, è l’occasione di rivolgersi direttamente ai grandi della terra. E tentare di inchiodarli alle loro responsabilità.
La priorità della pace negoziata
Durante le sette ore che trascorrerà al G7, nella sessione allargata, conterà quello che Francesco dice nel discorso pubblico dedicato all’Intelligenza artificiale, conterà altrettanto, se non di più, quello che dice a porte chiuse. Da mesi Bergoglio ha una priorità che prevale su tutte le altre, quella della pace, e c’è da giurare che coglierà l’occasione degli incontri bilaterali – sono dieci i leader che incontrerà in una sala del resort, quattro appena atterrato e sei dopo la sessione pubblica – per chiedere con forza, se serve anche con parole abrasive, un impegno maggiore a porre fine con un negoziato alle guerre in Ucraina, in Medio Oriente e in altri luoghi del mondo.
Armi con sistemi di controllo remoto
Anche nel discorso prevedibilmente Bergoglio si soffermerà sui rischi che questa rappresenta per la pace. Nell’ultimo anno ha dedicato all’Intelligenza artificiale non uno ma due lunghi messaggi, uno proprio in occasione della Giornata della pace: “La possibilità di condurre operazioni militari attraverso sistemi di controllo remoto ha portato a una minore percezione della devastazione da essi causata e della responsabilità del loro utilizzo, contribuendo a un approccio ancora più freddo e distaccato all’immensa tragedia della guerra”, ha scritto, il mondo “non ha proprio bisogno che le nuove tecnologie contribuiscano all’iniquo sviluppo del mercato e del commercio delle armi, promuovendo la follia della guerra”. L’auspicio di Bergoglio, più fondamentalmente, è che “il rapido sviluppo di forme di intelligenza artificiale non accresca le troppe disuguaglianze e ingiustizie già presenti nel mondo, ma contribuisca a porre fine a guerre e conflitti, e ad alleviare molte forme di sofferenza che affliggono la famiglia umana”.
Benanti: “Un pontificato profetico”
“Questo pontificato è sempre stato profetico», dice a Repubblica padre Paolo Benanti, francescano e grande esperto di Intelligenza artificiale: «Si è aperto con Lampedusa, ha continuato con la Laudato si e oggi si posiziona su un tema sul quale l’umanità è sfidata da se stessa”.
Geopolitica, impellenze e idiosincrasie
Temi che approfondirà, entrando nel concreto, durante i dieci incontri bilaterali. La lista ufficiale, diramata ieri dalla Segreteria di Stato, è stata allungata fino all’ultimo momento. E disegna non solo una geopolitica della rete di rapporti costruiti in questi anni da Francesco ma anche le sue impellenze e le sue idiosincrasie. Francesco incontra a tu per tu Volodymyr Zelensky, che aveva ricevuto in Vaticano a maggio del 2023: se la linea pacifista di Bergoglio è entrata più volte in rotta di collisione con le istanze ucraine, e alcune sue uscite, come la “bandiera bianca” da sventolare, hanno irritato Kiev, la sua convinzione che non ci sia alternativa ragionevole al negoziato ha anche trovato punti di contatto con l’Ucraina. Solo pochi giorni fa Andriy Yermak, capo dell’ufficio di presidenza di Zelensky, è venuto a Roma per ringraziare sia il Papa che i cardinali Zuppi e Parolin per l’apporto della Santa Sede (Zuppi ha aiutato a riportare a casa, la fonte è Avvenire, 388 minorenni ucraini deportati in Russia, Parolin è in partenza per il vertice in Svizzera sull’Ucraina).
Di nuovo con Macron, Trudeau, Biden
Il Papa parlerà senz’altro di guerra e pace anche con il francese Emmanuel Macron (è la quinta volta che lo incontra, e si può dare per certo gli farà presente il suo malcontento per il diritto all’aborto inserito in costituzione e la nuova normativa sul fine vita), con il canadese Justin Trudeau (che non ha mancato di criticare la Chiesa sugli abusi avvenuti nei collegi cattolici del paese), e, ovviamente, con il cattolico Joe Biden, che nel corso della visita in Vaticano nel 2021 lo aveva definito “il più significativo guerriero della pace che io conosca”: da allora le posizioni tra Washington e Vaticano si sono allontanate, sia per quanto riguarda l’Ucraina che per il Medio Oriente, ma c’è da scommettere che entrambi cercheranno un terreno comune di cooperazione.
Il fronte dei Brics e del global south
Molto significativi per il primo Papa latino-americano della storia gli incontri con i leader dei Brics e del global south: l’algerino Abdelmadjid Tebboune, il kenyota William Samoei Ruto, e poi l’indiano Narendra Modi, fresco di rielezione, che Bergoglio ha elogiato nei mesi scorsi per il suo impegno a lavorare per la pace in Ucraina, il turco Recep Tayyip Erdogan, che Francesco considera un player chiave per la pace in Medio Oriente e, in particolare, a Gerusalemme, e il suo amico di lunga data Luis Inacio “Lula” da Silva, con il quale oggi condivide la stessa visione sulla pace nel mondo, nonché alcune intemperanze verbali su Russia e Ucraina. Non scontato, infine, l’incontro con Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo Monetario internazionale, che Bergoglio già negli anni passati ha sensibilizzato sul debito pubblico argentino, e alla quale prevedibilmente si rivolgerà, ora, per farsi voce dei paesi poveri e in via di sviluppo.