Cronaca

Il valore del patrimonio artistico: la Venere influencer nel Belpaese e i diritti svaniti della nostra cultura

Chiara Valerio

Chiara Valerio

 (agf)

Abbiamo chiesto ai sei finalisti al Premio Strega una riflessione sulle tracce del tema di italiano della Maturità di quest’anno. Ecco il commento di Chiara Valerio sulla traccia della costituzionalista Maria Agostina Cabiddu

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Mi fossi trovata oggi – ventotto anni dai miei diciotto anni – davanti al tema di maturità, avrei scelto la traccia B2, tessendo un parallelo tra la campagna Italia Open to Meraviglia (Otm) e l’articolo 9 della Costituzione italiana (Ci). Tra “Io, Venere... oggi nei panni di una virtual influencer... per raccontare il nostro patrimonio sconfinato di arte, natura, gastronomia” e “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni...”.

Le parallele che diventano rette divergenti

Le parallele Otm e Ci nello spazio cartesiano della mia testa avrebbero rivelato – illuminazione di portata fantozziana, Gesù in sala mensa, avrei citato Paolo Villaggio – immediatamente e definitivamente, rette divergenti.

La nazione trasformata in belpaese

In meno di ottant’anni “il patrimonio storico e artistico della nazione” che andava di pari passo con lo “sviluppo della cultura e della ricerca scientifica” e con “la tutela del paesaggio” è diventato “patrimonio sconfinato di arte, natura e gastronomia”, la nazione è chiamata “belpaese”, le parole “cultura” e “scienza” sono scomparse.

Quando le parole cominciano a mancare

Avrei apprezzato l’elogio di lungimiranza costituzionale e associazionismo civile nelle righe di Cabiddu e avrei sottolineato che le parole cominciano a mancare, quando la realtà e i diritti a essa legata iniziano a svanire.

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