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Maturità, le dritte per preparare l’orale: “Allenarsi a fare collegamenti non banali e informarsi sull’attualità”

Maturandi al Liceo Volta di Milano

 (fotogramma)
Gli esperti consigliano di “continuare a studiare come durante l'anno, utilizzando mappe e schemi”. Ok alla preparazione in gruppo “anche per sdrammatizzare”
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È l’ultima tappa dell’esame di maturità e, con tutta probabilità, la più temuta. Sì, perché l'orale da sostenere davanti a una commissione di sei docenti (la metà dei quali sconosciuti, come il presidente), che può fare domande potenzialmente sull’intero programma di quinta, spaventa gli studenti, oggi come decine di anni fa. Nel tempo, però, l’interrogazione per eccellenza è molto cambiata, così si evolvono anche le indicazioni per prepararsi ad affrontarla nel modo migliore.

La strategia per ricordare

La prima è chiara: “Più che sul ripasso di tutto il programma, difficile da fare in poco tempo e poco efficace, consiglio di pensare agli snodi che hanno caratterizzato il Novecento e che coinvolgono argomenti s…

È l’ultima tappa dell’esame di maturità e, con tutta probabilità, la più temuta. Sì, perché l'orale da sostenere davanti a una commissione di sei docenti (la metà dei quali sconosciuti, come il presidente), che può fare domande potenzialmente sull’intero programma di quinta, spaventa gli studenti, oggi come decine di anni fa. Nel tempo, però, l’interrogazione per eccellenza è molto cambiata, così si evolvono anche le indicazioni per prepararsi ad affrontarla nel modo migliore.

La strategia per ricordare

La prima è chiara: “Più che sul ripasso di tutto il programma, difficile da fare in poco tempo e poco efficace, consiglio di pensare agli snodi che hanno caratterizzato il Novecento e che coinvolgono argomenti studiati in diverse discipline e ragionare sui possibili collegamenti” spiega Teresa Summa, docente di italiano e latino del liceo classico Parini di Milano. Elemento chiave, quindi, sono i collegamenti, da cercare però attraverso una visione che sia il più personale possibile, quindi non banale.

“A fare da differenza è la capacità di mostrare di aver capito lo spirito del tempo e di saper cogliere similitudini e parallelismi con la realtà di oggi” aggiunge l’insegnante, che arriva quindi al secondo consiglio: “Continuare a seguire l’attualità. La maturità di uno studente emerge anche da quanto dimostra di essere inserito in un contesto. Chi fa un buon esame non è mai scollegato dal presente”. Il che, tradotto, significa non gettarsi a capofitto nello studio isolandosi da tutto il resto.

Stesse abitudini

E restando sul fronte logistico-organizzativo c’è un’ulteriore indicazione: “Non stravolgere le proprie abitudini”. Cioè continuare a studiare come si è fatto durante l’anno, senza improvvisi cambi di location o di metodo. Promosso lo studio di gruppo: “Aiuta a mettere in comune le conoscenze sui docenti e a sdrammatizzare”.

Calendario alla mano, è importante organizzarsi e muoversi in modo razionale: la priorità iniziale sono gli scritti, quindi la prima materia su cui concentrarsi è italiano, necessario sia per il tema che per l’orale, poi la disciplina della seconda prova - greco al classico e matematica allo scientifico, per esempio -, che nell’impostazione attuale richiede anche conoscenze teoriche. Solo dopo ci si dedicherà all’orale, studiando su mappe concettuali e schemi preparati durante l’anno.

I collegamenti

Prima, tuttavia, bisogna dedicare un ultimo pensiero alla seconda prova. “È importante rifarla a casa, focalizzarsi sugli esercizi svolti per individuare bene gli errori e saperli spiegare” spiega Jacopo Iaccarino, insegnante di matematica e fisica e tra i fondatori di R1P3, centro che si occupa di sostegno allo studio e all’apprendimento attraverso percorsi individuali, che porta l’attenzione su una delle difficoltà principali della preparazione dell’orale: cercare collegamenti con le materie scientifiche.

“Non includere le materie scientifiche nel percorso sviluppato espone al rischio di ricevere domande dall’insegnante, ma forzare la mano per legare argomenti a tutti i costi lascia il tempo che trova” aggiunge il docente, che propone di muoversi al contrario: “È bene individuare gli argomenti del programma che si conoscono bene e cercare di sviluppare collegamenti partendo da quelli, da usare in caso di necessità”.

Occhio all’agitazione

Del resto all’orale si chiedono capacità di ragionamento e di spaziare tra le discipline. Il nemico principale? L’agitazione che può colpire davanti al materiale consegnato dalla commissione. L’unica ricetta per aggirarla o almeno gestirla è l’allenamento: “Il consiglio è di esercitarsi simulando percorsi partendo dai macro-temi del programma e anche da spunti che si possono trovare in rete. Il tutto cercando di ottimizzare le conoscenze che si hanno”. Senza dimenticare un’ultima indicazione: avere sempre un argomento a piacere da esporre in caso di difficoltà. Sarebbe paradossale, infatti, non approfittare dell’eventuale mano tesa dagli insegnanti.

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