Orsi a spasso nei paesi, paura in Trentino: “Ma la provincia è inerte e non aiuta a informarsi”
di Gianfranco PiccoliL'orso nel centro abitato di Malé
Rabbia ed esasperazione. Le ultime incursioni degli orsi nei centri abitati della val di Sole (e non solo), hanno fatto schizzare la tensione a livelli di guardia. I plantigradi sono stati fotografati o filmati mentre percorrono strade e giardini con la stessa confidenza con cui si muovono nei boschi. Il termometro della situazione lo danno gli amministratori delle valli del Noce, che ora chiedono un intervento più incisivo da parte delle autorità, con l’abbattimento degli animali confidenti.
Solo una settimana fa, chiuse le urne delle elezioni europee, un orso si è aggirato nei pressi del seggio di Bozzana, frazione di Caldes, paese dove viveva Andrea Papi, il giovane ucciso dall’orsa Jj4. Gli scrutatori sono stati costretti a rimanere all’interno dell’edificio sino a quando l’animale non si è allontanato. Sabato scorso un altro plantigrado si è presentato nel giardino di un’abitazione di Mandrea, una frazione a monte di Arco, qualche chilometro dal lago di Garda. A denunciare la p…
Rabbia ed esasperazione. Le ultime incursioni degli orsi nei centri abitati della val di Sole (e non solo), hanno fatto schizzare la tensione a livelli di guardia. I plantigradi sono stati fotografati o filmati mentre percorrono strade e giardini con la stessa confidenza con cui si muovono nei boschi. Il termometro della situazione lo danno gli amministratori delle valli del Noce, che ora chiedono un intervento più incisivo da parte delle autorità, con l’abbattimento degli animali confidenti.
Solo una settimana fa, chiuse le urne delle elezioni europee, un orso si è aggirato nei pressi del seggio di Bozzana, frazione di Caldes, paese dove viveva Andrea Papi, il giovane ucciso dall’orsa Jj4. Gli scrutatori sono stati costretti a rimanere all’interno dell’edificio sino a quando l’animale non si è allontanato. Sabato scorso un altro plantigrado si è presentato nel giardino di un’abitazione di Mandrea, una frazione a monte di Arco, qualche chilometro dal lago di Garda. A denunciare la presenza dell’animale il sindaco Alessandro Betta, che con un post su Facebook ha invitato alla prudenza i frequentatori della zona. L’ultimo episodio nella notte tra sabato e domenica, quando al termine di una festa scolastica — siamo intorno alle 2 di notte — alcuni studenti di Malé, capoluogo della val di Sole, si sono imbattuti in auto in un orso che vagava nel centro del paese. Il video è stato postato da Claudio Cia, consigliere provinciale: «Ditelo agli animalisti da salotto», ha scritto, «fuori dal suo habitat, l’orso è un pericolo».
«Un livello di confidenza non più accettabile, le norme vanno applicate», le parole pronunciate da Antonio Maini, sindaco di Caldes, dopo i fatti di Bozzana. Ieri, invece, la giunta comunale di Malé ha diffuso un documento duro, anche alla luce di una serie di ulteriori avvistamenti che sono stati registrati negli ultimi giorni: «L’evento di Malé aggrava il clima già teso», hanno scritto, «occorre iniziare una seria gestione del problema, con controllo del numero dei capi e rimozione degli esemplari problematici e confidenti. Le soluzioni finora adottate, come i cassonetti anti-orsi, si dimostrano semplici palliativi. La Provincia già oggi può e deve intervenire con gli strumenti legislativi vigenti». Provincia che intanto ha avviato i monitoraggi e ha fatto sapere che se si tratta di un orso confidente sarà catturato.
Chiaro il riferimento alla legge provinciale approvata lo scorso marzo che prevede — con il parere positivo di Ispra — sino ad un massimo di 8 abbattimenti l’anno degli esemplari ritenuti problematici. Il report 2023 sui grandi carnivori del Trentino conferma che la popolazione dei plantigradi è in costante crescita: sono 98 gli orsi censiti (erano 85 nel 2021), con 13 cucciolate e 22 piccoli, 8 gli esemplari morti.
A non accettare una narrazione allarmistica sono le associazioni animaliste, che puntano il dito contro le amministrazioni provinciali che si sono susseguite dalla reintroduzione dei plantigradi. «Questa situazione è figlia di tutto ciò che la Provincia non ha fatto o ha fatto troppo tardi, come i cassonetti anti-orso», tuona Massimo Vitturi, responsabile della Sezione animali selvatici della Lav. «Ora i cassonetti li stanno installando, ma nel frattempo gli orsi si sono abituati a frequentare i centri urbani. Se poi i cittadini continuano a non sapere come comportarsi, il problema della sicurezza resterà: con 100 orsi in circolazione, non è straordinario incrociarli. L’unica cosa straordinaria è l’inerzia della Provincia. Dal 2021 come Lav abbiamo portato avanti con il Parco Adamello Brenta un progetto di informazione: quest’anno è stato improvvisamente cancellato». Ma Vitturi ha nel mirino anche i siti di foraggiamento degli ungulati gestiti dai cacciatori per attirare le prede: «Questi siti attirano anche i plantigradi e li rendono confidenti con gli umani, dei quali sentono gli odori. Abbiamo chiesto di rimuoverli ma ovviamente non l’hanno fatto: abbiamo presentato un ricorso al Tar».
Critica anche l’Oipa: «Non possiamo non attuare un paragone con la gestione degli orsi nel Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise dove, per mettere in sicurezza gli orsi, si pongono anche divieti temporanei di circolazione».